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MAROCCO, L'IMAM DI TORINO CANDIDATO ALLE ELEZIONI 10/08/07

Si è candidato alle elezioni legislative marocchine del prossimo 7 settembre, il discusso ex imam di Torino Bouchta Bouriki (nella foto, tratta dal sito www.aujourdhui.ma). Espulso dall'Italia nel 2005, correrà nel collegio da dove provengono la maggioranza dei marocchini immigrati nel Belpaese. Vittoria sicura?

Ornella Tommasi

Venerdi' 10 Agosto 2007

TANGERI - Si è buttato in politica, l’ex autoproclamato imam di Porta Palazzo Bouchta Bouriki, con una sua notorietà alimentata dalla partecipazione a una serata da Bruno Vespa e poi espulso da Torino nel 2005, senza tante cerimonie, per motivi di sicurezza in realta’ mai sfociati in un processo regolare. La notizia è sulla prima pagina di uno dei piu’ diffusi quotidiani marocchini in lingua francese, “Aujourd’hui le Maroc”, che sottolinea nel titolo la vicenda italiana di Bouriki e il significato della sua candidatura alle elezioni legislative marocchine del prossimo 7 settembre.
A partire dalla circoscrizione: la citta’ di Khouribga, che assieme a Beni Mellal è diventata il primo serbatoio di emigrazione verso l’Italia, conta il numero di pizzerie più alto del paese e vede affermarsi l’italiano come seconda lingua in concorrenza col francese. Mai citata nelle guide turistiche Khouribga, un centinaio di chilometri a sud-est di Casablanca, ha una popolazione che non tocca i 200mila abitanti e un’economia basata unicamente sui giacimenti di fosfati. A questa risorsa ufficiale si e’ aggiunta, gia’ a partire dagli anni ’90, un’economia sotterranea in mano ai passeur e trafficanti di visti per l’Europa, venduti al prezzo standard di 6000 euro, 600 in anticipo e il resto a visto ottenuto. E la citta’ ha finito per diventare il vertice settentrionale del tristemente noto “triangolo della morte”, assieme a Kelaat Sraghna e Beni Mellal. Il mercato clandestino, denunciato a gran voce l’anno scorso da un coraggioso settimanale marocchino per bocca di un militante dell’associazione delle vittime dell’emigrazione clandestine-Afvic, è organizzato attorno a contratti di lavoro, spesso fasulli, ottenuti tra l’altro con la complicita’ interessata di imprenditori italiani senza scrupoli, di solito nell’agricoltura e nell’edilizia. La gente si indebita in cambio di una chance di partire, anche se in citta’ tutti sanno che l’impresa non ha sempre garanzie di riuscita.
Qui Bouchta Bouriki è nato, e qui ritorna dopo l’espulsione che comprensibilmente ha fatto molto rumore nella cittadina e l’ha reso piu’ popolare di quando era partito a cercare fortuna in Italia. Del Belpaese, nonostante tutto, non deve aver conservato un cattivo ricordo, tanto che ha chiesto di far frequentare ai figli la scuola italiana di Casablanca. Richiesta non esaudita, ma solo perché il consolato non riesce a soddisfare il numero di domande in costante aumento. La scelta di campo per il suo ingresso in politica cade su uno degli ultimi nati tra i partiti di area islamista, il PRV, un acronimo alla francese che sta per Partito della Rinascita e della Virtu’, nato da una costola del piu’ noto PJD, Partito per la Giustizia e lo Sviluppo. Quest’ultimo, definito per semplicita’ “partito islamico moderato”, e a cui un chiacchieratissimo sondaggio americano assegnava qualche mese fa il 47% dei suffragi, è universalmente riconosciuto come la chiave di volta delle prossime elezioni legislative. Il previsto successo alle urne, già delineatosi nel 2002, si deve anche a uno spiccato efficientismo, presenza nel sociale e fedeltà provata alla monarchia di Mohamed VI. Il PJD fa una campagna rassicurante sul tema delle liberta’ individuali, anche se la parte più “islamofoba” dell’elettorato marocchino (che esiste, anche se minoritaria, soprattutto in ambiente urbano e che rivendica una lettura dell’Islam aperta e tollerante) teme qualche sorpresa dopo il 7 settembre. Come la ventilata e sempre smentita proposta di introduzione dell’obbligo del velo per le donne. La polemica interna al PJD, che già nel 2005 dava vita alla scissione di “Rinascita e Virtù”, si può riassumere nelle dichiarazioni del suo fondatore Mohamed Khalidi: “oggi il compito di tutti gli islamisti è di accettare di agire in seno alle istituzioni per esporre le proprie differenze”. Tradotto dal politichese, secondo alcuni commentatori, l'affermazione del leader politico segnalerebbe la volontà del PRV di tendere una mano alla sinistra, verso un partito “alla turca”, per intenderci.
Insomma, per la sua discesa in campo Bouchta Bouriki sembra non aver scelto l’ala più radicale nel panorama islamista, probabilmente per convenienza elettorale . Certo è che le altre forze politiche si preparano a mettergli contro, nel collegio di Khouribga, alcuni pezzi da novanta: come il presidente del consiglio nazionale del PJD Slimane El Omrani, e Mustapha Sekkari, popolarissimo medico della squadra di football di Khouribga nelle file della USFP (Unione Socialista Forze Popolari).
Su ogni pronostico grava tuttavia l’incognita dell’assenteismo, in un paese dove la politica non gode di molto credito ed e’ evitata con cura come argomento di conversazione nei caffe’. A meno di un mese dalla scadenza elettorale.

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