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LA NUOVA ELITE RUSSA 5/3/2007
Volti e nomi della nuova Russia, secondo la prestigiosa classifica annuale del quotidiano Kommersant: i nuovi vip a Mosca e dintorni, chi sale e chi scende, dalla politica allo spettacolo, votati dai cittadini comuni. In vista delle elezioni del 2008. (nella foto, Dmitri Medvedev)
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Lucia Sgueglia
Lunedi' 5 Marzo 2007 DMITRI MEDVEDEV
Poco più di un anno fa era uno sconosciuto. Poi a sorpresa zar Putin lo ha nominato vicepremier facendone il suo delfino, e presto secondo gli esperti potrebbe diventare il nuovo presidente di Russia. Quest'anno il quotidiano Kommersant lo piazza terzo nella prestigiosa classifica della nuova élite russa. Come Putin ha studiato a Pietroburgo (appartiene al gruppo dei cosiddetti "Piterskie Juristi" fucina dei nuovi quadri russi), poi è entrato nel clan di fedelissimi del presidente e nel board di Gazprom. Giovane, affidabile, educato, parlantina sciolta e a volte senza peli sulla lingua (fatto non scontato nella politica russa), finora non si è riusciti a trovargli un difetto. Ottime credenziali per la transizione morbida che tutti si augurano per il paese. Ma altri osservatori credono sia già bruciato, e che il sostituto di Vladimir Vladimirovich (se ce ne sarà uno) verrà annunciato poco prima delle elezioni del 2008. Intanto Dmitri studia da leader, e nelle sue apparizioni tv imita Putin fin nei minimi dettagli: dal modo di tenere una penna in mano e spostar gli oggetti, allo scandire le parole con lunghe pause.
ANDREI MALAKHOV
Da qualche anno una vera rivoluzione ha investito il mondo degli un tempo imbolsiti talk show russi. Anche se qualcuno dice che lo scopo sia mettere a tacere la critica politica, non c'è dubbio che la star assoluta dei media frivoli e sguaiati sia lui, il divo tv più popolare di Russia. Ogni mattina dalle poltrone di “Lasciateli parlare” sul Canale 1 di Stato lancia dibattiti infuocati intorno a storie lacrimevoli, temi scottanti e scandali del momento che a volte finiscono in rissa. Lo scapolo più ambito dalle russe è per molte un sex symbol indiscusso, ma predilige le tipe mature: i tabloid ne inseguono i flirt, e hanno sguazzato nella sua storia d'amore con Marina Kuzmina, stravagante businesswoman di 43 anni (lui ne ha 34) che lo ha lasciato un anno fa per un barman 19enne. Malakhov non si è ancora ripreso, dicono, ma intanto il suo “Le mie bionde preferite”, 400 pagine che per i maligni non sono opera sua, spopola in libreria. Dalle accuse di trivialità si difende: “Il mio programma è come i racconti brevi di Chekhov, ma in forma televisiva”.
VALENTINA MATVIENKO
Pare che il suo nomignolo tra i collaboratori sia "Valia mezzo bicchiere”, perché beve come una dannata e non ha mai il calice vuoto. Non male per la prima donna diventata governatore di una regione, quella di San Pietroburgo, nel maschilista mondo politico russo. A “Piter” è nato anche Vladimir Putin (marito della sua cara amica Lijudmila), di cui la potente e volitiva “governatora” è una fedelissima: stesso pugno di ferro, ma alle spalle una carriera da professionista della politica, da quando nei Settanta era capetta della gioventù comunista, alla diplomazia tra Malta e Grecia nei Novanta. Oggi è anche lei nella rosa dei possibili candidati alla presidenza russa, e per sostenere la propria candidatura ha creato da sé il cub degli Amici di Valentina. Per i detrattori la romantica città baltica di Pietro il Grande non ha fatto molti passi avanti da quando c'è lei al timone: razzismo record, assalti violenti o mortali agli immigrati da parte di skinheads, polizia dal manganello facile, aids alle stelle. È noto che Valentina-messainpiegaperfetta, che adora rosa chocking e decolleté coccodrillo, non ama le contestazioni: per l'ultimo G8 ha blindato la città, rinchiudendo in uno stadio centinaia di no-global. Ma nella città natale Valia vuole lasciare un segno, e per questo ha chiamato alla sua corte grandi star dell'architettura internazionale come sir Norman Foster, per progetti futuristici che però rischiano di deturparla.
Usciti nella rubrica People de La Repubblica delle donne
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