Amisnet, Agenzia Radio Comunitaria Campagna Supporto 2005 Amisnet


Presidio contro la guerra a Milano

VIGILIA DIFFICILE PER IL WARGAME DELLA NATO

A TRIESTE DIVISI DA UNA DATA, 1 MAGGIO O 12 GIUGNO?

21 OKTOOBAR, I MISTERI DI MOGADISCIO

CASO BOSIO, LA FARNESINA LO SOSPENDE 8/4/14

MADEINITALY/RANAPLAZA, IL SENATO CHIEDE CONTO 4/4/14

CARO SINDACO TI SCRIVO. I DUBBI SULLA NUOVA MOSCHEA DI MILANO 17/2/14

AL VIA IL "SISTEMA PAESE IN MOVIMENTO" 17/11/13

LA GRANDE MUTAZIONE. AL VIA IL QUINTO SALONE DELL'EDITORIA SOCIALE 31/10/13

ALLA SAPIENZA ASPETTANDO IL 19 OTTOBRE 16/10/13

AMNESTY: DIRITTI AL CENTRO DEL DIBATTITO PARLAMENTARE, MA TRA VECCHI VIZI E TABÙ 27/9/13

MANCONI SUL GIALLO DEL CABLO SHALABAYEVA 21/7/13

ITALIA/KAZAKISTAN, ASPETTANDO ALMA 14/7/13

KAZAKISTAN, MARCIA INDIETRO DEL GOVERNO 13/7/13

ESPULSIONE O RENDITION? LA TRAMA OSCURA DIETRO LA STORIA DI ALMA 11/7/13

FARNESINA: MILITARI A BAGHDAD, MA SOLO PER L'ADDESTRAMENTO 17/06/06

La Farnesina precisa che i 32 militari italiani impegnati a Baghdad avranno il compito esclusivo di addestrare le forze irachene.

Gabriele Carchella

Sabato 17 Giugno 2006
“I 32 militari italiani impegnati a Baghdad non hanno compiti operativi militari sul territorio”. Lo ha assicurato il portavoce della Farnesina, Pasquale Terracciano, a bordo del volo che ha portato ieri il ministro degli Esteri Massimo D’Alema da Bruxelles a Washington. Prima di incontrare il segretario di stato Usa Condoleeza Rice, D’Alema torna così sull’aspra polemica che in questi giorni divide Palazzo Chigi e opposizione. E lo fa per ribadire che il rientro del contingente italiano sarà completo, anticipando anche eventuali obiezioni della sinistra più radicale che chiede un rientro rapido e senza compromessi. Il messaggio arriva in risposta a un articolo apparso ieri sul Corriere della Sera, in cui si ipotizza che la permanenza dei 32 militari possa servire a placare i malumori di Washington per il ritiro italiano. Ma secondo il ministero degli Esteri non è così. I compiti dei militari italiani impegnati vicino a Baghad, nella scuola di Ar-Rustamiyah fondata dalla Nato, sono infatti del tutto diversi da quelli delle truppe a Nassiriya. E soprattutto riguardano impegni assunti in precedenza e che l’Italia intende mantenere. “La partecipazione italiana alla missione Nato di formazione delle forze irachene, operativa a Baghdad dall’estate del 2004, è andata variando nel corso degli anni. Consiste attualmente in 32 unita”, spiega la Farnesina. Il ministero ricorda poi che la missione, che conta oltre cento militari stranieri, rientra negli impegni multilaterali per la stabilizzazione dell’Iraq. Impegni che sono stati confermati da D’Alema nel discorso pronunciato il 14 giugno davanti alle commissioni esteri di Camera e Senato. Lo scopo della missione è di permettere all’Iraq di gestire in proprio le questioni legate alla sicurezza e all’ordine pubblico. Alla ricerca di una via d’uscita dal pantano iracheno che non scontenti gli alleati ma neanche Washington, D’Alema, ripete quindi che la strada scelta dal governo è quella dell’impegno multilaterale all’interno di organizzazioni internazionali. I 32 militari italiani con compiti di addestramento non saranno i soli a restare in Iraq. Il nostro paese partecipa infatti anche a una missione Ue per la formazione nel campo della giustizia, in cui è impegnato un solo civile italiano.

Pubblicato oggi anche sui quotidiani locali del Gruppo Espresso



Powered by Amisnet.org