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TUNISIA, PARLA (SU LEFT) IL COMUNISTA HAMMAMI 14/1/11

REPORTAGE, IN LIBRERIA IL SECONDO NUMERO 17/4/10

IL TERZO NUMERO DI "INTERPRETE INTERNAZIONALE 1/4/10

IL SECONDO NUMERO DI "INTERPRETE INTERNAZIONALE" 4/3/10

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CRISI FINANZIARIA E AMBIENTE 17/4/09

I ROMENI DI GAZA (Osservatorio balcani) 15/1/09

OBAMA, CUORE NERO DEL 2008 18/12/08

L'OBAMA DI MICROMEGA 15/12/08

E LI CHIAMANO ROM, UN'INCHIESTA DEL MENSILE "GEO" 16/5/08

DIARIO (DELLE DUE SETTIMANE) TORNA IN EDICOLA 4/2/08

IL LAVORO NON RENDE LIBERI, IL NUOVO NUMERO DE "LA DIFFERENZA" 29/1/08

IL DIARIO DELLA MEMORIA 26/1/07

Ormai appuntamento classico diinizio anno del Diario della settimana, il numero dedicato alla memoria in edicola da oggi

Venerdi' 26 Gennaio 2007
IL SOMMARIO


La nostra prima volta
di Giorgio Bocca

Il silenzio del papa tedesco
di Bruno Segre

Scurdammoce ’o passato
di Michele Sarfatti

Quante bugie, povera Mafalda
di Marcello Pezzetti

Occhi nuovi sul mondo
di Dara Horn

Negare sempre
Quelli che si trovano a Teheran
di Gabriele Besso

Radio Maryia & Co
di Matteo Tacconi

Banane e sangue
Il massacro di Macondo
di Pino Cimò

Sommersi e salvati
Non lasciate che i bambini...
di Liliana Picciotto

All’ombra di zio Nullo
di Pat Carra

Ebrei d’Africa, storia sepolta
di Eric Salerno

Ebrei in convento
di Paolo Affatato

Il giusto samurai
di Paolo Stefanini

Non solo brava gente
di Erica Culiat

Parlare di Pol Pot a Cuneo
di Fabio Dalmasso

Mettere da parte
di Angela Madesani

Memoria di pietra
di Emanuele Salvato

Underground
Wandertrieb, gene vagabondo
di Luca Bravi

L’Aquila per i rom
di David Santoro

Ai margini
Il colore della pelle
di Massimiliano Boschi

Un mulatto nella Baviera di Hitler
di Giacomo Papi

In transito
Il fantasma dei mongoli
di Claudio Jampaglia e Mario Portanova

Nel ghetto di Shanghai
di Ilaria Maria Sala

Ricordi variabili nei Balcani
di Emanuele Giordana

La mosca smemorata
di Lucia Sgueglia

Nei gulag di sua maestà la Regina
di Stefano Liberti

Promemoria
La bussola
di Jurij Druznikov

Immagini e pensieri
di Gregorio La Cava

Ho lasciato i miei addii
di Rainer Maria Rilke

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GLI AUTORI
(tra cui soci - Affatato, Sgueglia, Giordana - e collaboratori - Boccia, Liberti, Martinis, Sala e Salerno - di Lettera22)

Paolo Affatato
(Foggia, 1969) ha iniziato l’avventura nel giornalismo grazie a un frate francescano. Oggi è socio dell’agenzia Lettera 22 e si occupa di Paesi asiatici. Ama la chitarra jazz e la quiete dell’eremo di Assisi, dove corre appena può per ritrovare spunti creativi.
Ebrei in convento p. 78

Gabriele Besso
nato a Milano in una famiglia ebraica ha studiato a Gerusalemme e ha viaggiato molto nei Paesi dell’Est quando c’era la cortina di ferro. In seguito ha preferito il natio borgo selvaggio tutto sommato più comodo. Lavora come consulente di progetti culturali e, nel tempo libero, ama cucinare per gli amici.
Quelli che si trovano a Teheran p. 34

Giorgio Bocca
(Cuneo, 1920) è tra i giornalisti italiani più noti e importanti. In oltre mezzo secolo ha scritto articoli e inchieste spaziando dall’attualità politica all’approfondimento storico e storiografico. Tra i suoi libri Palmiro Togliatti (1973); Storia dell’Italia partigiana (1966); Storia d’Italia nella guerra fascista (1969); Il provinciale (1992). In Partigiani della montagna (Feltrinelli, 2005) ha spiegato come sono andate veramente le cose contro l’ondata montante di revisionismo sulla Resistenza.
La nostra prima volta p. 9

Mario Boccia
fotografo e giornalista specializzato in reportage sociali e attualità internazionale. Non ama essere definito fotoreporter di guerra. Collabora con le maggiori testate italiane. È stato corrispondente e inviato de il Manifesto da Sarajevo, Belgrado, Pristina, Skopje, Dyarbakir e Baghdad. Per 15 anni ha lavorato negli scenari di guerra o di alta tensione in tutto il mondo (Africa, America Latina, Medio Oriente), cercando di individuare segnali di speranza e ricostruzione anche nelle situazioni più disperate.
Ebrei in convento p. 78

Massimiliano Boschi
si occupa di terrorismo per conto del Cedost di Bologna e dirige il quadrimestrale altrove. Collabora con Diario e Micromega. Nel 2005
ha pubblicato Bologna 2 agosto 1980, il racconto di una strage con Cinzia Venturoli e La violenza politica in Europa: 1969-1989 (Yema editore)
Il colore della pelle p. 114

Luca Bravi
(Prato, 1976) svolge un dottorato di ricerca presso l’Università di Firenze dedicandosi alla persecuzione dei rom durante il fascismo. È autore di molti saggi pubblicati in volumi collettivi e del libro Altre tracce sul sentiero
per Auschwitz. Il genocidio dei rom sotto il Terzo Reich (Cisu, 2002).
Wandertrieb, gene vagabondo p. 106

Pat Carra
nata a Parma nel 1954 e trasmigrata a Milano nel 1978. Fumettando il mondo visto dalle donne e le donne non viste dal mondo, collabora a diversi giornali. I suoi fumetti sono tradotti in Spagna, Grecia, Argentina e Francia. Ultimi libri pubblicati: Cassandra che ride (Baldini & Castoldi, 2005) e La bella addormentata fa il turno di notte (Ediesse, 2006).
All’ombra di zio Nullo p. 66

Pino Cimò
68 anni, siciliano, ha lavorato come cronista al Giornale di Sicilia
e come corrispondente e inviato da New York e Buenos Aires per il Messaggero e Tempo Illustrato. Ha collaborato con Il Manifesto, Frigidaire, Panorama, Espresso e molti altri giornali. Da sempre si occupa, con passione, d’America Latina. Nel 1992 per Giorgio Mondadori Editore ha pubblicato Il nuovo mondo, La scoperta dell'America nel racconto dei grandi viaggiatori italiani del Cinquecento.
Il massacro di Macondo p. 48

Erica Culiat
è nata nella stessa città di Italo Svevo. Forse per questo si sente pigra, indolente, ma creativa. Non scrive romanzi, ma articoli per Diario, Messaggero Veneto e Musical!. Fa la guida nelle visite alla Risiera di San Sabba, adora il teatro, riesce a vedere fino a tre spettacoli al giorno (specie se sono a New York), le mostre, i musei, la nutella, Bach
e Virginia Woolf. Si sente a casa sua sia a Vienna sia nella Grande Mela.
Non solo brava gente p. 90

Fabio Dalmasso
(Cuneo, 1978), giornalista freelance, scrive di temi sociali, ambientali e storici con attenzione verso chi, come cantava De André, se non sono gigli, son pur sempre figli, vittime di questo mondo; collabora con l’Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea di Cuneo e vive tra Cuneo e Trieste, dove si trasferirà per amore.
Parlare di Pol Pot a Cuneo p. 94

Jurij Druznikov
(Mosca, 1933), scrittore dissidente e studioso di slavistica, insegna Letteratura russa alla University of California. Censurato in Unione sovietica, i suoi lavori sono stati pubblicati in patria solo dopo la caduta del regime comunista con grande successo di pubblico e di critica.
In Italia è stato portato da Barbera Editore che ha pubblicato il romanzo
satirico Angeli sulla punta di uno spillo – riconosciuto dall’Unesco come «miglior romanzo in traduzione del secolo» – in questi giorni uscito in edizione tascabile. Nei prossimi mesi uscirà una, sempre da Barbera, una raccolta di racconti.
La bussola p. 154

Elfo
è lo pseudonimo di Giancarlo Ascari (Milano, 1951) quando disegna. Ha scritto e illustrato per Alter Alter, Linus, Il Corriere dei Piccoli, Alfabeta, Linea d’Ombra, Il Manifesto, L’Unità, Il Giorno, La Repubblica, Il Corriere
della Sera, Domus. È a Diario dal primo numero e lo scorso anno ha pubblicato il romanzo a fumetti Love Stores (Coconino Press)
Scurdammoce ‘o passato p. 18
Ho lasciato i miei addii p. 162

Fausto Giaccone
nato a San Vincenzo di Livorno nel 1943 è cresciuto a Palermo, che ha lasciato ventiduenne per gli studi di Architettura a Roma dove ha scoperto la fotografia. Dagli inizi degli anni Ottanta vive a Milano, dedicandosi a reportage fotografici per differenti testate italiane ed estere, viaggiando in tutto il mondo, con predilezione per i Paesi dell’America Latina e del Sud dell’Europa. Dal 1995 distribuisce i suoi lavori attraverso l’agenzia Anzenberger di Vienna.
Il massacro di Macondo p. 48

Emanuele Giordana
direttore dell’Agenzia Lettera 22, è un giornalista orientalista, tanto orientalista da essere vicepresidente dell’Associazione di studi orientali Asia Maior. Nato a Milano nel 1953, da 15 anni vive felicemente a Roma dove intrattiene rapporti rari con la Padania e intensi con il Sudest del mondo. Collabora con Diario dal numero 2 e non intende smettere.
Ricordi variabili nei Balcani p. 142

Dara Horn
ha 29 anni e vive a New York dove è tornata dopo essersi specializzata in letteratura Ebraica e Yiddish ad Harvard. Nel 2002 ha pubblicato il romanzo In the image, esordio folgorante con traduzioni in tutto il mondo. Successo bissato con Il mondo che verrà che uscirà in Italia nel maggio 2007 da il Saggiatore.
Occhi nuovi sul mondo p. 28

Gregorio La Cava
nato a Napoli, vive a Roma. Ama il cinema francese e collabora con Diario occupandosi di spettacolo e cultura.
Immagini e pensieri p. 158

Claudio Jampaglia e Mario Portanova (giornalisti a Liberazione e Diario), con il fotografo Samuele Pellecchia,
frequentano da un paio d’anni Pianello Val Tidone e le colline del Piacentino. Un giorno hanno sentito dei partigiani che rievocavano il terribile passaggio dei «mongoli» al seguito dell’esercito nazista nell’inverno del 1944. Incuriositi da questa storia poco nota, hanno deciso di ricostruirla.
Il fantasma dei mongoli p. 122

Stefano Liberti
(Roma, 1974) lavora alla redazione esteri de Il manifesto. Da quando, alcuni anni fa, è sbarcato per caso all’aeroporto di Ouagadougou nel periodo più caldo dell’anno, è affetto da un’ossessione patologica che lo spinge a cercare ogni pretesto per andare continuamente in Africa.
Nei gulag di sua maestà la Regina p. 150

Angela Madesani
storica e critica d’arte, è curatrice indipendente e autrice di numerose pubblicazioni. Insegna all’Accademia di Brera di Milano e al Gioca di Bologna.
Mettere da parte p. 100

Romano Martinis
(Udine nel 1941) da allora ha cominciato a scattare in Italia e in mezzo mondo, soprattutto in America latina, nei Balcani e in Germania, dove ha vissuto diversi anni. Ha documentato le battaglie studentesche degli anni Settanta, le avanguardie artistiche italiane, l’opera teatrale di Kantor, guerre e paci qui e là, dall’Eritrea a Sarajevo passando per il Salvador. Lavora per le Nazioni unite, come free lance e con l’Agenzia Lettera 22. Vive a Bomarzo (Vt).
Ricordi variabili nei Balcani p. 142

Tamar Matza
fotografa, vive tra Milano e la Polonia, nata a Gerusalemme, in una famiglia ebraica di origini sefardite e ashkenasite. «Della Polonia sentivo poco raccontare, era il Paese da cui proveniva la famiglia di mia madre, era la lingua che non capivo e le storie che non sentivo», racconta, e poi ci è arrivata perché cercavo quella vita taciuta, quella lingua che non conoscevo, quelle città di cui sapevo solo il nome. «A Cracovia, è da molto tempo che ci sono, da quando la nonna cantava in polacco la ninnananna.
Il polacco ancora non lo capivo, ma credo che già allora vedessi la Polonia. Non capivo una parola, ma ascoltavo, e capivo che questa è ancora la sua lingua, che l’ha nel cuore, e che quelle città esistono».
Occhi nuovi sul mondo p. 28
Radio Maryia & Co p. 42

Michelangelo Pace
nato a Licata (Agrigento) nel 1959, cresciuto a Torino, vive con la famiglia
a Roma. Con quel nome aveva il destino segnato e così la creatività diventa lavoro: pittura, fotografia, scenografia, cinema e teatro (non solo disegna, ma anche recita). Lavora per la pubblictà, realizza libri e collabora con i giornali, Diario dall’inizio e negli anni anche con L’Espresso, L’Unità, National Geographic e Courrier International. Lo scorso settembre ha partecipato alla Notte bianca romana con una mostra a tema. Per dar un’occhiata al suo multiforme ingegno cliccate su michelangelopace.it.
La bussola p. 154

Giacomo Papi
lavora a Diario, è direttore editoriale di Isbn edizioni.
Un mulatto nella Baviera di Hitler p. 118

Marcello Pezzetti
lavora al Cdec di Milano. Consulente di Roberto Benigni per La vita è bella, coautore del documentario Memoria di Ruggero Gabbai e del Cd-Rom Destinazione Auschwitz (Proedi), ha curato con Serge Klarsfeld
l’edizione de L’Album d’Auschwitz, per la Fondation de la Shoah di Parigi, è uno dei maggiori conoscitori di Auschwitz su cui sta terminando una monografia che uscirà in Francia da Albin Michel. È delegato italiano della International Task Force per la ricerca e l’insegnamento della Shoah. È stato nominato direttore del costituendo Museo della Shoah di Roma.
Quante bugie, povera Mafalda p. 24

Liliana Picciotto
è storica presso il Cdec. Autrice di Il libro della memoria. La deportazione degli ebrei dall’Italia 1943-1945 (Mursia), di Per ignota destinazione (Mondadori), e di L’occupazione tedesca e gli ebrei di Roma (Carocci). Coautrice del documentario Memoria di Ruggero Gabbai e del Cd-Rom Destinazione Auschwitz (Proedi). È curatrice di I giusti d’Italia (Mondadori).
Non lasciate che i bambini... p. 62

Caroline Poiron
fotogiornalista, è nata in Francia nel 1973. Dal 2000 lavora come free lance collaborando regolarmente con Le Monde, Courrier Internaltional
e Bayard Press. La foto che illustra la copertina di questo numero di Diario fa parte di un progetto dedicato all’Alzheimer a cui lavora da molti anni.

Rainer Maria Rilke
lasciò giovanissimo l’Austria dove era cresciuto, era nato nel 1875 a Praga, per girovagare ovunque lo portasse il suo spirito inquieto: Russia, Germania, Italia e Francia, dove è morto a Montreux nel 1926. In poesie dalla grande intensità lirica, modulate con nuove forme e linguaggi, ha saputo sintetizzare le inquietudini dell’uomo dell’Ottocento alle prese con la modernità, un disagio acuito dalla Prima guerra mondiale. Ha lasciato opere immortali tradotte in tutto il mondo.
Ho lasciato i miei addii p. 162

Ilaria Maria Sala
nata a Bologna, si è laureata in Lingue orientali a Londra e vive in Asia da 14 anni, scrive per il Sole 24 Ore, collabora a Diario da sempre. È presidente del Foreign Correspondant Club
di Hong Kong. Lo scorso anno per il Saggiatore ha pubblicato il libro inchiesta Il dio dell’Asia.
Il ghetto di Shanghai p. 138

Eric Salerno
nato a New York nel 1939, vive in Italia dal 1953. È stato redattore di Paese Sera, inviato del Messaggero di cui è corrispondente da Gerusalemme. Ha pubblicato numerosi volumi su diversi Paesi del mondo e temi di politica internazionale. Tra i libri più recenti: Rossi a Manhattan (2001); Israele: la guerra dalla finestra (2002); Genocidio in Libia – le atrocità del colonialismo italiano (2005); Mosè a Timbuctu (2006).
Ebrei d’Africa, storia sepolta p. 74

Emanuele Salvato
(Mantova, 1971) lavora alla Voce di Mantova e collabora con Diario e Latinoamerica.
Memoria di pietra p. 102

David Santoro
nato a Roma nel 1961, negli ultimi anni ha vissuto in Belgio e in Giappone, prima di tornare a casa. Collabora con Diario, il Manifesto e Radiotre. Si è innamorato della radio a Bruxelles dove ha collaborato con un’emittente associativa locale e con Klara, canale in lingua olandese. Traduce per diverse case editrici italiane, interista da sempre. Detesta la musica techno.
L’Aquila per i rom p. 111

Michele Sarfatti
(Firenze, 1952) autore di Mussolini contro gli ebrei (Zamorani), Le leggi antiebraiche spiegate agli italiani di oggi (Einaudi), La Shoah in Italia (Einaudi) e di Gli ebrei nell’Italia fascista (che l’Einaudi propone in questi giorni nell’edizione tascabile) appena tradotto in Inghilterra con il titolo The Jews in Mussolini’s Italy; è direttore del Cdec di Milano; fa parte
della Commissione governativa di indagine sulle biblioteche ebraiche razziate dai nazisti a Roma.
Scurdammoce ‘o passato p. 18



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