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BUSH/SANT'EGIDIO. QUANDO DICEMMO ALLA ALBRIGHT: "SBAGLIATE" 7/6/07

Di cosa parlerà il presidente americano Bush con la Comunità di Trastevere? Lo spiega (poco) Mario Giro. Guardando al futuro (sabato prossimo) e senza dimenticare quando Sant'Egidio le cantò chiare alla segretaria di stato amaericana sul Kosovo

(a sinistra un immagine di San Egidio, eremita di origne greca vissuto tra il VI e il VII secolo)

Emanuele Giordana

Giovedi' 7 Giugno 2007

Chissà poi se è vero che dietro la porticina poco solenne al numero 3A di Piazza sant'Egidio, di fianco alla chiesa di Maria de Monte Carmelo, si nasconde davvero il tunnel segreto di cui si favella tra indiscrezioni e boatos sulla visita di Bush alla Comunità di Sant'Egidio. Impossibile saperlo da Mario Giro, una delle figure storiche della Comunità di Trastevere che così esordisce: “Se le domande sono queste non ho nella da dire. Non una parola sulla logistica”. Ed è comprensibile che, in questo via vai di voci che fanno la pacchia dei cronisti romani le persone abituate a trattare coi ribelli del Darfur o con i generali guatemaltechi, con capi di stato e capopoplo, si secchino un po' che, alla fine, tutto giri in torno ai quattro passi del presidente piuttosto che ai contenuti del colloquio che, nemmeno tanto tempo fa, è stato chiesto dall'ambasciata americana di Roma. E dunque i contenuti
Di cosa si parlerà col presidente Bush?
Ci sarà un incontro con la Comunità e poi una conversazione ristretta con alcuni dei responsabili. E ci saranno due temi centrali: Aids e bambini.
Tutti si aspettano che affronterete grandi mediazioni. C'è chi suppone che gli americani pensino al Darfur e lei mi dice che si parlerà di Aids e bambini?
Come se non fossero due temi centrali e in testa alle nostre preoccupazioni. Guardi che Sant'Egidio ha in Africa un programma di cura dell'Aids su cui buttiamo sangue e impegniamo risorse e energie. Ci teniamo molto. E anche il presidente Bush ci tiene. E' anzi riuscito a sbloccare fondi che vanno in quella direzione. Se c'è una convergenza possibile per noi è un tema centrale.
Malignando, si potrebbe pensare che gli americani lo facciano per convergere su una crociata etica che in alcuni paesi africani ha causato polemiche...
Noi non abbiamo un approccio ideologico sulla faccenda dell'Aids. Non ci occupiamo di prevenzione se intende riferirsi alle polemiche su preservativi e castità. Ci occupiamo delle cure. Secondo lei 30 milioni di africani non hanno diritto ad avere medicine per curarsi come accade a un italiano? Bisogna dar loro solo preservativi?
Gliela metto allora sui brevetti degli antiretrovirali. Gli americani ne sono strenui difensori...
Sant'Egidio utilizza farmaci generici come la Sipra indiana. E guardi che anche gli americani lo fanno. E poi sarò realista. Sa cosa le dico?
Cosa?
Che se gli americani decidessero di finanziare migliaia di pastiglie di una grossa multinazionale, va benissimo, se questo vuol dire curare gli africani.
E i bambini?
Potremmo andare d'accordo sul programma delle registrazioni anagrafiche. In Africa molti bambini non hanno documenti. La cosa sta a cuore a Bush e a noi.
Per gli americani è un buon modo di ripulirsi la faccia?
Questo è un suo commento
E' solo un'ipotesi maliziosa...
Tutto è possibile. Ognuno, come si dice, fa i propri interessi. Noi cercheremo convergenze utili e se ci saranno....
Ce ne sono state in passato?
Si ma ci sono state anche posizioni diverse. Ricorda il Kosovo? Sostenevamo Rugova e gli americani lo abbandonarono. Lo dicemmo alla Albright: “State facendo un errore”. Poi si è visto...
Ricorderete al presidente che sbagliano anche a fare le iniezioni letali?
Il presidente americano sa come la pensiamo sulla pena capitale. E sa a che che siamo uomini di dialogo che parlano con chiunque sia interessato al dialogo... e alla pace. Sono posizione note. Se posso aggiungere...
Aggiunga
Siamo rimasti sorpresi di questo incontro. Inaspettato. E ne siamo contenti. In passato abbiamo incontrato i capi della diplomazia, mai il presidente anche se voglio ricordarle che la presidenza degli Stati Uniti ha una tradizione di incontro con le associazioni della società civile e anche un senso di continuità nel lavoro delle istituzioni.
Insomma, Giro, Bush incontra il Papa e subito dopo viene da voi, la cosiddetta “diplomazia parallela” che, tra l'altro, gode di buona stampa anche a sinistra. Stampa migliore di quella riservata al Papa. Dietro non ce nient'altro che una franca discussione su farmaci e anagrafi africane?
Noi lavoriamo da anni per rafforzare la capacità negoziale di chiunque è favorevole al dialogo e abbiamo date posizioni che sono aperte ma anche ferme su certi valori. Se uno di questi temi entrerà nel colloquio, verrà da se. Al momento l'Aids e l'anagrafe dei bambini africani sono i punti all'ordine del giorno. Punti che ci stanno seriamente a cuore

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