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DAL PAPA IL VERBO SUL CONDOM 22/11/06

Ma la strategia della Santa Sede sull'Aids non cambia: al primo posto la castità

Mimmo de Cillis

Mercoledi' 22 Novembre 2006
Si torna a parlare di Aids e di preservativo in Vaticano. A partire da quanto ha detto ieri il cardinale Javier Lozano Barragan, presidente del Pontificio Consiglio per la pastorale della salute, il “ministero per la sanità” della curia romana. Barragan ha rivelato che Benedetto XVI ha chiesto un documento sul delicato argomento della liceità dell’uso del condom nella lotta all’Aids.
Tema, questo, su cui da un po’ di tempo si sono registrate timide aperture in seno alla chiesa cattolica, soprattutto in filoni della teologia che, partendo dai paesi del Sud del mondo, hanno trovato cittadinanza – udite udite – nelle remote e polverose stanze della curia romana. Qui il dibattito è iniziato, anche grazie a teologi del calibro di George Cottier, ex teologo della casa pontifica, una delle personalità fidate di papa Wojtyla; oppure per le recenti limpide dichiarazioni del cardinale belga Godfried Danneels. Cottier aveva teorizzato la dottrina del “male minore”, affermando che, in circostanze particolari, “può essere legittimo” usare il condom per impedire il contagio in zone dove esiste molta promiscuità associata a grande miseria, come in tante aree dell'Asia o dell'Africa. Danneels, nel marzo scorso, aveva rincarato la dose: non è peccato utilizzare il preservativo, aveva detto, se questo impedisce il contagio mortale del virus Hiv.
Quanto basta a creare un polverone, e ringalluzzire missionari e operatori cattolici che, nel Sud del mondo, da tempo predicano l’urgenza di ricorrere al condom – e dunque di legittimarlo a livello morale – per cercare di frenare la diffusione dell’Hiv.
E così papa Bendetto XVI, così attento a questioni di natura morale, ha chiesto ai suoi esperti un documento che chiarisca ufficialmente la parola della chiesa sul tema. Sono stati i teologi di due dicasteri a occuparsene: il dicastero per la salute e la Congregazione per la dottrina della fede, per tenere insieme l’aspetto pastorale (appannaggio del primo) e dottrinale, prerogativa dell’ex Sant’uffizio. “Seguendo il desiderio del Papa - ha detto Barragan - abbiamo fatto un accurato studio dal punto di vista scientifico e teologico. Ora stanno speriamo che il Papa possa dire cosa è più conveniente su questo tema”.
Va notato, però, che nonostante i timidi tentativi esposti da avanguardie teologiche, non vi sono grandi speranze che la linea ferrea Wojtyla-Ratzinger sul “no assoluto” al condom possa essere sconfessata. Non almeno in questo pontificato, che si sta manifestando come granitico difensore delle certezze dottrinarie e poco incline a nuove aperture verso i problemi del mondo contemporaneo. Anche perché, nella mente di Ratzinger, un cedimento rispetto all’uso del condor significherebbe una resa a quella cultura del relativismo di cui il papa si è dichiarato più volte acerrimo nemico. E, mentre tutta la chiesa profonde uno sforzo per la lotta e la cura delle malattie infettive (gestendo ospedali, centri sanitari e dispensari in tutto il mondo), la prevenzione dell’Aids resta ancora affidata a un’unica strategia: la castità.



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