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PUTIN RISPONDE AI 'MISSILI', GELO A OSLO 27/4/07

In risposta al progetto statunitense di scudo missilistico in Europa, la Russia minaccia di sospendere la propria adesione al Cfa, prospettando una rischiosa corsa al riarmo. La 'bomba' lanciata ieri da Putin mentre a Oslo era in corso il vertice Nato.

Lucia Sgueglia

Venerdi' 27 Aprile 2007
La conferma arriva in tarda serata al vertice Nato di Oslo per bocca del ministro degli esteri russo Lavrov, e gela tutti i presenti. La Russia intende applicare una 'moratoria' al trattato sulle Armi convenzionali in Europa. Quello che nel 1990 vide Urss e Nato stringersi la mano segnando la fine simbolica della guerra fredda. Dopo una giornata di duello infuocato a distanza tra Washington e Mosca, si chiude nel peggiore dei modi la prima giornata del vertice tra i ministri degli esteri dell'Alleanza. La proposta di congelamento del Trattato, lanciata
nel pomeriggio da Vladimir Putin a Mosca, lascia gli Alleati "preoccupati, delusi e rammaricati".
La sessione di ieri tra i membri Nato aveva visto un crescendo di tensione prima ancora di cominciare. Sul piatto, i timori di Mosca sul progetto statunitense di scudo antimissilistico in Europa dell'Est, che per il Cremlino potrebbe compromettere la strategia nucleare nazionale. “Un'idea ridicola” per il segretario di stato Usa Condoleeza Rice, che in mattinata nel minivertice Usa-Norvegia boccia senza mezzi termini “l'idea che 10 intercettori e qualche radar nell'Europa dell'Est possano minacciare il deterrente strategico sovietico”. Concludendo: “cerchiamo di essere seri”. Parole che alzano subito la tensione, e
un lapsus (“sovietico” anziché russo) che parla da sé: il ritorno a toni da guerra fredda tra le due potenze ex nemiche è sulle penne di tutti i commmentatori.
Poco dopo, davanti alla Duma riunita e in diretta tv, Putin affronta il suo ultimo discorso alla nazione prima delle elezioni presidenziali 2008. Dopo aver ribadito di non volersi ricandidare e ricordato che “ormai la Russia è tra le prime 10 potenze economiche al mondo”, lancia la bomba: sospendere l'adesione al Trattato sulle armi convenzionali in Europa (CFE) “finché non venga rispettato e ratificato da tutti i paesi Nato”, notando che è l'Occidente a non rispettare le clausole
sulla corsa agli armamenti, e in particolare gli Usa. Una replica diretta all'ingerenza del Pentagono a Est che Mosca non tollera. Firmato a Parigi nel 1990 dai capi di governo Nato e del Patto di Varsavia, il documento prevedeva un progressivo disarmo dei partecipanti. Entrato in vigore nel 1992, modificato nel 1999 in seguito al crollo dell'Urss, la nuova versione fu ratificata dalla Russia nel 2004, ma non da tutti i paesi Nato. Immediata la reazione del segretario dell'Alleanza Jaap de Hoop Scheffer, che parla di 'minaccia' russa aggiungendo di aspettarsi “spiegazioni” sulle parole di Putin dal ministro degli esteri russo Sergei Lavrov, presente anche lui al meeting. Ma in serata, nel Consiglio Nato-Russia, Lavrov conferma. Spiegando: uno scudo missilistico in Europa appare totalmente ingiustificato, poiché "non esistono minacce reali e tali che possano motivarlo".
Per bloccare il progetto Usa, ieri zar Vladimir ha invocato persino una sorta di arbitrio internazionale super partes, tirando in ballo l'Organizzazione per la
sicurezza e la cooperazione in Europa: “se ne discuta anche all'Osce”. Affermazioni che secondo gli analisti alzano la posta in gioco tra i due contendenti e
richiamano lo spettro di una nuova corsa agli armamenti.
A metà giornata, Rice aveva tentato di gettare acqua sul fuoco da lei stessa appiccato. Washington è “disponibile a discuterne con il Cremlino”, e si offre di condividere informazioni e tecnologie: ''Non siamo più nella situazione in cui gli Stati Uniti e l'Unione sovietica erano avversari (...) abbiamo davanti a noi minacce
comuni'', riferendosi al Medioriente. Auspica tuttavia che la Russia rispetti i propri impegni senza ritirarsi dal Trattato. A tentare di smorzare i toni nel tardo pomeriggio prova il ministro degli Esteri italiano D'Alema, per il quale è necessario “continuare a discutere con la Russia per rimuovere le incomprensioni che si sono create”; per il titolare della Farnesina la contesa non può essere affrontata come un tema bilaterale dei rapporti fra gli Stati Uniti e i singoli Paesi, ma come “un problema che riguarda complessivamente la Nato e i rapporti con la Russia''. Ma ora si rischia l'escalation.

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