Amisnet, Agenzia Radio Comunitaria Campagna Supporto 2005 Amisnet


Presidio contro la guerra a Milano

VIGILIA DIFFICILE PER IL WARGAME DELLA NATO

A TRIESTE DIVISI DA UNA DATA, 1 MAGGIO O 12 GIUGNO?

21 OKTOOBAR, I MISTERI DI MOGADISCIO

CASO BOSIO, LA FARNESINA LO SOSPENDE 8/4/14

MADEINITALY/RANAPLAZA, IL SENATO CHIEDE CONTO 4/4/14

CARO SINDACO TI SCRIVO. I DUBBI SULLA NUOVA MOSCHEA DI MILANO 17/2/14

AL VIA IL "SISTEMA PAESE IN MOVIMENTO" 17/11/13

LA GRANDE MUTAZIONE. AL VIA IL QUINTO SALONE DELL'EDITORIA SOCIALE 31/10/13

ALLA SAPIENZA ASPETTANDO IL 19 OTTOBRE 16/10/13

AMNESTY: DIRITTI AL CENTRO DEL DIBATTITO PARLAMENTARE, MA TRA VECCHI VIZI E TABÙ 27/9/13

MANCONI SUL GIALLO DEL CABLO SHALABAYEVA 21/7/13

ITALIA/KAZAKISTAN, ASPETTANDO ALMA 14/7/13

KAZAKISTAN, MARCIA INDIETRO DEL GOVERNO 13/7/13

ESPULSIONE O RENDITION? LA TRAMA OSCURA DIETRO LA STORIA DI ALMA 11/7/13

UNO SPARTITO NELLA ROAD MAP 26/9/03

E' italiana di sede ma internazionale per comnponenti l'orchestra di giovani musicisti diretti da Damiano Giuranna e sponsorizzati dall'Unicef. Che ha un ambizioso programma: suonare - esecuzione musicalmente facile ma diplomaticamente complessa - note di pace a Gerusalemme e a Betlemme per israeliani e palestinesi.

Emanuele Giordana

Venerdi' 26 Settembre 2003
Tra le carte della Road Map, la fragile e martoriata tabella di marcia mediorientale, c’è anche uno spartito. O almeno così vorrebbe una giovane orchestra, composta da 62 ragazzi tra i 17 e i 26 anni che provengono da 27 paesi e da tre anni si ritrovano ogni estate in Italia per una stagione di concerti. Che il prossimo Natale, vorrebbero dedicare al processo di pace tra israeliani e palestinesi.
Può anche darsi che si tratti dell’ennesima prova di buona volontà ma, in questo caso, si può ben dire che non si tratterà del solito concerto per la pace per il quale sono stati messi assieme random un po’ di cantanti. Perché la World Youth Orchestra, ancor prima che un ensamble di musicisti, è un gruppo di ragazzi che suonano assieme soltanto per occasioni che abbiano un finalità con quanto prevede il loro statuto: alimentare in qualche modo e, possibilmente in paesi diversi, una “via di progresso”. Che sia il processo di pace in Medio Oriente o il futuro dell’infanzia (sono infatti anche un’orchestra affiliata all’Unicef) per i giovani suonatori della Wyo il fine è ancora più importante del mezzo. Che sono poi i loro strumenti musicali.
Elina Gurevich, 23 anni, israeliana, non è davvero preoccupata che nell’orchestra ci siano musicisti che provengono da stati arabi o addirittura dall’Iran, un paese percepito da Israele come nemico. Ed è disposta a suonare a Natale all’Auditorium di Notre Dames di Gerusalemme come nella piazzetta antistante la Chiesa della Natività a Betlemme. Se il piccolo processo di pace della Wyo funzionerà, sarà probabilmente più emozionata per come suonerà il suo violino. Non meno che alla vigilia del concerto che i 62 ragazzi hanno tenuto, tra gli altri, quest’estate a Santa Fiora, alle pendici dell’Amiata. Ma tutto è andato bene: “Con l’influenza della sala e una musica splendida – dice – il primo movimento “suonava” molto bene, il secondo era così bello che tutto quel rimaneva da fare era goderselo. Mi sento come in un sogno”. Elina ha una storia difficile alle spalle: due suoi zii sono stati vittime del terrorismo. Il primo è morto nelle Twin Towers l’11 settembre. Il secondo è stato ucciso in Israele da un attentato. Ma Elina suonerà lo stesso a Natale, sia per gli israeliani che per i palestinesi. Diplomazia permettendo.
L’orchestra diretta e creata nel 2000 da Damiano Giuranna, che proviene da una famiglia della capitale che ha le note nel sangue, sembra far conto sul fatto che tutto si aggiusterà. Con l’aiuto dei frati della Custodia di Terra Santa e forse anche coi buoni auspici della presidenza italiana della Ue, crede che alla fine la sua giovane orchestra riuscirà a suonare. Chissà se ci sarà anche il violoncello di Nasim Saad, una giovane iraniana che, al posto delle parole, preferisce tirar l’arco.
Ci sarà sicuramente Alba Metaj, diplomata a Tirana, la più giovane musicista dell’orchestra: “Penso – dice - che la musica abbia il potere di far vivere in pace tutto il mondo”. Alba non viene da una famiglia ricca e si è stupita quando ha visto che la sua borsa di studio (l’orchestra ha ottenuto per il terzo anno i contributi dell’Unione europea) equivaleva a un buon salario nel suo Paese. Kyung-mi Lee invece viene da una famiglia della buona borghesia coreana ed è arrivata in Italia da sola con sua sorella. “All’inizio – racconta ormai in un ottimo italiano – è stato difficile”. Poi l’incontro con la musica che, per motivi di salute, aveva abbandonato quand’era ancora in Corea. Per lei è stato un sodalizio anche con le forze dello spirito. Si è convertita al cattolicesimo e l’anno scorso si è battezzata. “La mia visione del mondo – dice – ha cambiato direzione”.
Alessandro Stradaioli, uno degli 11 elementi italiani dell’orchestra, ha invece un percorso del tutto diverso. “Provengo dal rock e suonavo il basso in una band. Poi, col passare degli anni e attraverso un processo naturale e spontaneo, i Metallica hanno lasciato il posto alle sinfonie di Beethoven”. Ma il contrabbasso di Alessandro suona anche su un altro spartito: “Dopo anche solo un mese trascorso a contatto con una realtà così multiforme di culture, lingue e stili di vita, ti accorgi di quanto sia piccolo il tuo universo”.
Nella Wyo ci sono ragazzi e ragazze che provengono dalla Colombia, come Catalina Morales, dagli Usa come Heather Wallace o dal Marocco come Mohammed El Hachoumy. Per Damiano Giuranna e gli altri organizzatori delle stagioni di solito estive dell’orchestra, ogni anno è una sfida. Convincere i conservatori, parlare con le ambasciate, cercare alloggi e sale per provare. Trovare soprattutto sponsor e quattrini. “E’ il lavoro più faticoso – spiega - anche se in molti, col tempo, cominciano a capire il valore non solo musicale dell’orchestra”. “Per il viaggio di Natale a Gerusalemme e Betlemme ci vogliono - dice facendo due conti - trentamila euro”. Che ancora non ci sono. Una cifra che di solito si brucia pagando il cachet di un solo cantante.
Emanuele Giordana



Powered by Amisnet.org