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MIRAGGI DELLA DANZA 16/02/10

ECCE MAZINGA DANIELE TIMPANO A SHORT THEATRE 25/06/07

Un anno dopo Dux in Scatola, il performer romano torna sul palcoscenico dell'India per la rassegna creata da Fabrizio Arcuri. E sorprende con Ecce Robot, lo strano epos dei cartoon giapponesi riletti come autobiografia di una generazione con tanta televisione e poca storia

Alessia Raccichini*

Lunedi' 25 Giugno 2007
“Quando udrai… Un fragor… A mille decibel… Su dal ciel… Piomberà… Mazingaaa!
Veloce e distruttore come un lampo, non dà scampo, odia la paura, non conosce la pietà.
Altolà falsità! Fermati malvagità! Su di voi avvoltoi c'è Mazingaaa! C'è Mazinga... Sì!!”
Show generazionale quello che ha debuttato il 21 giugno alla raasegna Short Theatre tuttora in corso all'India, capace di dilatare il sorriso e far battere i piedi al ritmo della colonna sonora di Mazinga Zeta, robot d’acciaio alto 18 metri che ha segnato l’infanzia del pubblico oggi trentenne, quello che “ha per madre una giapponese e per padre Berlusconi”, quello che tra la fine degli anni ’70 e i primissimi anni ’80 passava tre, quattro, cinque ore al giorno davanti alla tv in compagnia di Bim Bum Bam e Ciao Ciao, di Uan e di For.
E ha centrato il bersaglio l’astuto e a tratti geniale Daniele Timpano di AmnesiA VivacE, autore trentatreenne ed interprete di Ecce Robot!, spettacolo ispirato all’opera del giapponese Go Nagai (papà anche di Goldrake e Jeeg Robot), capace di far sprofondare il pubblico (ripeto, quello dei trentenni) in un vero transfert rimembrativo della propria infanzia, quando nei cortili dei palazzi, dopo i compiti e la merenda, ci si sfidava a colpi di raggio termico, pugno perforante ed alabarda spaziale. La messa in scena, agile e senza fronzoli, è tutta giocata sul giovane attore che, con una fisicità elastica, quasi una danza, ripercorre gli episodi salienti della vita del suo eroe d’acciaio e di tutta la mobilitazione sociale e politica contro i valori guerrafondai e mortiferi trasmessi da quei cartoni animati a basso costo, una polemica sollevata da comitati di genitori ed insegnanti capace di suscitare una tale eco dal provocare l’interruzione della trasmissione da parte delle reti Rai, il succesivo passaggio a Fininvest e la fortuna di Berlusconi, una delle tante insomma.
Il retrogusto acidulo, il senso pratico e il sano cinismo con cui questa storia viene raccontata, senza nemmeno addolcirsi davanti a una giovane vittima morta in quegli anni nel tentativo di costruirsi la maschera di Goldrake, ci è piaciuto perché fa assumere una sorta di tono politico a questa piéce che racconta fatti realmente accaduti, fa i nomi delle persone coinvolte e soprattutto le giudica senza mezzi termini, dando del coglione a politici, genitori e giornalisti che fecero della demagogia e specularono sugli eroi di acciaio per ottenere consensi.
Forse il pubblico over 40 ed under 20 non ha partecipato allo spettacolo con uguale trasporto perché sfora l’era Mazinga e ha probabilmente risentito di qualche calo di ritmo, giustificato però dal fatto che il lavoro è ancora in fase di studio, ma il nostro "Bravo!" a Daniele Timpano non glielo toglie nessuno, anche per averci regalato un doppio spettacolo: quello sul palco fatto da lui, e quello imprevisto in platea, fatto dal pubblico, sorpreso a canticchiare le sigle e a sussultare sulla sconfitta del Dottor Inferno e sulla vittoria di Ryo Kabuto.

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* Laboratorio di scrittura critica di Short Theatre



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