Amisnet, Agenzia Radio Comunitaria Campagna Supporto 2005 Amisnet


Presidio contro la guerra a Milano

VIGILIA DIFFICILE PER IL WARGAME DELLA NATO

A TRIESTE DIVISI DA UNA DATA, 1 MAGGIO O 12 GIUGNO?

21 OKTOOBAR, I MISTERI DI MOGADISCIO

CASO BOSIO, LA FARNESINA LO SOSPENDE 8/4/14

MADEINITALY/RANAPLAZA, IL SENATO CHIEDE CONTO 4/4/14

CARO SINDACO TI SCRIVO. I DUBBI SULLA NUOVA MOSCHEA DI MILANO 17/2/14

AL VIA IL "SISTEMA PAESE IN MOVIMENTO" 17/11/13

LA GRANDE MUTAZIONE. AL VIA IL QUINTO SALONE DELL'EDITORIA SOCIALE 31/10/13

ALLA SAPIENZA ASPETTANDO IL 19 OTTOBRE 16/10/13

AMNESTY: DIRITTI AL CENTRO DEL DIBATTITO PARLAMENTARE, MA TRA VECCHI VIZI E TABÙ 27/9/13

MANCONI SUL GIALLO DEL CABLO SHALABAYEVA 21/7/13

ITALIA/KAZAKISTAN, ASPETTANDO ALMA 14/7/13

KAZAKISTAN, MARCIA INDIETRO DEL GOVERNO 13/7/13

ESPULSIONE O RENDITION? LA TRAMA OSCURA DIETRO LA STORIA DI ALMA 11/7/13

PRODI ALL'AFRICA: INSIEME CONTRO AIDS E PENA DI MORTE 30/01/07

Il presidente del Consiglio, giunto nella capitale etiope per l'ottavo vertice dell'Unione africana (Ua), promette gli aiuti contro l'Aids e chiede sostegno per la moratoria sulla pena di morte

Gabriele Carchella

Martedi' 30 Gennaio 2007

Nessuna marcia indietro sul Fondo globale contro Aids, malaria e tubercolosi. Da Addis Abeba, Romano Prodi assicura che l'Italia manterrà i suoi impegni, completando il versamento di 260 milioni di euro. E lancia un appello all'Africa per lavorare insieme sulla moratoria della pena di morte. Il presidente del Consiglio, giunto nella capitale etiope per l'ottavo vertice dell'Unione africana (Ua), ha parlato in italiano di fronte a 53 leader africani. Nel discorso pronunciato ieri mattina, ha delineato le linee strategiche dell'Italia nel continente. Una sorta di manifesto programmatico, pensato anche per rilanciare la politica estera del governo, rimasta incagliata sullo scoglio Afghanistan. L'Africa, con i suoi conflitti, offre spazi di manovra per la diplomazia italiana. Per risolvere le guerre in corso nel continente nero, Prodi ha invitato al dialogo, confermando l'impegno per una conferenza di pace sulla Somalia. Secondo il premier, bisogna “evitare scelte unilaterali e ricercare soluzioni condivise”. Nel corno d'Africa, il governo ha preso le distanze in modo netto dagli Stati uniti e dai raid aerei di inizio anno. Le parole di Prodi, con la condanna dell'unilateralismo, confermano le differenze. “L'Italia segue con preoccupazione gli sviluppi della situazione e si sta adoperando per una soluzione politica della crisi”, ha ricordato il presidente del Consiglio. Per risolvere la crisi somala, l'Unione europea ha attivato una task force, guidata proprio da un italiano, Mario Raffaelli.
Ma il discorso di ieri mattina era rivolto anche a chi, a Roma, voleva conoscere la sorte dei contributi italiani al Fondi globale. Nei giorni passati, infatti, diverse voci avevano paventato il taglio dei fondi promessi dall'Italia. Prodi le ha smentite, per la gioia degli addetti ai lavori: “L'Italia è stata fin dall'inizio uno dei maggiori contribuenti del Fondo. Stiamo completando il versamento del totale degli impegni presi per il 2006 e 2007, che ammonta a 260 milioni di euro. E intendiamo in futuro continuare a svolgere un ruolo di primo piano”. Finora, grazie al Fondo globale, sono stati stanziati sette miliardi di dollari in 136 paesi per combattere l'Aids (che in Africa colpisce più che altrove) ma anche la tubercolosi e la malaria. Si calcola che le tre malattie uccidano ogni anno più di sei milioni di persone, cifra che sembra destinata a crescere. Per questo, un disimpegno dell'Italia sarebbe un brutto colpo per la salute dei malati, ma anche per l'immagine del nostro paese. I particolare in un continente come l'Africa, che conta molto sull'aiuto internazionale per debellare le malattie più gravi. Bisogna ora capire dove il governo attingerà le risorse necessarie al fondo.
Il Prodi africano ha poi affrontato un altro argomento che sta molto a cuore al governo: la pena capitale: “Mi auguro che sul tema della moratoria della pena di morte, su cui l'Italia ha nuovamente mobilitato l'Europa, si possa con l'Africa lavorare insieme”, ha auspicato. L'Italia, entrata il primo gennaio nel Consiglio di sicurezza dell'Onu, ha deciso di lanciare una proposta rimasta da molto tempo in naftalina. Ma per nutrire speranze di successo deve raccogliere consensi. Di qui l'appello di Prodi, che ha già incassato il sì dell'Unione europea nella riunione di Dresda a metà gennaio. La strada per la moratoria è però ancora lunga. E soprattuto deve superare l'opposizione di Cina e Stati uniti, dove la morte di stato riscuote ancora consensi.
Pena di morte, conflitti, ma anche integrazione. In un passo del suo discorso, Prodi ha definito l'Africa un “partner irrinunciabile” e si è detto ottimista sul futuro dell'Africa: “Guardo con fiducia al risveglio politico ed economico del continente africano. Non è tanto il cuore, ma la ragione a farmi questa fiducia: la consapevolezza che la storia si fa lentamente”. La fiducia si basa su recenti esperienze politiche: “Solo 20 anni fa, chi avrebbe scommesso sulla sconfitta dell'apartheid, sul ritorno della democrazia e sullo sviluppo economico-sociale di tanti paesi africani? Eppure, tutto ciò è oggi davanti ai nostri occhi e alimenta nuove speranze per il futuro”. Prodi ha concluso il suo discorso in swahili, scusandosi in anticipo per la pronuncia. Le fatiche africane sono proseguite nel pomeriggio. Il professore ha incontrato per la prima volta il nuovo segretario generale dell'Onu Ban Ki-Moon. Al centro dei colloqui, oltre alla pena capitale, Somalia, Darfur e le missioni Onu che si avvalgono di truppe italiane, come quelle in Afghanistan, Libano e Kosovo. Prima ancora, Prodi ha avuto due incontri bilaterali con il primo ministro etiope Meles Zenawi e con il presidente della Somalia Abdullahi Yusuf. Obiettivo dell'Italia è mediare tra il nuovo governo somalo e le frange moderate delle corti islamiche.

Pubblicato oggi anche sul Manifesto



Powered by Amisnet.org