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EMERGENCY, VIA DA KABUL LO STAFF INTERNAZIONALE 12/4/07

Il gruppo di Gino Strada se ne va (in parte) sbattendo la porta. Nella capitale i funerali di Ajmal. E ancora morti per la guerra
(nella foto di R. Martinis l'ingresso del nosocomio di Emergency a Kabul)

Emanuele Giordana

Giovedi' 12 Aprile 2007

Kabul – Dalla porta dell’ospedale di Emergency esce un babbo col figlioletto al collo. Il nosocomio dell’organizzazione internazionale, accusata dai servizi afgani di essere al soldo di qaedisti e talebani, lavora ancora. Ma solo con personale locale. Emergency infatti ieri mattina ha evacuato tutti i suoi volontari italiani verso Dubai, grazie a un aereo messo a disposizione dalle Nazioni unite. All’ospedale di Emergency a Kabul dunque la porta e’ solo semi chiusa.
Mentre il personale internazionale e’ al sicuro a Dubai, l’organizzazione di Gino Strada dirama un comunicato per spiegare la decisione presa martedi in tarda serata: “A seguito delle vergognose affermazioni del Sig. Amrullah Saleh, responsabile dei Servizi di Sicurezza afgani, che in una intervista a un quotidiano italiano ripresa dalla stampa internazionale ha definito Emergency una organizzazione che fiancheggia i terroristi e persino gli uomini di Al Qaeda in Afghanistan, facciamo appello – recita il comunicato - ai tanti cittadini afgani che hanno conosciuto il nostro lavoro”, nei centri chirurgici, medici, clinici e all'interno delle prigioni. Dopo aver ricordato le tante operazioni umanitarie condotte dall’organizzazione, il ruppo di Strada aggiunge che Kabul sta invece ricorrendo a ogni mezzo perchè si lasci l'Afghanistan: “non solo con le terroristiche dichiarazioni di Amrullah Saleh – dice ancora l’organizzazione italiana - ma anche attraverso la scandalosa e immotivata detenzione del capo del personale dell'ospedale di Emergency a Lashkargah, Rahmatullah Hanefi, che a nome di Emergency ha messo a rischio la propria vita per salvare quella altrui». Il richiamo a Rahmatullah Hanefi e’ la chiave della protesta di Emergency. Non si da dov’e’, di cosa e’ accusato e non ha un avvocato. Emergency è dunque stata “costretta” a ritirare temporaneamente il suo staff internazionale dall'Afghanistan per “ragioni di sicurezza”. E se in futuro le strutture di Emergency non saranno più in grado di fornire gli stessi servizi, “sappiano i cittadini afgani che la responsabilità è interamente del loro governo”. Comunicato duro, come duro e’ lo scontro tra Kabul e l’agguerrita organizzazione di Strada. Vauro, il disegnatore de il manifesto che lavora con lui aggiunge: i sospetti dei servizi segreti pesano come un "decreto di espulsione". Emergency avrebbe dunque anticipato Kabul.
Tensione dunque nella capitale e che sta crescendo dall’epilofgo di una vicenda che ha avuto come protagonista, oltre a Mastrogfiacomo e il suo autista, Ajmal Nakshbandi,decapitato domenica dai talebani, di cui ieri si e’ svolto a Kabul il funerale. Appena arrivata la salma, il corpo di Ajmal e’ stato preso in consegna dai famigliari e alla cerimonia hanno poi assistito centinaia di persone. Tensione anche a palazzo: su Karzai pesa l’ennesimo dossier “ostaggi”: non solo qello che riguarda due francesi e tre collaboratori sequestrati il 3 aprile, ma soprattutto il piu’ imminente che ha gia’ una data: lunedi, quando scadra’ l’ultimatum dei talebani per la consegna di cinque medici afgani contro altri prigionieri con barba e turbante. Se Karzai non tratta, hanno fatto sapere, cominceranno a giustiziare il primo. Situazione critica anche sul fronte militare. Ieri otto civili afgani sono stati uccisi nell’ennesimo attentato kamikaze con autobomba compiuto nella mattinata nel Sud dell'Afghanistan. L'attacco aveva per obiettivo un convoglio della Nato, in transito ad ovest di Kandahar, ma a pagare sono stati – come sempre - i civili. Tredici talebani sono stati invece uccisi in uno scontro con forze della coalizione (capitanata dagli Stati Uniti) e dell'esercito regolare afgano nella contigua provincia di Helmand. Il portavoce della coalizione ha riferito che i soldati internazionali e quelli dell'esercito afgano erano stati attaccati martedi' sera con mortai e missili dai talebani che hanno poi cercato rifugio nel distretto di Sangin. L’operazione di rappresaglia e’ stata condotta con il sostegno di unità aeree che hanno colpito un bunker e un veicolo dei talebani. Non ci sarebbero state vittime civili.
Emanuele Giordana





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