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USA/URSS, TENSIONE MISSILISTICA 25/2/07

Il programma della Missile Defense Agenzy del Pentagono

Gianna Pontecorboli

Domenica 25 Febbraio 2007

New York - ‘’Continueremo a costruire il nostro sistema fino al 2013. Comprendera’ un totale di 54 intercettori. Ne avremo 40 in Alaska, quattro in California, ne abbiamo proposti dieci in Europa’’. Quando descrive le ambizioni del programma antimissilistico che ha fatto improvvisamente salire la tensione tra gli Stati Uniti e la Russia, il luogotenente generale Trey Obering, direttore della Missile Defense Agenzy del Pentagono non ha dubbi. Il sistema di difesa antimissilistica a cui l’esercito americano lavora dal 2004 si fara’, anche se i tempi non sono immediati. E malgrado i tanti dubbi che ne hanno accompagnato la nascita, sara’ anche un sistema perfettamente funzionante, visto che solo uno dei test piu’ recenti e’ fallito. ‘’Avremo diciotto unita’ navali e piu’ di 130 intercettori basati in mare,’’continua,’’avremo quattro sistemi Terminal High Altitude Air Defense, i cosidetti sistemi THAAD, con circa cento missili associati, E avremo altri tre radar potenziati, come quello che gia’ abbiamo in Giappone’’. La dovizia di particolari con cui l’alto militare difende il progetto, e il fatto che per affiancarlo per illustrare la situazione a un piccolo gruppo di solitamente ignorati giornalisti stranieri si sia mosso Daniel Fried, assistente segretario di Stato per gli affari europei, raccontano da soli una storia delicata. L’ultima grana con la Russia preoccupa Washington, che vorrebbe in qualche modo sminuirne l’importanza. Ma senza rinunciare al suo programma di sistemare dieci intercettori e un radar nella repubblica ceca e in Polonia, a pochi passi dal confine russo. Per questo, nelle parole dei due rappresentati dell’amministrazione americana, la successione di conferme e rassicurazioni segue un copione studiato con cura.
Da quando, la settimana scorsa, il generale russo Solovtsov ha minacciato di puntare i missili di Mosca contro i paesi europei che accetteranno di ospitare sul loro suolo il complesso sistema di radar, satelliti e intercettori nato dal sogno reaganiano delle Guerre Stellari, sia Condi Rice che il consigliere per la sicurezza nazionale Stephen Hadley hanno cercato di ridimensionare il contrasto. Al tempo stesso, pero’, si e’ saputo che il primo ministro ceco Mirek Topolanek ha gia’ dato il suo assenso, mentre la Polonia per il momento ha solo confermato i contatti con Washington. E giusto ieri mattina la BBC ha rivelato che Tony Blair in persona starebbe premendo con Bush per entrare a far parte del sistema difensivo. ‘’Ci sono nazioni come la Corea del Nord e l’Iran che sono molto interessati nei missili ballistici’’, avverte Obering,’’Nel 1972, quando eravamo impegnati nel trattato antiballisticoc’erano solo circa otto paesi in possesso deggla tecnologia antibasslistica, Adesso sono piu’ di venti’’. E poi continua ricordando che, nel 1998, tutti gli esperti pensavano che la Corea del Nord fosse lontana molti anni dalla tecnologia necessaria per sviluppare missili a lunga gittata. E invece, pochi mesi dopo ne lanciava uno sui cieli del Giappone. ‘’Se fossi capace di dire quando l’Iran sara’ in grado , potrei salvare molta gente e molti soldi. Ma non lo sono’’, spiega. Un progetto essenziale, insomma, per difendere non soltanto gli Stati Uniti ma anche l’Europa dalla minaccia imprevedibile dei ‘’rogue states’’, con l’Iran in testa.
Per gli alti gradi del Pentagono e per il dipartimento di Stato, tuttavia, il sistema non minaccia in alcun modo la Russia. ‘’Si e’ detto che vogliamo imporre un cambiamento nell’equilibrio strategico tra gli Stati Uniti e la Russia,’’ dice il generale, ‘’ parlando da una prospettica tecnica e programmatica , non ci sembra questo il caso. Prima di tutto, gli intercettori, i radar, non sono disegnati contro la minaccia russa. Non possiamo andare contro centro centinaia di ICBM russi e migliaia di testate con dieci intercettori. I radar che vogliamo sistemare in Europa sono disegnati contro la minaccia che arriva dal Medio Oriente, non contro la Russia’’. ‘’Siamo stati sorpresi dalle parole di Solovtsov, le sue osservazioni ci sono apparse incomprensibili e negative’’, aggiunge Fried, ‘’ micacciare la Polonia e la Repubblica Ceca non ha senso nel ventunesimo secolo. Per fortuna Lavrov ha usato un tono piu’ misurato, ha detto che la Russia non reagira’ istericamente. I russi sanno benissimo che il sistema , con le sue limitate capacita’, non e’ diretto contro di loro. Ma la domanda che sorge e’ se ci dobbiamo aspettare un nuovo periodo di tensione tra gli Stati Uniti e la Russia. Io non lo penso e certamente non me lo auguro. Abbiamo una relazione con la Russia e comprende molte aree di cooperazione’’.
In realta’, al di la’ delle parole, dalle frasi dei due alti funzionari trapela piu’ di una punta di preoccupazione. Gia’ nei giorni scorsi, Condi Rice ha osservato che il recente discorso di Putin non riflette lo stato della collaborazione tra i due paesi nelle aree dell’antiterrorismo e contro la proliferazione delle armi.
‘’Uno dei temi che trapelano da quello che dicono i russi,’’ spiega Fried,’’ e’ che la Russia e’ di nuovo una potenza mondiale dopo la crisi degli anni ’90. Noi, gli Stati Uniti, diamo il benvenuto alla Russia come forza per il bene mondiale se questo significa che giochera’ un ruolo costruttivo sulle ambizioni nucleari dell’Iran, sulla Corea del Nord, sul Kosovo e per la guerra al terrorismo. Una Russia forte che ci aiuta in queste aree e benvenuta. Ma speriamo che non usi la sua nuova ricchezza energetica per premere sui vicini e minacciare la Polonia e la Repubblica Ceca.’’ . Tra le righe, si fa capire che per superare la disputa sara’ necessaria, una volta di piu’,l’Europa. Ma bisognera’ prima convincerla. ‘’I benefici politici di una maggiore sicurezza per l’Europa sono ovvii. Il rischio politico dell’insicurezza, se gli iraniani dovessero sviluppare i missili, sono anche ovvii. I benefici per l’Europa sono chiari’’ afferma convinto Daniel Frei.



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