Amisnet, Agenzia Radio Comunitaria Campagna Supporto 2005 Amisnet


TRA BUROCRAZIA E DISCRIMINAZIONE 31/12/05

ISOLA NERA AL CAIRO 07/05/05

L'INIZIO DI UN NUOVO RAMADAN AL CAIRO 18/10/04

A TUNISI, IN CERCA DI UNITA'. IN SHA'ALLAH 21/05/04

SOGNANDO I MONDIALI 14/05/04

MUBARAK HA IL RAFFREDDORE. E SI PARLA DEL SUCCESSORE 21/11/03

IO, CRISTIANA IN TERRA ISLAMICA 31/10/03

GLOBALIZZAZIONE NELLA SPAZZATURA

OSCURANTISMI. INFIBULAZIONE, DIVORZI COATTI, CARICHE INTERDETTE 11/10/03

MIRACOLO SUL NILO 4/10/2003

OMAGGIO ALLA MORTE 22/07/2003

YOUSSEF CHAHINE: IL CINEMA E' LA MIA PAZZIA

BUSH FA PACE CON GLI ARABI 4/6/03

PIAZZA MAHFOUZ 27/5/2003

DIMENTICARE MOUSSA

OMAGGIO ALLA MORTE 22/07/2003

Concerto di Riccardo Muti alle Piramidi

Paola Caridi

Mercoledi' 23 Luglio 2003
Leggi l'articolo pubblicato sulla Nuova Sardegna del 23 luglio

È da poco scesa la sera sulle maestose Piramidi della piana di Giza, quando Riccardo Muti sale sul palco allestito a poca distanza dalla Sfinge, enigmatica guardiana del cimitero più imponente del mondo. Ha atteso che gli sheikh finissero la propria preghiera, l’ultima della giornata, diffusa dagli altoparlanti delle tante moschee sorte attorno alle tombe di Cheope, Chefren, Micerino. Poi, le note dell’atto secondo dell’Orfeo ed Euridice di Cristoph Willibald Gluck, suonate dai maestri dell’Orchestra filarmonica della Scala e del Ravenna Festival assieme a otto elementi dell’orchestra del Teatro dell’opera del Cairo. E’ l’inizio di un concerto – quello tenutosi lunedì sera alle Piramidi – che ha avuto come filo conduttore il sogno di una vittoria definitiva e conclusa sulla morte. Un sogno e una sfida che, come in un gioco di specchi, ha fatto rimbalzare le note della grande musica classica europea sui fianchi delle immani celebrazioni funerarie dei faraoni, simbolo di una tensione mai finita verso un’altra, possibile vita.
Riccardo Muti ha, infatti, scelto di mettere assieme nel programma il settecentesco Gluck con l’immaginifica Grande Symphonie Funèbre et Triomphale di Hector Berlioz. Un testo distante, non solo cronologicamente, dal capolavoro gluckiano: un modo diverso di omaggiare ed esorcizzare la morte, di fronte a uno dei fondali più incredibili del mondo, con la successione a scalare delle grandi piramidi della piana di Giza, contornate dalle piccole piramidi delle regine e dei notabili. Struggente l’opera di Gluck, anche grazie alla voce del mezzosoprano Monica Bacelli. Coraggiosa e folle, invece, la sinfonia di Berlioz, con la sfida continua delle percussioni, impegnate in una battaglia impossibile contro la “dama nera”.
La suggestione è stata grande. Nonostante l’acustica non abbia aiutato orchestrali e coro nel loro lavoro. Lo spiazzo che si apre ai piedi della Sfinge – quello che molti turisti italiani conoscono come la sede dello spettacolo di “Suoni e Luci” - non è certo una sala dei concerti. E le propaggini della rumorosa megalopoli del Cairo sono lì, appena oltre i cancelli, dove preme il quartiere popolare sorto a ridosso delle Piramidi, che dalle Piramidi riceve sostentamento e vita. Palazzetti bassi, a due o tre piani, molti lasciati allo stato grezzo, sorti come funghi a raspare più spazio possibile al deserto che ormai comincia dalle immani celebrazioni funerarie dei faraoni, per perdersi in direzione della più antica piramide, quella di Saqqara.
Così, a far da surreale coro al concerto, si è alzato il vociare dei bambini che al di là del muro perimetrale dell’area delle Piramidi continuavano indisturbati a giocare. Approfittando, anche loro, della piacevole brezza serale che aveva spazzato via il calore insopportabile del luglio cairota. Come se fosse stata ascoltata, in modo singolare, quella preghiera di una nuova vita salita dalle note di Gluck e Berlioz.
Davanti a Muti, una platea di circa tremila persone riunite per l’annuale iniziativa delle “Vie dell’amicizia”, i concerti che ormai dal 1997 Ravenna Festival e il suo presidente, Cristina Muti, portano nelle città piegate dalla guerra e dalla complessità della Storia. Il Cairo arriva alla fine di una lista che comprende Sarajevo, Beirut, Gerusalemme, Mosca, Erevan-Istanbul, New York. La scelta della capitale egiziana è stata spiegata da Muti con un significato diverso, quello di un “richiamo all’eternità” simboleggiato dalle Piramidi, ma il messaggio rimane lo stesso lanciato in tutte le precedenti edizioni: un messaggio di pace, portato attraverso uno strumento – la grande musica – fornito di “una grande potenza aggregatrice tra i popoli”.
A far da pendant all’evento culturale, quello sociale, con la corsa ai biglietti che per giorni ha impegnato la società-bene del Cairo per non mancare a un avvenimento che ha ritardato anche alcune consuetudini egiziane. Come quella di abbandonare il clima torrido della capitale, già nel mese di luglio, per rifugiarsi nelle seconde case sulle coste di Alessandria o del Mar Rosso. Parterre di tutto rispetto, insomma, e non solo da parte egiziana, che ha visto ministri, businessman, Vip delle più diverse specie, ambasciatori (compreso quello israeliano). Tra i Vip di casa nostra, assieme a Cristina Muti per il Ravenna Festival, Marco Tronchetti Provera per la Pirelli sponsor del concerto accompagnato dalla moglie Afef, Fabrizio del Noce e Bruno Vespa per la Rai che ha trasmesso il concerto, la consorte di Berlusconi, Veronica Lario, e Fedele Confalonieri. Per gli egiziani, una nutrita pattuglia di ministri, compresi il capo della diplomazia Ahmed Maher, Farouk Hosni per la cultura, Mahmoud el Beltagui per il turismo, assieme a Zakarya Azmi, capo di gabinetto del presidente della repubblica Hosni Mubarak, e al segretario generale della Lega Araba Amr Moussa.



Powered by Amisnet.org