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TAGLI ONU, LA POSIZIONE DEL CINI (Coordinamento italiano network internazionali) 09/03/06

riceviamo e volentieri pubblichiamo

Giovedi' 9 Marzo 2006

Dopo aver prima sollecitato e poi atteso pazientemente un cenno di riscontro dai vertici dei due schieramenti sul tagli alle Nazioni unite, è il momento di denunciare una omissione che ha sempre più l’aria di una intesa bipartisan. Non è possibile che una decisione di questa gravità, che mette a rischio il funzionamento della agenzie Onu più impegnate nella lotta alla povertà, ma anche il ruolo dell’Italia nel delicatissimo processo di riforma del Consiglio di sicurezza, non trovi spazio tra gli argomenti della campagna elettorale in corso. Non è possibile per noi, ma forse siamo troppo ingenui e non capiamo che questo silenzio è dovuto al tacito accordo tra i due contendenti di lasciare correre e riprendere l’increscioso argomento del ruolo internazionale del paese a giochi fatti, evitando così decisioni laceranti per entrambi gli schieramenti? Viene da pensarlo mettendo in fila non solo il silenzio tombale di questi giorni, reso ancora più grave da una lettera del Segretario dell’Onu che punta il dito senza mezzi termini contro il comportamento italiano, ma anche altre questioni che pure restano sospese nell’Unione come quella del ritiro delle truppe italiane dall’Iraq (quando, come, ma anche perché?) e la sostanziale continuità di tagli alla cooperazione che parte da lontano, per la precisione dal primo governo dell’Ulivo. Preoccupa anche che il capitolo del documento-sintesi del programma unionista a cura dello stesso Prodi, “un mondo migliore” dedichi un riferimento di sfuggita alla necessità di conciliare "Sviluppo e Ambiente", citi il protocollo di Kyoto (benissimo) ma non dica nulla sugli obiettivi del Millennio. Ovvio, ma altrettanto inquietante che il programma della Casa delle libertà, disponibile sul sito di Forza Italia, ignori l’argomento. Ora abbiamo di fronte almeno una scadenza significativa: il 24 marzo lo stesso Prodi dedicherà una giornata al tema della cooperazione internazionale ed in quella occasione porremo al leader dell’Unione le questioni che ci stanno più a cuore e cioè, vuole il nostro paese restare coerente con gli impegni presi in campo internazionale nei confronti della lotta alla povertà, vuole il nostro paese trovare le risorse per farlo ed avere il coraggio di chiedere agli italiani risorse aggiuntive e non nascondersi dietro la crisi economica per ridursi anche per la prossima legislatura quel nulla che si è fatto sino ad ora? Domande chiare, come quelle che ieri ha ricolto all’Italia Kofi Annan, e che sino ad oggi non hanno ricevuto risposta alcuna, neanche dalla nostra diplomazia, certo “usi ad obedir tacendo” come fanno i servitori dello Stato, ma anche usi a far sentire la propria voce quando gli interessi del ruolo vengono minacciati, ed a noi questo pare il caso. Attendiamo fiduciosi , ma non inattivi, il confronto tra le parti.

Raffaele K. Salinari, Portavoce Coordinamento Italiano Network Internazionali



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