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IL MONDO DELLE QUOTE ROSA 18/11/06

Se Segolene Royal sarà presidente anche l'Europa aggiungerà un tassello alla (diffcile) ascesa delle donne alle leve del potere. Tradizionalmente in mano maschile
(nell'immagine un quadro di Federico Zandomeneghi)

Em. Gio.

Sabato 18 Novembre 2006


Il mondo è delle donne? A San marino, nella più vecchia repubblica del mondo, Segolene Royal non avrebbe avuto difficoltà, almeno a partire dal 1973, quando l'accesso alla Reggenza fu garantito alle donne. Da allora otto (l'ultima, nel 2005, Fausta Simona Morganti) hanno potuto fregiarsi del titolo di Capitano generale, “premierato” molto particolare che dura solo sei mesi, tra l'altro in coppia, per evitare, dicono nella comunità del Titano, tentazioni tiranniche.
Ma San Marino è una perla rara in un mondo tutto declinato al maschile, specie quando si tratta di potere. E' forse l'Asia il continente che semmai guida la classifica rosa, nel passato e nel presente. E, benché possa apparire strano, anche in nazioni le cui confessioni tendono a premiare soprattutto l'elemento maschile: il Pakistan, ad esempio, o l'Indonesia, abitati rispettivamente da 130 e 220 milioni di musulmani che pure hanno avuto alla guida Benazir Bhutto e Megawati Sukarnoputri, quest'ultima uscita di scena solo un paio di anni fa. La palma spetta all'India dove l'ombra lunga di Indira Gandhi si allunga sulla nuora Sonia che, benché il premier sia un uomo, governa di fatto la politica indiana. Di fatto e di diritto governano la politica del Bangladesh (paese musulmano) altre due donne, Khaleda Zia e Sheikh Hasina, che da anni si dividono, a periodo alterni, l'esecutivo. Anche le cattolicissime Filippine hanno una tradizione al femminile: la presidente attuale è la signora Gloria Arroyo, ma con il precedente di Corazon Aquino.
Negli altri continenti l'ascesa delle donne è abbastanza recente e comunque in ascesa, visto che si parla di candidature rosa anche alla casa Bianca (Hillary Clinton), pur se negli Stati Uniti le donne hanno ricoperto e ricoprono cariche di tutto rispetto, basti pensare al potente segretariato di Stato retto da Condoleezza Rice e, prima di lei, da Madeleine Albright. Più dura in America Latina, dove il bastone del comando è solo nelle mani della cilena Michelle Bachelet, caso rarissimo – con la panamense Mireya Moscoso (sino al 2004) - in un universo molto maschilista. L'Africa va un po' meglio perché conta molte ministre ma una sola presidente, la liberiana Ellen Sirleaf. Anche l'Europa non è poi così rosa, a parte la tedesca Angela Merkel, l'austriaca Barbara Prammer (capo di stato aggiunto), la finlandese Tarja Halonen, la lettone Vaira Vike-Freiberga e poche altre. La campionessa delle quote rosa resta Margaret Thatcher. Mito che adesso potrebbe essere oscurato dall'ascesa di Segolene.



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