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CRONACA DI UNA GIORNATA DI SANGUE 17/5/07

Salta subito la seconda tregua a Gaza, e il risultato sono almeno 13 morti in un giorno

Paola Caridi

Giovedi' 17 Maggio 2007
Gerusalemme – Non c’è mai stata tanta violenza. I testimoni oculari descrivono in questo modo gli scontri che per tutta la giornata, sin dalle prime luci dell’alba, sono continuati a Gaza City. La tregua negoziata martedì sera è durata, infatti, solo poche ore. Poi, i conflitti a fuoco tra gli uomini armati di Hamas e Fatah sono ripresi, con un bilancio di sangue che è già altissimo. Almeno tredici i morti di ieri, quasi quaranta in quattro giorni, oltre cento i feriti.
Le milizie si sono affrontate sin dalla mattina attorno all’area dove si trova la residenza di Gaza del presidente Mahmoud Abbas, che comunque si trova a Ramallah. Le fazioni hanno cercato di prendere il controllo dei tetti, e i civili (ambulanze comprese) si sono trovati in mezzo al fuoco incrociato. Assaltata da Hamas l’abitazione del capo della sicurezza preventiva di Fatah, Rashid Abu Shbak: almeno quattro le sue guardie del corpo uccise. Cinque militanti del movimento islamista sono stati poi uccisi per errore da un commando del movimento islamista. E a testimoniare il livello di violenza, sono stati ieri sera in diretta tv gli stessi giornalisti presenti a Gaza, asserragliati nei palazzi della stampa, al centro dell’area in cui si sono concentrati gli scontri più duri.
I vertici politici sono corsi ai ripari, negoziando ieri pomeriggio una tregua sulla cui tenuta – però – non si nutrono molte speranze. Dopo la proclamazione di un cessate il fuoco unilaterale da parte di Hamas, è stato lo stesso presidente Mahmoud Abbas a chiedere alle milizie di Fatah di smettere di sparare. Mentre da Roma è stato lanciato un appello accorato a fermare la violenza da parte del segretario della Lega Araba Amr Moussa e del ministro degli esteri italiano Massimo D’Alema, che ha reiterato la disponibilità a mandare truppe a Gaza dietro richiesta dell’Anp.
Al ritorno della violenza a Gaza si è affiancata la ripresa del lancio di razzi Qassam verso il Negev, stavolta rivendicato da Hamas. Una cinquantina, ormai, i razzi piovuti in due giorni, soprattutto su Sderot. Immediata la risposta militare israeliana: dopo il bombardamento in campo aperto verso sospette rampe di lancio, l’aviazione di Tel Aviv ha ripreso gli omicidi mirati. Due i raid compiuti ieri, contro una sede di Hamas nel sud e una macchina: almeno cinque le vittime.


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