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LA BORSA ARMATA DELLA SPESA VISTA DA NIGRIZIA 30/3/07

In attesa della relazione sulla produzione e commercio della armi in Italia voluta dalla legge 185, le riviste promotrici della Campagna Banche armate e Unimondo rilanciano, con un editoriale comune, la gravità di Exa, la Fiera delle Armi di Brescia. Tra queste il mensile Nigiriza

Venerdi' 30 Marzo 2007

Armi nel carrello della spesa

Si pensava di aver visto e sentito tutto su Exa, la fiera delle armi di Brescia. Bambini che entrano tranquillamente accompagnati dai genitori e che, altrettanto tranquillamente, possono impugnare una pustola e prendere la mira. Fucili sniper per cecchini, puntualmente cammuffati come "armi sportive", perchè una nota degli organizzatori proibisce agli espositori di usare certi termini per timore delle contestazioni. Coltelli e machete adottati dalle migliori "agenzie di sicurezza" (eserciti mercenari) nelle guerre in Africa.
Questo fino a ieri. Ma l’edizione 2007 di Exa – “Fiera internazionale delle armi sportive, security e outdoor” – che si tiene a Brescia dal 14 al 17 aprile, annuncia due “mirabolanti” novità : “D-Fence” e “Area Shop”.
La prima sarà una zona composta da «una serie di stand, chiusi in una sorta di mini-padiglione, dedicati a tutti gli strumenti e le attrezzature normalmente utilizzati dalle forze dell’ordine e in dotazione ai corpi istituzionali italiani ed esteri», recita la brochure.
Cosa sia «normalmente utilizzato» dai corpi di polizia di Tunisia e Tanzania, ma anche di Russia e Stati Uniti – i cui “operatori” erano presenti a Exa lo scorso anno – la brochure e gli organizzatori non lo spiegano. Lo sanno, comunque, Amnesty International e Human Rights Watch, che nei loro rapporti denunciano «vessazioni e intimidazioni da parte della polizia» (in Tunisia), «diffusi pestaggi e saccheggi compiuti dalle forze di sicurezza» (in Tanzania), «coinvolgimento delle forze federali nelle sparizioni di persone» (in Russia) e «brutalità e uso eccessivo della forza da parte degli agenti di polizia negli Stati Uniti».
Ma la cosa che sorprende ancora di più è che quella porzione di Fiera sarà off-limits. Non sarà aperta al pubblico, «ma solo agli operatori accreditati all’ingresso». Un semaforo rosso, giustificato dagli organizzatori, «data la particolare natura dei prodotti rappresentati e la loro inusuale specializzazione». Solo pochi privilegiati potranno accedere a quelle stanze, dominate – c’è da scommetterci – da “strumenti” italiani, visto che il comparto bresciano rifornisce di armi le polizie di mezzo mondo. È lo stesso sito di Exa 2007 a ricordarcelo: «La scelta di istituire questo spazio risponde alle richieste di un settore significativo della realtà economica bresciana e non solo e va nella direzione di soddisfare quella necessità di maggiore sicurezza per i cittadini». Una scelta fieristica che sarà stata accolta con un largo sorriso dal maggiore promotore e sponsor di Exa, la Fabbrica d’armi Pietro Beretta S.p.A, ma meglio sarebbe dire la Beretta Holding, la cui produzione di Gardone Valtrompia (circa 1.500 armi al giorno) «copre quasi tutta la gamma delle armi portatili», fino a «fucili militari automatici».
Accanto a “D-Fence”, per la prima volta e per la gioia degli acquirenti, è stata istituita un’“Area Shop”. Si tratta di «un’apposita area esclusiva nella quale sarà possibile fare acquisti nei giorni di svolgimento dell’evento». Vi sarà riservato il Padiglione numero 2 del polo fieristico, nel quale si potrà, magari, entrare muniti di carrello della spesa o di un comodo cestino.
Insomma, finalmente una “bella fiera”, dove da sempre si possono portare anche i bambini e che, da quest’anno, consentirà anche di acquistare le armi, e non solo ammirarle, palparle e sentirne l’odore.
Increduli? Impauriti? Ma no, state tranquilli! Tutto avverrà «naturalmente nel rispetto delle normative di legge».



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