Amisnet, Agenzia Radio Comunitaria Campagna Supporto 2005 Amisnet


Presidio contro la guerra a Milano

VIGILIA DIFFICILE PER IL WARGAME DELLA NATO

A TRIESTE DIVISI DA UNA DATA, 1 MAGGIO O 12 GIUGNO?

21 OKTOOBAR, I MISTERI DI MOGADISCIO

CASO BOSIO, LA FARNESINA LO SOSPENDE 8/4/14

MADEINITALY/RANAPLAZA, IL SENATO CHIEDE CONTO 4/4/14

CARO SINDACO TI SCRIVO. I DUBBI SULLA NUOVA MOSCHEA DI MILANO 17/2/14

AL VIA IL "SISTEMA PAESE IN MOVIMENTO" 17/11/13

LA GRANDE MUTAZIONE. AL VIA IL QUINTO SALONE DELL'EDITORIA SOCIALE 31/10/13

ALLA SAPIENZA ASPETTANDO IL 19 OTTOBRE 16/10/13

AMNESTY: DIRITTI AL CENTRO DEL DIBATTITO PARLAMENTARE, MA TRA VECCHI VIZI E TABÙ 27/9/13

MANCONI SUL GIALLO DEL CABLO SHALABAYEVA 21/7/13

ITALIA/KAZAKISTAN, ASPETTANDO ALMA 14/7/13

KAZAKISTAN, MARCIA INDIETRO DEL GOVERNO 13/7/13

ESPULSIONE O RENDITION? LA TRAMA OSCURA DIETRO LA STORIA DI ALMA 11/7/13

BUFERA SULLA LETTERA DEGLI AMBASCIATORI 7/2/07

La Nato fa sapere che “non è stata una iniziativa dell'Alleanza” la lettera degli ambasciatori che sollecita l'Italia a restare in Afghanistan mentre Bucarest scarica il suo ambasciatore a Roma. D'Alema scrive ai suoi sei omologhi esprimendo «sorpresa e disapprovazione» per la missiva già tacciata di “irrituale”. A cui la Casa Bianca ribadisce l'avvallo
(Nell'immagine "La lettera", olio del pittore G. Zanieri)

Emanuele Giordana

Mercoledi' 7 Febbraio 2007

Non si attenua la bufera sulla lettera indirizzata agli italiani da sei ambasciatori per sollecitare la permanenza dell'Italia in Afghanistan. Anzi divampa. Il ministro degli esteri Massimo D'Alema prende carta e penna e scrive ai suoi omologhi di Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia, Paesi Bassi e Romania. Esprime "sorpresa e disapprovazione" per la missiva che già aveva tacciato di “irrituale”. In linguaggio diplomatico sono parole forti anche se aggiunge che, per Roma, il "caso è chiuso". Ma non è l'unico fulmine della giornata di ieri.
L'ultimo in ordine di tempo arriva da Washington dove dal dipartimento di Stato fanno sapere che, aspettandosi un violenta ripresa degli attacchi talebani, diventa sempre più necessario stringere i ranghi. Pieno avallo dunque alla lettera che non è un'interferenza ma solo l'esposizione della linea degli usa e del presidente Bush.
La giornata è comunque già surriscaldata. La notizia più pesante è già arrivata da Bruxelles dove la Nato rende noto che la missiva “non è stata una iniziativa dell'Alleanza”. Precisazione tocca a John Colston, assistente del Segretario generale, tirato in causa durante un incontro con la stampa. Anche lui ribadisce che in Afghanistan “bisogna fare di più e nessun alleato è esonerato'', ma sulla lettera è chiaro. Come lo è il portavoce del segretario generale Jaap de Hoop Scheffer. Spiega come la Nato non abbia “niente a che fare con la lettera” e che Bruxelles “non ha né coordinato, né è stata promotrice” di un'iniziativa che, dicono nei corridoi, sarebbe invece stata accolta favorevolmente dai vertici dell'Alleanza. Forse senza sospettare la bufera che avrebbe originato.

Bucarest "scarica" il suo ambasciatore a Roma

Bufera che si fa ancor più travolgente in seguito alle precisazioni della Romania: il governo di Bucarest ha infatti preso le distanze da un'iniziativa dell'ambasciatore romeno in Italia ritenuta personale. E' il premier Tariceanu a dirlo: ''Il gesto dell'ambasciatore romeno in Italia rappresenta una pratica insolita, fuori dalle consuetudini diplomatiche e che sarà difficile spiegare al premier italiano''. Bufera insomma che attraversa l'Unione europea da Ovest a Est. A Ovest ci sono anche gli spagnoli che dicono la loro: ''Non siamo stati contattati'', precisa all'Ansa il portavoce dell'ambasciata di Spagna in Italia, mentre la diplomazia britannica a Roma getta acqua sul fuoco dicendosi sorpresa della buriana e ribadendo che “in fondo si è trattato di un appello all'unità in uno spirito di dialogo e reciprocità'''. L'Olanda contrattacca: fonti dell'ambasciata sostengono che alcuni ministeri italiani ne erano informati. Quali non si sa e certo fra questi non c'era il ministero degli Esteri o almeno non il suo ministro né i suoi vice. Lo ribadisce il sottosegretario Gianni Vernetti: "Gli ambasciatori dovrebbero fare il loro mestiere e parlare con i governi”.

Malumore

Il malumore è grande, soprattutto a sinistra del centro-sinistra. E se per il responsabile esteri del Pdci Jacopo Venier la lettera è una grave interferenza americana, Elettra Deiana del Prc giudica la lettera “più che irrituale, irricevibile e inopportuna”. L'opposizione invece è di parere contrario: il governo “è diviso sulla politica estera” dice Gianfranco Fini, sostenendo che, per questo, non trova “ nulla di irrituale nella lettera” e accusa la maggioranza di cercare accordi ipocriti e fittizi. D'Alema incassa invece, seppur con qualche distinguo, il si di Casini : "Ha ragione, la lettera dei sei è irrituale" anche se, dice, bisogna chiedersene il perché. E c'è anche chi avanza la proposta più dura. E' il presidente emerito Francesco Cossiga. Sollecita il ritiro del gradimento agli ambasciatori.

Articolo uscito anche su i quotidiani del Gruppo Espresso-Repubblica



Powered by Amisnet.org