Amisnet, Agenzia Radio Comunitaria Campagna Supporto 2005 Amisnet


PASTORALE MESSICANA PER BERGOGLIO

Messico: un filo d'erba alla fine del tunnel

LA GUERRA SILENZIOSA 6/12/10

IN ARRIVO IL PLAN COLOMBIA IN VERSIONE MESSICANA 14/01/08

OAXACA, ALLE RADICI DEL CONFLITTO 23/08/07

CARTOLINA DA OAXACA 9/8/07

L'INDAGINE DI AMNESTY SUI FATTI DI OAXACA 3/8/07

L’OMBRA DELLA “GUERRA SUCIA” SU OAXACA 19/07/07

MESSICO, LA GUERRIGLIA TORNA A COLPIRE 12/07/07

RITORNO A OAXACA 14/12/06

NOMINA NOTTURNA PER CALDERON, OPPOSIZIONE BEFFATA 2/12/06

MESSICO, PROTESTA AL FEMMINILE ALL'OMBRA DEL SANTIAGUITO 29/11/06

OAXACA BRUCIA ANCORA 28/11/06

MESSICO, LA PIAZZA INVESTE OBRADOR 21/11/06

OAXACA, LA APPO SCEGLIE LA VIA RADICALE 16/11/06

MESSICO, PROTESTA AL FEMMINILE ALL'OMBRA DEL SANTIAGUITO 29/11/06

Nell'accampamento allestito tra le montagne di Almoya de Juarez, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne è stata festeggiata in modo singolare. Protagoniste le attiviste dell'Altra Campagna zapatista. Da Ciudad Juarez a Guadalajara, ogni anno in Messico sono decine le donne uccise in un clima di violenza e discriminazione. (nell'immagine, una protesta di donne messicane)

Vittorio Sergi

Mercoledi' 29 Novembre 2006
Messico - Durante tutta la giornata di sabato 25 novembre, davanti al carcere di Santiaguito tra le montagne di Almoloya de Juarez, stato del Messico, decine di donne hanno celebrato in modo singolare la giornata internazionale contro la violenza e la discriminazione contro le donne. In questo carcere, infatti, sono rinchiuse trenta persone arrestate il 3 e 4 maggio scorsi durante la violenta repressione contro la popolazione della comunità di Atenco aderente all'Altra Campagna zapatista, all'estrema periferia di Città del Messico. Durante l'irruzione di migliaia di poliziotti nella comunità, decine di donne furono attaccate con violenza, sottoposte dalla polizia federale e statale a trattamenti degradanti di stampo sessuale che arrivarono allo fino allo stupro e alla tortura.
Oggi sono ancora sette le donne detenute nel carcere di Almoloya de Juarez, accusate di "attentato alle vie di comunicazione e sequestro di persona". Fuori dai cancelli della prigione, sotto le alte cancellate coperte di filo spinato e alla vista dei binocoli delle guardie che vigilano dalle torrette, un gruppo di sostenitori e sostenitrici della Altra Campagna zapatista ha installato dal maggio scorso un accampamento con tende, striscioni, banchi e sedie. In questi mesi centinaia di persone sono passate da questo accampamento che, tollerato con malumore dalle autorità carcerarie, sostiene da vicino i detenuti e le detenute all'interno della prigione mantiene viva la memoria sulla repressione ad Atenco ed esige la liberazione dei prigionieri e delle prigioniere.
Nel pomeriggio, da una piccola porta tra le reti sulle quali pendono numerosi striscioni consumati che chiedono la liberazione dei prigionieri politici, escono decine di donne dai tratti indigeni di tutte le erà, la maggior parte con bambini in braccio. Le attiviste le porgono un volantino con "il manifesto delle donne", un documento zapatista contro la violenza e la discriminazione di genere. Alcune si fermano ad ascoltare altre donne che si alternano al microfono. Un gruppo misto di ragazzi e ragazze dell'accampamento sta ricamando a mano un enorme striscione che riproduce alcuni articoli della "legge rivoluzionaria".
Con la voce di un cantante e una chitarra amplificate, decine di donne cantano ed esigono il rispetto della "Legge rivoluzionaria delle donne" emanata dall'Ezln (Esercito zapatista di liberazione nazionale) nel 1993. Vengono amplificati un messaggio di Gloria Arenas, detenuta da sette anni, accusata di essere una comandante del gruppo guerrigliero Erpi (Esercito rivoluzionario del popolo insurgente), e le voci delle prigioniere che da un telefono riescono a comunicare con l'esterno. Chiedono la fine dello sfruttamento, del patriarcato e degli attacchi sessuali sulle donne da parte della polizia come dei familiari. In questi anni, la violenza sulle donne è notevolmenta aumentata, tanto le organizzazioni non governative e la Commissione Nazionale dei Diritti Umani, come la commissione sulla tortura della Onu, che ha presentato lo scorso 10 novembre a Ginevra la sua relazione sul Messico, coincidono nell'affermare che la situazione è critica in Messico. Ciudad Juarez è tristemente nota per le 480 donne assassinate dal 1993, ma anche altre città come Guadalajara vedono ogni anni decine di omicidi di donne causati dalla violenza sessuale diffusa e dalla discriminazione. In tutti i casi, l'impunità e la complicità o il diretto coinvolgimento delle forze dell'ordine e della magistratura aggiungono un dato allarmante a questo quadro di estrema gravità.
Le attiviste della Altra Campagna che da sei mesi resistono davanti al carcere di Santiaguito, sottolineano che il profilo della povertà, dell'analfabetismo e della malattia, soprattutto nella popolazione indigena, è femminile. Le altre donne ascoltano, alcune si sono fatte coinvolgere nelle iniziative dell'accampamento e partecipano alle attività ricreative organizzate dei giovani attivisti. Iniziano così a condividere le proprie storie, le ragioni, spesso futili, delle detenzioni dei loro compagni o delle loro madri e sorelle. Sotto le reti della prigione, nonostante l'ambiente ostile, nascono nuove solidarietà e nuovi linguaggi al femminile.



Powered by Amisnet.org