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MUSHARRAF, ALLEATO "MINACCIATO" 23/09/06

In un'intervista rilasciata alla rete americana Cbs, il presidente pakistano (nella foto) ha accusato gli Usa di averlo minacciato all'indomani dell'11 settembre per “convincerlo”a prendere parte alla guerra contro i talebani. Sconcerto e imbarazzo a Washington.

Lettera22

Sabato 23 Settembre 2006
Sorpresa e stupore a Washington. Alla vigilia dell'importante incontro di ieri con il presidente George W.Bush, il presidente pakistano Pervez Musharraf ha lasciato tutti di stucco. In un'intervista rilasciata alla rete americana Cbs, ha accusato l'ex vice-segretario di Stato Usa Richard Armitage di averlo minacciato all'indomani dell'11 settembre per “convincerlo”a prendere parte alla guerra contro i talebani in Afghanistan. L'intervista integrale andrà in onda solo domenica, ma i suoi passi essenziali sono già stati diffusi, provocando un piccolo terremoto politico nei palazzi di Washington, dove forse non si aspettavano un'uscita del genere. Ma cosa avrebbe detto di preciso Armitage? Secondo quanto riferito dal generale Musharraf, l'alto funzionario Usa è andato giù duro: “Vi bombarderemo. Siate pronti a tornare all'età della pietra”, ha minacciato, prima di elencare una serie di precise condizioni per evitare il peggio.
Ieri mattina, in un’intervista alla Cnn, Armitage non ha negato l’episodio, e ha ammesso di aver usato un tono “molto convincente”, ma ha anche aggiunto che non avrebbe mai potuto profferire una minaccia militare, visto che questo non rientrava nelle sue competenze. ‘’Non faccio minacce che non posso portare a termine”, ha detto.
La rivelazione del colloquio è arrivata a ruota di un altro imbarazzante episodio. Due giorni fa, Bush ha detto che sarebbe pronto a ordinare l’uccisione di Osama Bin Laden se fonti sicure lo localizzassero in territorio pakistano. “Preferiremmo farlo da soli” gli ha risposto a ruota Musharraf. In questa situazione, l’incontro di ieri mattina alla Casa Bianca tra i due leader è cominciato da all’insegna del “damage control”. Bush si è affrettato a precisare in conferenza stampa di essere “rimasto sorpreso” per aver letto la notizia sui giornali e colpito dal “tono duro”. Il presidente americano ha poi tessuto le lodi del presidente pakistano, in quanto è stato uno dei primi leader a schierarsi al fianco degli Usa dopo l'11 settembre, aiutandoli “a distruggere il nemico”. Parole che sembrano voler chiudere al più presto il caso, anche se la questione non verrà liquidata così presto. La conferenza dei due presidenti è poi proseguita con altre dichiarazioni curiose di Musharraf, che ha rimandato all'uscita ormai prossima del suo libro (25 settembre) per maggiori particolari sulla vicenda.
Nella sua intervista alla Cbs, il presidente pakistano prosegue elencando una serie di sgarbi della Casa bianca. Tra le richieste che Musharraf definisce “assurde”, c'è l'apertura delle postazioni di frontiera con l'Afghanistan alle truppe americane. Altra rivelazione imbarazzante per gli Usa: la Casa Bianca avrebbe chiesto a Islamabad di sopprimere ogni manifestazione anti-Usa. “Che succede dunque all'asse Washington-Islamabad? Musharraf non ha mai fatto mistero di aver aiutato gli Usa nella loro “lotta al terrore” per questioni di interesse nazionale. “Non c'era altra scelta”, è stato questo in sintesi il messaggio diffuso dal presidente per far digerire a una buona fetta del paese l'appoggio agli Stati uniti. E il sostegno di Musharraf e soci, com'è noto, è stato decisivo per il rovesciamento dei talebani. Ma ha costretto la leadership del paese musulmano a difficili equilibrismi per non irritare troppo la base, che conta anche su alcuni esponenti dell'estremismo di matrice islamica. Come per esempio quegli intellettuali e leader religiosi che si sono riuniti due giorni fa a Lahore e hanno chiesto le dimissioni del papa per le sue parole sull'islam. La Casa Bianca, d’altra parte, sa benissimo che Musharraf ha parlato non soltanto all’uditorio del suo paese, ma anche a quello di quasi duecento paesi riuniti a New York per l’Assemblea Generale dell’Onu, e che non hanno risparmiato in questi giorni le critiche anche violente agli Stati Uniti. Per non perdere la sua influenza sui paesi asiatici, il presidente pakistano ha preso le distanze da Washington, almeno a parole. Quanto avranno inciso le sue dichiarazioni sui rapporti tra i due alleati? Se ne saprà di più mercoledì prossimo, quando è previsto un incontro a tre tra Bush, Musharraf e il presidente afghano Hamid Karzai. Ma certo, per una Casa Bianca già impegnata su molti fronti, le uscite inattese di Musharraf non hanno rappresentato un regalo gradito.

Pubblicato oggi sulRiformista



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