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L'INGANNO DELLO SCATTO

Giacarta, nuovi progetti e vecchie nostalgie

DA DOVE VIENE E DOVE VA IL TTP

TSAHAL NON VA IN SARDEGNA, MANIFESTARE SERVE

LO STATO ISLAMICO E LE NOSTRE RESPONSABILITA'

PERCHE' E' UN ERRORE ARMARE I CURDI

VEGA 2014, MA CHI HA INVITATO TSAHAL?

PAKISTAN, L'OFFENSIVA E QUALCHE DOMANDA 23/2/14

SE GINEVRA PORTA SERENO ANCHE A KABUL 27/11/13

BRIVIDO ALGERINO 20/8/13

RANA PLAZA, LA DIFFERENZA TRA PERDERE TUTTO E CONSERVARE LA DIGNITA’ 24/7/13

CHI STA PENSANDO AD ALMA SHALABAYEVA? 14/7/13

ARRIVEDERCI RAI 28/6/13

DOPO LA GUERRA PERDERE LA PACE (E LA FACCIA) 20/6/13

DACCA, SBATTI IL MOSTRO IN PRIMA PAGINA 4/5/13

RIFUGIATI E DIRITTO D'ASILO, LA DENUNCIA DEI RICHIEDENTI 20/6/07

Nella giornata mondiale del rifugiato riceviamo e volentieri pubblichiamo

Centro di detenzione, foto tratta dal sito di Amnesty International/Italia

Mussie Zerai Yosief*

Mercoledi' 20 Giugno 2007

Noi richiedenti asilo politico, rifugiati, provenienti dal Corno D'Africa, viviamo questa ricorrenza con molta tristezza e angoscia, perché, per la nostra condizione di vita in Italia, siamo persone senza nessun diritto e non c'è una legge che ci tuteli. Sono anni che attendiamo una legge organica su diritto d'asilo in Italia (depositata in parlamento a marzo ma ancora non discussa ndr) che non viene mai fatta: viviamo un sistema di accoglienza pressoché fallimentare e di integrazione pressoché zero.
Siamo nella condizione di persone disperate, perché i tempi per ottenere un documento o rinovare il permesso di soggiorno e il documento di viaggio spesso sono talmente lunghi che paralizzano le nostre possibilita di progettare un futuro, un'attività in proprio e anche solo farsi assumere da un datore di lavoro diventa impossibile.
In un paese come l'Italia c'e' un ministero per le pari opportunita, ma per noi non ce nessuna parità con un cittadino Italiano: abbiamo uguali doveri ma non uguali diritti. Ci sentiamo vittime di svariate forme di discriminazioni anche a livello istituzionale E oggi un rifugiato in Italia è pressoché abbandonato dallo stato. Chiediamo una legge organica su diritto di asilo che tutelI e garantisca un'accoglienza dignitosa che non leda il diritto alla PRIVACY e alla LIBERTA'; oggi i centri d'accoglienza non rispettano questi diritti fondamentali della persona e va garantita una SICUREZZA al richiedente asilo politico, oggi inesistente.
Va garantito il diritto alla salute, all'informazione quindi servono mediatori culturali nelle Questure, negli ospedali e nelle carceri.
Siamo tristi in questa giornata pensando ai tanti nostri connazionali che sono morti in mare, nel deserto, nelle carceri libiche, in Marocco, Tunisia, spesso anche vittime di accordi euromediterranei, così che l'Europa e l'Italia sono complici di tutte le violazioni dei diritti umani, civili, religiosi di cui sono vittime i profughi che vengono respinti nel Mediterraneo. Circa 500 eritrei nelle carceri libiche, ad esempio, rischiano di essere espulsi nel paese di origine, con conseguenze nefaste visti i precedenti.
L'Europa sta costruendo un muro anticlandestini nel Mediterraneo, estendendo i suoi confini nell'altra sponda del Mediterraneo, però non si interessa di ciò che avviene dietro questo muro, la dignità delle persone viene calpestata, violati i più elementari diritti della persona. Quanti vengono abbandonati nel deserto o lasciati morire nel mare? L'europa non può fare finità di non vedere così come l'Italia non può non vedere quello che succede in Libia ai nostri connazionali.
Se questa giornata ha senso deve servire per denunciare al mondo tutto questo.

*Presidente dell'AHCS (Agenzia Habeshia per la cooperazione allo sviluppo)



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