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PASTORALE MESSICANA PER BERGOGLIO

Messico: un filo d'erba alla fine del tunnel

LA GUERRA SILENZIOSA 6/12/10

IN ARRIVO IL PLAN COLOMBIA IN VERSIONE MESSICANA 14/01/08

OAXACA, ALLE RADICI DEL CONFLITTO 23/08/07

CARTOLINA DA OAXACA 9/8/07

L'INDAGINE DI AMNESTY SUI FATTI DI OAXACA 3/8/07

L’OMBRA DELLA “GUERRA SUCIA” SU OAXACA 19/07/07

MESSICO, LA GUERRIGLIA TORNA A COLPIRE 12/07/07

RITORNO A OAXACA 14/12/06

NOMINA NOTTURNA PER CALDERON, OPPOSIZIONE BEFFATA 2/12/06

MESSICO, PROTESTA AL FEMMINILE ALL'OMBRA DEL SANTIAGUITO 29/11/06

OAXACA BRUCIA ANCORA 28/11/06

MESSICO, LA PIAZZA INVESTE OBRADOR 21/11/06

OAXACA, LA APPO SCEGLIE LA VIA RADICALE 16/11/06

OAXACA BRUCIA ANCORA 28/11/06

Scontri, sequestri e morti continuano a riempire le cronache di Oaxaca. In attesa del delicato insediamento di Felipe Calderòn, sembra sempre più difficile che il conflitto politico possa svolgersi nel rispetto della legalità.
(nella foto il governatore di Oaxaca Ulises Ruiz)

Vittorio Sergi

Martedi' 28 Novembre 2006

Oaxaca - Sabato pomeriggio il centro di Oaxaca è diventato ancora una volta il teatro di una battaglia tra la Appo e la polizia federale preventiva. La Appo aveva convocato un’ampia mobilitazione popolare per chiedere di nuovo l'uscita della polizia federale dalla città, la liberazione dei detenuti e le dimissioni del governatore Ulises Ruiz Ortiz. Uno dei portavoce della Appo, Florentino Lopez, riferisce che i detenuti sono 40 e che due persone della direzione collettiva della organizzazione - Cesar Mateo Benitez e Jorge Sosa Campos - sono stati sequestrati e non se ne conosce l’ubicazione. Non sono state ancora confermate le denunce della morte di manifestanti: la Appo, senza parla di tre morti. Gli scontri sono stati particolarmente violenti. La polizia federale è uscita dalle sue posizioni nel centro e ha iniziato ad attaccare e arrestare i manifestanti in tutta la città.
Dall’alto degli edifici del centro storico, gli agenti hanno iniziato a sparare granate, proiettili e biglie di acciaio sui manifestanti, che hanno risposto con bombe molotov e razzi. Flavio Sosa, della direzione collettiva della Appo, dichiara oggi che la violenza della polizia ha generato "una rivolta giovanile estesa e rabbiosa, un’esplosione sociale della povertà e dell’emarginazione". E nella trasmissione Radio Formula ha espresso la speranza di poter restare "libero e vivo nei prossimi giorni, perchè il governatore Ulises Ruiz ha messo una taglia sulla nostra testa".
Mentre Ruiz continuava ad affermare che a Oaxaca regna la normalità e che la violenza "è l'ultimo colpo di coda dei gruppi radicali", nel centro storico almeno tre edifici pubblici e venti autobus erano stati dati alle fiamme dai manifestanti. Dopo quasi un mese di occupazione del centro storico e dei punti strategici della città, la polizia federale non è riuscita a portare a termine la propria missione di "pacificare" il conflitto. Sembra anzi averlo acutizzato. Ieri, la segreteria di governo, aveva ammesso sulla stampa che la situazione politica di Oaxaca è ancora "fuori controllo". Inoltre, secondo un rapporto riservato dei servizi di informazione della polizia federale, pubblicato ieri dal quotidiano "La Jornada", almeno duecento agenti di polizia dello stato del sudest sono "fuori controllo" e stanno compiendo arresti, violenze e omicidi di membri della Appo senza rispondere a nessun ordine diretto che non sia del governatore stesso.
In questo momento il conflitto di Oaxaca sta gettando benzina sul fuoco di una transizione presidenziale estremamente complicata. Il primo dicembre, Felipe Calderòn sarà dichiarato presidente della repubblica messicana in un parlamento circondato già da dieci giorni da un dispositivo di sicurezza imponente. La convezione nazionale democratica e la Appo promettono proteste e azioni di "resistenza civile e pacifica". A giudicare dagli scontri di sabato e dalle numerose violenze e detenzioni illegali, sembra sempre più difficile che in un futuro immediato il conflitto politico in Messico si possa svolgere nel rispetto della legalità e dei diritti dei cittadini.



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