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BUSH, SANT'EGIDIO E LE NOZZE DI CANA 10/6/07

La comunità trasteverina ottiene la speranza che il presidente americano stanzi fondi per DREAM, il suo programma Aids in Africa. Un buon risultato ma anche George Bush incassa un successo, riuscendo (quasi) a evitare il discorso che più sta a cuore all'Onu di Trastevere: la mediazione attraverso il dialogo. Di cui, nell'incontro di Roma, quasi non si parla. All'ambasciata americana insomma l'acqua non riesce a tramutarsi in un grande vino


a sinistra: Le nozze di Cana, affresco di Giotto nella Cappella degli Scrovegni di Padova

Emanuele Giordana

Domenica 10 Giugno 2007

La conferenza stampa che Sant'Egidio tiene poco dopo l'incontro tra il presidente Bush e quella che all'estero chiamano “L'Onu di Trastevere” fa venire in mente, all'inizio, le nozze di Cana. Marco Impagliazzo, che con Bush ha appena parlato e che della Ong religiosa è il presidente, passa in rassegna i temi toccati – Aids e bambini in Africa soprattutto – e solo di sfuggita, quasi per caso, cita il fatto che si è argomentato anche di Darfur, Kosovo, Nord Uganda. Stai a vedere, si mormora tra i giornalisti, che la notizia vera salta fuori adesso, come nella parabola evangelica quando il vino migliore, a quel tempo per intervento divino, esce fuori dalle cisterne dell'acqua. Ma non è così e del resto non è più tempo di miracoli.
Quel che si desume dal consuntivo dell'Ong trasteverina è che di vino buono, almeno sotto il profilo delle grandi mediazioni e dei temi della pace cari a Sant'Egidio, poco o nulla se ne sia versato nella conversazione di un'ora all'ambasciata americana. Nulla di nuovo dunque rispetto a quello che si sapeva salvo che, par di capire, il presidente potrebbe far scucire alle borse del programma presidenziale contro l'Aids in Africa fondi anche per Sant'Egidio, impegnata com'è noto nel programma Dream, che cura gratis i malati di Aids. Un buon risultato per i trasteverini, se Bush aprirà la borsa, e un buon risultato di immagine per il presidente che alla fine porta a casa la visita del Papa e quella alla Ong cattolica come una piccola vittoria sul piano diplomatico, visto che Sant'Egidio è anche in prima fila contro la pena di morte ma di questo brutto capitolo, così par di capire, non si è neppure accennato, lasciando il tema semmai all'Italia “impegnata in questa battaglia – dice Mario Marazziti, portavoce della Ong – con un alto profilo”.
George Bush insomma incontra la più grande “organizzazione religiosa di base” cui riconosce di essere una “risolutrice di problemi” ma se la cava al più con un interessamento per far transitare i quattrini anche da piazza Sant'Egidio, che definisce una parte di “quell'esercito internazionale dell'amore” che crea il mondo della solidarietà. Si certo, la stoccata Sant'Egidio gliela rifila quando ricorda che la “guerra è la madre di tutte le povertà”, ma al presidente piace di più un'altra frase dal biblico sapore e dall'impegno assai più vago: “l'amore è la lotta contro quello che fa soffrire tuo fratello”. E il vino di Cana? Il Darfur, il Nord Uganda e il Kosovo dove, la notizia è di queste ore, gli americani penserebbero addirittura a forzare la mano con un riconoscimento unilaterale?
Mario Giro, il responsabile esteri, per la verità, dice a Bush che se si vuole far terminare quel che accade in Darfur è necessaria una mediazione forte, che chiami a Khartoum tutti i protagonisti che hanno influenza sui tanti focolai accesi o che covano sotto la cenere nel martoriato paese. Il presidente ascolta ma l'impressione è che non prenda nota. Per dirla in altre parole, non è il profilo da mediatori della Sant'Egidio che interessa a Bush. Che si, è d'accordo quando i trasteverini lo mettono in guardia sul “circo delle mediazioni” che spesso si accende nelle aree di conflitto dove ognuno sgomita per farsi vedere di più. Ma al presidente, che una sua idea piuttosto ondivaga della diplomazia ce l'ha, non deve sembrare molto interessante il modo in cui agiscono i “diplomatici” senza feluca di Sant'Egidio, dal Mozambico al Guatemala. Non è quel modello che il presidente cerca o che vuol approfondire. L'incontro finisce con calorosi saluti e il regalo di un Sant'Egidio pittorico e un mazzo di fiori. Poco forse per chi ha saputo parlar di pace e sortire risultati anche da chi, mentre dialoga, accarezza la pistola che porta nella giacca.

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