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FREAK DA MILANO A KATHMANDU, E QUALCHE BUCO NELLA MEMORIA 8/8/07

A proposito dell'articolo sul viaggio all'Eden

Mercoledi' 8 Agosto 2007


Mi è piaciuto l’articolo di Emanuele Giordana sul numero di giovedi 2 agosto. Ma sulla Martesana definita “fiumiciattolo maleodorante” non sono assolutamente d’accordo. Verde rigoglioso, canne, acqua abbastanza limpida con pesci e ricca vegetazione sommersa, gracidar di rane, gallinelle d’acqua, germani reali... questa è la Martesana, un pezzetto di natura quasi selvatica nei tristi quartieri Nord di Milano.

Claudio Longo, 8/8/07 (lettera inviata al manifesto )

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Caro Giordana

volevo fare tre precisazioni pedanti ma necessarie: l'orient express lo chiamavamo noi così perchè ci sembrava molto più figo, ma il vero orient express non esisteva più: si chiamava direct orient e in fondo non era così puzzolente.
Da Peshawar a Delhi ci sono su per giù 700 km non 2000. Infine la bocciofila Martesana era vicinissima a V.le Monza e piuttosto lontana dalla stazione Centrale. Detto questo l'articolo che hai scritto è bellissimo e sono sicuro che ha commosso molti, il sottoscritto già lo è. Certo un libro su quel viaggio manca, soprattutto da una prospettiva italiana. Per esempio quei bergamaschi o bresciani che si incontravano on the road, fuori di testa che entravano nel bagno turco completamente vestiti con pellicciotto turco e tutto, o junkies fiorentini con la passione del laudano, erano uno spaccato sociologico della gioventù di allora. E il siculo inglese a cui qualcuno aveva rubato il passaporto? Dovresti raccogliere i frammenti di tutta quella epopea dai neuroni un po' bruciacchiati di tutti noi e vedere se le cose corrispondono o se, come spesso accade col tempo, la memoria rende più mitici certi episodi magari un po' insignificanti ma che sicuramente non lo erano per noi che potevamo permetterci il lusso di meravigliarci di ogni cosa

Davide, Milano, 2/8/07

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Mi piace molto la parte "milanese" anche se confonde la cooperativa sassetti con la bocciofila martesana...o mi confondo io? il dibattito è aperto

Luca, 2/8/07
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Poco o troppo da dire.
bello leggere del viaggio e confrontarlo al mio oggi, sono cambiati i nomi degli hotel ma la dinamica è la stessa.
Siamo partiti in 18 con un autobus camperizzato e colorato e due furgoni, siamo naufragati nella burocrazia e nelle officine meccaniche turche, divisi, riuniti, e ancora divisi. Raggiunto in autostop le oasi iraniane, lavorato negli alberghi in costruzione assieme a manovali profughi dalle vicine guerre. storditi negli autobus pakistani, dal fumo, dai sufi, dal paesaggio del kyberpass, dall'accoglienza. a poi ancora India.
Personalmente mi manca l'Afghanistan (ma so già chi mi ci può portare, dato che lo faceva come lavoro coi giornalisti in tempo di guerra), e Kathmandù che mi è arrivata dai racconti di altri partiti con me, poi divisi, poi riuniti, poi...
Ma è bello ricalpestare tutti i kilometri anche coi racconti degli altri.

Deda 2/8/07
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