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TEATRO: UN FUNERALE TRASH 24/10/03

Manson e gli schemi di Andy Warhol. Al Teatro India di Roma con gli attori del Big Art Group
alle: Vie dei Festival, Teatro India di Roma

Attilio Scarpellini

Venerdi' 24 Ottobre 2003



Uno schermo montato su una ringhiera, tre videocamere che guardano su un set in un gioco di prospettive e trucchi ottici: è la scena di Flicker, il real time film che il Big Art Group di Caden Manson ha allestito al Teatro India di Roma. Ci vuole qualche minuto perché il pubblico si renda conto che quello che accade sul set non è esattamente la stessa cosa che si vede sullo schermo, qualche minuto per disabituarsi alla sensatezza (e all’autorità) che spontaneamente attribuiamo all’immagine riprodotta: poi lo scarto, lavorato dai guizzanti fantasmi del gruppo che si scambiano l’un altro corpi e volti, si rivela in tutta la sua derisoria irresolutezza.
Flicker è soprattutto – e forse solo – questo: un «dentro l’immagine» che ne fa esplodere la patina, trasformando ogni icona in simulacro, ogni inquadratura in artificio. Che il plot scimmiotti la strega di Blair o altre opere del cinema splatter, inondando di sangue posticcio lo schermo, che la vita di Manson sia stata avvelenata da una overdose di B movie e reality show, è persino secondario. Primario è il ridoliniano (e perfettamente sincronizzato) découpage a cui i suoi attori danno luogo sulla scena; primaria è la progressiva cancellazione dell’identità verso cui convergono le immagini disastrate di Flicker. Se non è un erede diretto di Warhol, il regista americano ne rilancia la lezione: fa della banalità un oggetto artistico, e dell’arte un gesto banale. Necrofilo confesso, considera la realtà, il corpo (il teatro…) residui, miserabili ma eloquenti, della mediatizzazione imperante: la mutazione finale di ciascun attore in un’unica immagine «travestita» parla chiaro.
Peccato che, giunti a quel punto, sia impossibile capire dove finisce la parodia e dove comincia l’apologia – se, celebrando la morte del reale, in Flicker prevalga la rivolta, oppure la fascinazione per l’estetica totalitaria che l’ha ucciso.


Flicker
di: Caden Manson e Jemma Nelson
con: gli attori del Big Art Group
alle: Vie dei Festival, Teatro India di Roma

Questa recensione si trova nel numero odierno del Diario della settimana



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