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SUPERARE I CPT 18/7/06

Presentato oggi a Roma il dossier di 300 pagine curato da associazioni, parlamentari, professionisti. Un lavoro durato due anni che ha prodotto il primo Libro bianco sui centri di permanenza temporanea in Italia

Lettera22

Martedi' 18 Luglio 2006


I centri di permanenza temporanea devono essere chiusi: sono costosi e violano i diritti umani. E' quanto emerso oggi dalla presentazione a Roma del Libro Bianco sui Centri di permanenza temporanea e assistenza (Cpta) redatto dal Gruppo di Lavoro sui Cpta in Italia, una squadra mista di parlamentari e membri della società civile. Tra i primi, i senatori Francesco Martone e Nuccio Iovene, e le senatrici Tana de Zulueta e Patrizia Toia. La società civile ha partecipato con il sostegno di organizzazioni come Amnesty international, l'Associazione di studi giuridici sull'immigrazione (Asgi), Medici del mondo (Mdm), Medici senza frontiere (Msf), i Missionari comboniani, il Teatro di Nascosto, le Missionarie della Consolata, il Comitato per la promozione e la protezione dei diritti umani, il Consorzio italiano di solidarietà (Cis), Arci, Cgil, Advocats sans frontierès e la Rete antirazzista della Sicilia. Presente la sottosegretaria alla famiglia Maria Chiara Acciarini.
Il Libro bianco racconta i Cpta attraverso una serie di indagini compiute sia da organi istituzionali (Corte dei Conti) che da organismi internazionali (tra cui la Commissione dei diritti umani dell'Onu) e attraverso le oltre 30 testimonianze, in presa diretta, dei parlamentari che hanno visitato alcuni centri.
Molti i temi trattati. Da una parte la ripetuta violazione dei diritti umani, documentata ripetutamente dai visitatori esterni. Dall'altra parte “la negazione del diritto alla trasparenza”, come ha detto chiaramente la senatrice Tana de Zulueta: “alle organizzazioni non governative, così come ai delegati dell'Onu, infatti, è vietato accedere alle strutture per verificare le condizioni di vita dei detenuti. L'Unione europea ha espresso un'esplicita raccomandazione perchè i Cpta siano aperti alle organizzazioni non governative”.
La prassi della detenzione amministrativa, tra l'altro, ha rivelato la sua inadeguatezza su tutti i fronti: i Cpta non sono solo lesivi della libertà, ma anche costosi e inefficaci. Il Libro bianco parla chiaro: le spese per la costruzione e gestione delle strutture negli ultimi anni (ben documentate da Grazia Naletto di Lunaria) sono cresciute in modo esponenziale. Nel 2002 le spese ammontavano a circa 59 milioni di euro; nel 2004 hanno raggiunto 285 milioni di euro. I Cpta nascono come centri “temporanei” per assicurare l'effettività dei provvedimenti di espulsione, ma tra il 1999 e il 2005 delle oltre 98 000 persone trattenute nei Cpta, solo il 44, 42 % è stato espulso. Il rischio è che i centri diventino luoghi di detenzione prolungata e che aumentino i costi per gestire strutture che sono inadatte ad accogliere un numero crescente di persone. I Cpta inoltre, sono una violazione del principio di trasparenza della pubblica amministrazione quando viene negato l'accesso a dati circa le convenzioni con enti gestori delle strutture.
Per Nicoletta Dentico, coordinatrice del progetto insieme a Maurizio Gressi, era necessario “un lavoro per monitorare quanto fatto dal governo in questi anni”. Alla luce dei dati serve un cambiamento radicale. “Le politiche di immigrazione devono tener conto che la società multiculturale è già una realtà” ha concluso Martone, ispiratore del progetto nato nel 2004. “La mobilità è un diritto” e per questo il governo deve ratificare la Dichiarazione delle Nazioni unite sul diritto dei migranti e delle loro famiglie. Il gruppo di lavoro presenterà il Libro bianco al governo per chiedere il ripristino di condizioni legali all'interno delle strutture, in attesa di una decisione sulla chiusura definitiva dei centri. (Tiz. Gue.)








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