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STRAGE A BAJAUR 31/10/06

Proteste e una nuova montata di indignazione antiamericana dopo il raid pachistano di lunedi che ha ucciso un'ottantina di studenti coranici

L'agenzia di Bajaur nella mappa tratta da Frontline

E. G.

Martedi' 31 Ottobre 2006

La zona maledetta è sempre la stessa nella Federally Administered Tribal Area (Fata). La stessa dove, il 13 gennaio scorso, cercando di uccidere il numero due di Al Qaeda Ayman al Zawahiri, un bombardamento americano uccise 18 civili. Ma questa volta a colpire l'agenzia tribale di Bajaur è stata l'aviazione pachistana. “Tragico errore”, come si dice in gergo (negato però dalle autorità pachistane), perché nella madrasa, che secondo l'intelligence di Islamabad non era altro che un campo di addestramento, di talebani non ce n'erano. O ce n'era forse solo qualcuno. C'erano invece giovani studenti, ottanta dei quali – secondo le prime ricostruzioni - sarebbero ormai cadaveri, vittime del fuoco dell'aviazione pachistana col loro maestro, Maulana Liaqat Ullah Hussain, uomo di punta dell'islamismo radicale e, pare, uno dei tanti leader del nuovo movimento chiamato dei neo talebani.
La scuola coranica di Chenagai , vicino a Khar (una decina di chilometri), la città principale dell'agenzia tribale, probabilmente ospitava anche qualche militante. Ma il prezzo pagato è davvero troppo alto, specie per un governo, quello di Pervez Musharraf., molto in difficoltà. Durissime le parole di condanna di un ministro della provincia, Siraj ul-Haq, citato dalla Bbc: “E' stato un attacco indiscriminato contro una madrasa: si trattava di gente innocente”.Il ministro si è dimesso in segno di protesta.
La storia di Bajaur è antica. L'agenzia confina con la regione del Kunar in Afghanistan dove sono attivi i talebani e che comunica attraverso alcuni corridoi montani con l'area tribale pachistana. Bajaur è così entrata nel mirino, sia dell'esercito di Islamabad, sia dei droni e dei bombardieri americani che hanno in passato violato lo spazio areo pachistano, creando non pochi problemi interni a Musharraf (la Provincia della Frontiera del NordOvest è governata da una coalizione di partiti islamisti al potere anche nel Belucistan). Dopo la vicenda di gennaio, nel maggio scorso, sempre nel Bajaur, era stato ucciso dalla polizia pachistana un leader di Al Qaeda, Abu Marwan al-Suri. Ma quello di ieri rischia di essere un incidente difficile da gestire dal governo e dal presidente, in cerca di un'alleanza sotto traccia con gli islamisti in vista di una futura rielezione.
Il Pakistan ha schierato nell'era di frontiera con l'Afghanistan circa 80mila uomini in cerca degli affiliati di Al Qaeda, stranieri e afghani, che hanno cercato rifugio nella cosiddetta cintura tribale pachistana, dopo la rotta dei talebani nel 2001. Nel contempo Musharraf ha varato una serie di decreti speciali per ridimensionare il ruolo delle madrase vietando tra l'altro la frequenza di “stranieri” nelle scuole coraniche ritenute vivai di giovani guerriglieri mujaheddin. Il portavoce dell'esercito ha sostenuto che le informazioni dell'intelligence davano per certa la presenza di settanta ottanta jihadisti nella scuola e così lo stato maggiore ha deciso l'invio di elicotteri che hanno aperto il fuoco ieri mattina facendo a pezzi al madrasa di Maulana Liaqat Ullah Hussain. L'attacco è stato programmato dopo una manifestazione in cui i dimostranti inneggiavano a mullah Omar e Osama bin Laden. Troppo poco forse per un'operazione che rischia di compromettere seriamente le avance di Musharraf agli islamisti e di levargli sempre più consensi anche tra i pachistani moderati, per i quali l'eccidio della madrasa rischia di avere il sapore di un passo falso davvero pesante.
Bajaur è una delle sette agenzie delle Federally Administered Tribal Area della Provincia della frontiera del NordOvest con Khyber, Kurram, Orakzai, Mohmand, Nord e Sud Waziristan. Dopo il raid di gennaio a Bajaur, Islamabad aveva convocato l’ambasciatore americano per protestare. Musharraf gettò acqua sul fuoco così: ma questa volta la responsabilità è interamente pachistana* e il fuoco divampa, come si è dimostrato alla commemorazione degli studenti cui hanno partecipato a Khar almeno 4mila persone.

*In realtà nei giorni seguenti è iniziata a girare le voce che il bombardamento sarebbe stato effettuato da un drone americano



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