Amisnet, Agenzia Radio Comunitaria Campagna Supporto 2005 Amisnet


Filippine, un populista a Palazzo

IPOTESI APERTE SUL RAPIMENTO DI DEL TORCHIO

Sequestro a Mindanao

FILIPPINE, L'ONU PARLA DI 4.460 MORTI, ARRIVA LA PORTAEREI USA 15/11/13

DISASTRI NATURALI: I PAESI IN VIA DI SVILUPPO I PIÙ COLPITI 14/11/13

TUTTI I SOLDI DI HAYAN 13/11/13

HAYAN SI ABBATTE SULLA CONFERENZA SUL CLIMA 12/11/13

LA CORSA DEL TIFONE HAYAN 10/11/13

MINDANAO, ALTA TENSIONE COL FRONTE MORO 19/9/13

FILIPPINE,LEGGE MARZIALE A MAGUINDANAO 6/12/09

FILIPPINE, POCHI I SOLDI PER FAR FRONTE ALL'EMERGENZA POST-TIFONE 15/10/09

FILIPPINE, OK AL BLITZ PER LIBERARE VAGNI 23/4/09

COS'E' ABU SAYYAF 23/4/09

FILIPPINE,L'ITALIANO ANCORA NELLE MANI DI ABU SAYYAF 19/4/09

FILIPPINE: OSTAGGI NELLA GIUNGLA DI ABU SAYYAF 1/4/2009

FILIPPINE, IL TIFONE DURIAN FA 400 MORTI 2/12/06

La provincia di Albay, 300 chilmetri a sud di Manila, è stata colpita dall'ennesimo disastro naturale. Il tifone "Durian" è il quarto in tre mesi ad abbattersi sull'arcipelago. (foto tratta da news.scotsman.com)

G.C.

Sabato 2 Dicembre 2006
L'ennesimo tifone è arrivato con il dolce nome di “Durian”, lo spinoso frutto asiatico dall'odore nauseabondo ma dal sapore sublime. Lo strana usanza di dare ai tifoni nomignoli accattivanti, quasi a volerli domare, non è però servita a fermare Durian. Secondo le prime stime, i venti che hanno colpito la provincia di Albay, 300 chilometri a sud di Manila, hanno ucciso almeno 388 persone. Questa era la cifra fornita ieri sera dal quotidiano Philippine Daily Inquirer. Il Consiglio nazionale per i disastri naturali, alle 18 locali, parlava invece di 198 morti, 260 dispersi e 64 feriti. Un'idea più precisa delle vittime si potrà avere solo oggi, ma in totale si stima che circa 25mila persone in dieci province abbiano subito gli effetti del disastro naturale. Il conteggio potrebbe crescere ancora: “Prevediamo che un gran numero di persone siano state colpite dal tifone”, ha detto ieri il portavoce della protezione civile filippina Anthony Golez. I villaggi più colpiti sono quelli di Daraga, Busay e Santo Domingo, vicino alla città di Legazpi. Durian ha raggiunto le coste orientali delle Filippine giovedì intorno a mezzogiorno, prendendo in parte di sorpresa la popolazione. I meteorologi, infatti, avevano previsto che il tifone, entrando nel mare meridionale cinese, si sarebbe indebolito fino a trasformarsi in una tempesta tropicale. E invece ha soffiato con venti di oltre 185 chilometri orari, portando ancora una volta distruzione sulle coste orientali dell'arcipelago. Queste sono più esposte e quindi meno abitate della sponda occidentale, dove si trovano i centri più popolosi. La violenza dei venti e delle piogge ha isolato la regione: interrotte le comunicazioni telefoniche; distrutte le linee dell'alta tensione e le condutture dell'acqua. La presidente Gloria Macapagal Arroyo ha ordinato all'esercito di assistere le squadre di medici, impegnati nelle operazioni di soccorso nei villaggi sommersi da metri di acqua e fango. Le zone colpite dal super tifone erano già in stato di allerta per il vulcano Mayon, il più attivo del paese, tornato a sputare lapilli nell'agosto scorso. Di fronte alla minaccia del Mayon, migliaia di abitanti erano stati trasferiti per poi far ritorno nelle loro case nel settembre scorso. Per ora gli aiuti sono forniti dalla protezione civile filippina, ma è prevedibile un rapido intervento delle agenzie umanitarie. C'è bisogno urgente di cibo, acqua, medici, coperte, tende e squadre di soccorso. Ingenti appaiono anche i danni alle case e alle strutture pubbliche. L'Unicef ha inviato nell’area un kit sanitario d’emergenza con medicinali e strumenti medici sufficienti alla cura di 10mila persone. Ha inoltre lanciato un appello per raccogliere 310mila dollari. Durian è il quarto tifone in tre mesi a giungere nell'arcipelago filippino. In settembre, quasi 200 persone hanno perso la vita nel centro e nel nord del paese a causa del tifone Xangsane. Purtroppo, tifoni di questa potenza sono abbastanza frequenti nel nord-ovest del Pacifico, dove si registrano in media 27 tempeste l'anno, 17 delle quali diventano tifoni.

Pubblicato oggi sul Manifesto



Powered by Amisnet.org