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VIA LE CLUSTER ENTRO IL 2008 25/2/07

Risultato insperato alla Conferenza di Oslo. Accordo di 46 paesi su 49. Una vittoria della società civile e della Coalizione internazionale per la messa la bando. Appuntamento a Lima in maggio

Emanuele Giordana

Domenica 25 Febbraio 2007


Il giorno dopo Oslo, anche il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, si dice “incoraggiato” dalla risoluzione adottata venerdi in Norvegia da 46 paesi contro uso, produzione, vendita e stoccaggio delle bombe a grappolo. Sono in tanti a felicitarsi per la luce verde a quello che, sino a govedi sera, appariva come uno scoglio forse insormontabile: un Trattato internazionale, sulla base di quello siglato dieci anni fa a Ottawa contro le mine antipersone, per la definitiva messa al bando delle cluster bomb a partire dal 2008.
La strada era sembrata in salita, non tanto per lo scontato boicottaggio dei grandi produttori e utilizzatori di cluster (Usa, Cina, Russia, Israele, India e Pakistan) che alla conferenza non hanno nemmeno partecipato (come del resto per Ottawa), quanto perché alla vigilia della Conferenza di Oslo si pensava di riuscire tutt’al più a raggiungere l’obiettivo di un protocollo aggiuntivo alla Convenzione sulle armi convenzionali (Ccw). Venerdi la sorpresa.
La stragrande maggioranza dei paesi riuniti nella capitale norvegese ha siglato l’accordo che prevede la nascita di un Trattato che proibirà “l'uso, la produzione, la vendita e lo stoccaggio delle munizioni cluster, che causano – dice - danni inaccettabili alle popolazioni civili". Assai più del protocollo, il Trattato diventa, non solo maggiormente vincolante, ma simbolicamente più forte sulla strada di una riduzione sempre più consistente delle armi inumane in dotazioni agli eserciti. E’ stato il vice ministro norvegese Raymond Johansen ad annunciare che 46 dei 49 partecipanti avevano trovato l’accordo. I tre paesi a dare parere negativo sono stati Polonia, Romania e Giappone, mentre gli Stati Uniti, per bocca del portavoce del Dipartimento di Stato Sean McCormack, hanno ribadito che per Washington le cluster continueranno a “far parte dell'arsenale statunitense” anche se “saranno usate rispettando appropriate regole di ingaggio”. Quali, visto che il problema delle cluster sono le bomblet inesplose che si trasformano in un micidiale ordigno anti civili, non lo ha spiegato.
Ma anche tra i 46 firmatari non è stata una passeggiata: Regno Unito e Francia avevano insistito per introdurre il divieto solo nell’accordo sulle armi convenzionali, senza però riuscire a convincere gli altri. La Conferenza ha anzi già stabilito il calendario dei prossimi appuntamenti per portare avanti la costruzione del Trattato entro l’anno prossimo: Lima a maggio, Vienna a novembre e Dublino all’inizio del 2008. Nel gruppo dei 46 paesi ci sono sia produttori che utilizzatori e possessori di stock di bombe a grappolo, sia nazioni che ne conoscono i midicali effetti, come Afghanistan, Libano e Siria.
Una parte fondamentale l’ha comunque certamente giocata la società civile: durante la Conferenza governativa si è infatti tenuto anche un Forum con la presenza di un centinaio tra associazioni e Ong di varie parti del il mondo. Senza la loro determinazione e pressione questo risultato non sarebbe stato possibile. Secondo Thomas Nash, coordinatore della Coalizione per la messa al bando (Cluster MunitionCoalition-Cmc), la “comunità internazionale ha compiuto un passo storico per mettere fine una volta per tutte alle cluster e gli intenti comuni e il senso di urgenza della Conferenza ci fanno sperare che entro il 2008 ci sarà il nuovo Trattato”. Gli ha fatto eco Steve Goose, sempre della Cmc, secondo cui la decisione di Oslo è stata “un risultato straordinario, al di là di ogni nostra aspettativa” mentre per Giuseppe Schiavello, direttore della Campagna italiana contro le mine, dopo l’”incoraggiante risultato” sarebbe auspicabile ”che i singoli paesi procedessero con la rapida approvazione delle leggi nazionali di messa al bando, oppure con una moratoria delle cluster, come fatto dall'Austria. In attesa della definizione del Trattato – ha aggiunto - si potrebbe optare per una moratoria multilaterale come auspicato dall’Italia”. Nel nostro paese, ricorda la Campagna italiana, è stato preparato un disegno di legge firmato da 37 senatori e 120 deputati contro le bombe a grappolo. Un ddl che modifica la legge 374/97 (messa al bando delle mine antipersona) e ne estende gli effetti. Nel 2008 avrà un Trattato cui ricollegarsi.



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