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Presidio contro la guerra a Milano

VIGILIA DIFFICILE PER IL WARGAME DELLA NATO

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MADEINITALY/RANAPLAZA, IL SENATO CHIEDE CONTO 4/4/14

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AMNESTY: DIRITTI AL CENTRO DEL DIBATTITO PARLAMENTARE, MA TRA VECCHI VIZI E TABÙ 27/9/13

MANCONI SUL GIALLO DEL CABLO SHALABAYEVA 21/7/13

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KAZAKISTAN, MARCIA INDIETRO DEL GOVERNO 13/7/13

ESPULSIONE O RENDITION? LA TRAMA OSCURA DIETRO LA STORIA DI ALMA 11/7/13

PRODI SI DIMETTE, LA CRISI NELLE MANI DI NAPOLITANO 21/2/07

Il portavoce Sircana alla Reuters "Potrebbe restare con pieno appoggio centrosinistra"

Mercoledi' 21 Febbraio 2007

Dopo che il governo è stato battuto al Senato per due voti sulla risoluzione di politica estera (presenti 319, maggioranza 160, favorevoli 158, contrari 136, astenuti 24) Prodi ha deciso di salire al Colle. Il presidente del consiglio è andato al Quirinale alle 19.20 per presentare le dimissioni al presidente della repubblica Giorgio Napolitano e ne è uscito dopo circa mezz'ora per recarsi poi alla Camera e al Senato. Intanto il Consiglio dei ministri in una nota ha spiegato che "Il presidente del Consiglio, tenuto conto della votazione sulla mozione di politica estera da parte del Senato nel pomeriggio, ha informato il Consiglio del suo intendimento di rassegnare le dimissioni del Gabinetto da lui presieduto nelle mani del presidente della Repubblica. Il Consiglio ha preso atto". Il governo resta in carica per gli affari correnti
Il governo è andato "sotto" per il voto contrario del senatore De Gregorio, eletto con l'Idv, e per l'astensione di Rossi e Turigliatto (Pdci e Prc).
Romano Prodi sarebbe comunque disposto a restare come presidente del Consiglio se avesse il pieno appoggio del centrosinistra. Lo ha detto il suo portavoce, Silvio Sircana, all'agenzia Reuters

(Nell'immagine la Sala del Trono al Quirinale)



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