Amisnet, Agenzia Radio Comunitaria Campagna Supporto 2005 Amisnet


GLI ISLAMISTI BLOCCANO ISLAMABAD

Occhio per occhio, stupro per stupro

Edhi, il benefattore privato con un occhio alla cosa pubblica

PUGNO DI FERRO DOPO LAHORE

PAKISTAN, STRAGE A PASQUA

NUOVA STRAGE A SCUOLA IN PAKISTAN

IL GRANDE GIOCO IN PAKISTAN

LA GUERRA INFINITA DI PAKISTAN E AFGHANISTAN

Seymour Hersh e la morte di bin Laden

Giustizia per Malala ma non per tutti

L'"ERRORE" CHE HA UCCISO GIOVANNI LO PORTO

PESHAWAR, IL GIORNO DOPO

PESHAWAR, CRONACA DI UN MASSACRO

STRAGE DI WAGAH, NUOVI GRUPPI VECCHIE STRATEGIE 3/11/14

DOMENICA DI SANGUE A KARACHI 10/6/14

MOSCHEA ROSSA, NON SI ARRENDONO GLI STUDENTI 07/07/07

Pronti a combattere fino alla morte: non si arrendono gli studenti integralisti asserragliati da martedi nella Moschea Rossa di Islamabad, circondati dalle forze governative (la foto è tratta dal Pakistan Times)

Lucia Sgueglia

Sabato 7 Luglio 2007
Pronti a combattere fino alla morte: non si arrendono gli studenti integralisti asserragliati da martedi nella Moschea Rossa di Islamabad, circondati dalle forze governative. Mentre il numero dei morti è salito ieri a 21, con l'uccisione di due ragazzini di 12 e 14 anni che tentavano la fuga.
Entra così in una fase drammatica lo scontro tra islamisti filo-talebani e il presidente Musharraf. Che ieri mattina è scampato a un attentato, il terzo nella sua carriera, che ha preso di mira con due razzi il suo aereo mentre si levava in volo dal nord della capitale: anch'esso rivendicato dagli studenti di Lal Masjid. La crisi inizia martedi, quando un gruppo di radicali filo-talebani si rinchiude nella Moschea, fucina del fondamentalismo, chiedendo l'instaurazione della legge islamica nel paese. Tra loro l'imam Maulana Abdul Aziz, noto per le sue posizioni estremiste in aspra polemica col governo, e il fratello Abdul Rashid Ghazi. In quel momento nel complesso si trovavano migliaia di persone, comprese donne e bambini allievi della scuola coranica: tutti presi in ostaggio. Nel timore di una strage Musharraf aveva evitato un'irruzione armata, chiedendo però ai sequestratori la resa incondizionata. Giovedi sera Ghazi, divenuto leader del gruppo dopo la cattura del fratello, offre la resa in cambio dell'impunità per i propri seguaci e la famiglia. Ma il presidente-generale, al comando del paese dal 1999 con un golpe militare, sceglie la linea dura. Ieri l'assedio alla moschea si è fatto massiccio, con l'arrivo di altre truppe e blindati. Dopo la resa nei giorni scorsi di 1221 persone, crescono gli scontri a fuoco tra forze dell'ordine e integralisti, in serata si odono due forti esplosioni e raffiche di mitra. Il sospetto è che gli assedianti preparino un raid per stanare gli irriducibili. Nell'edificio resterebbero alcune centinaia di miliziani, tra cui alcuni stranieri, e una sessantina sarebbero provvisti di Kalashnikov. Duro colpo per Musharraf, ambiguo leader amico degli Usa dopo l'11 settembre 2001, ma sempre più contestato nel suo paese da nazionalisti e tradizionalisti.

L'articolo è uscito anche sui quotidiani locali del Gruppo L'Espresso



Powered by Amisnet.org