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ZARZIS, CHI MANCA ALL'APPELLO 2/3/06

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CENSURA IN TUNISIA, APPELLO PER GLI INTERNAUTI DI ZARZIS

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ZARZIS, CHI MANCA ALL'APPELLO 2/3/06

Il punto sulla liberazione degli internauti. Ma tra chi è uscito il 25 febbraio non c'è Maitre Abou, avvocato per la cui liberazione c'è stata una grande mobilitazione di energie nella stessa Tunisia

Amisnet

Giovedi' 2 Marzo 2006

Finalmente una buona notizia dalla sponda sud del mediterraneo. Il 25 febbraio 1298 detenuti tunisini sono stati scarcerati e altri 359 potranno usufruire della libertà condizionata. Tra i liberati molti "dissidenti" politici. Resta in carcere Maitre Abou, l'avvocato dei diritti civili.
Si aprono le porte delle carceri tuinisine per molti dei così detti "dissidenti politici". La maggior parte di coloro che hanno beneficiato della liberazione dalle galere della terra di Annibale -la stampa locale riferisce di 1298 detenuti scarcerati e359 permessi di libertà condizionata - avevano subito condanne per reati di opinione e associazione non riconosciuta. Il gesto è certamente un segnale di distensione da parte del presidente Zine El Ben Ali in un periodo particolarmente caldo per le piazze musulmane, ma vogliamo credere anche che siano valse a qualcosa le proteste interne al paese magrebino che videro il loro climax durante il summit della società dell'informazione (Wsis) organizzato a Tunisi dall'Onu lo scorso novembre.
Nei giorni del Wsis, oltre alla conclusione di un mese di sciopero della fame di sette tra avvocati e giornalisti tunisini per sensibilizzare sul caso dei numerosi prigionieri politici e il mancato riconoscimento dei fondamentali diritti sanciti dalla stessa costituzione tunisina -quello di libera associazione, parola ed assemblea, si registrarono altre importanti proteste. Quelle di molte testate giornalistiche europee per la dilagante censura tunisina -come l'impedimento al congresso del sindacato locale della stampa e l'oscuramento di svariati siti internet “ostili” al governo- e il disappunto dell'Associazione Nazionale dei Magistrti tunisini per le pressioni fatte dal governo nello svolgimento delle loro assemblee.
La notizia giunge ancor più lieta perchè tra le persone liberate ci sono anche i giovanissimi internauti di Zarzis, i ragazzi che da più di un anno si trovano nel carcere speciale di Sphax condanati a restarci circa 13 anni per aver navigato su di un sito classificato eversivo dal regime tunisino e per cui AMISnet, Lettera22, Il Partito radicale trasnazionale ed il Secolo della rete avevano lanciato una petizione on line per la loro liberazione immediata.
Dalla notizia apprendiamo anche il dato dei reati di opinione nel paese magrebino, che fino ad oggi non aveva mai avuto una quanificazione precisa: praticamente tutti i 1600 detenuti liberati. L'atto presidenziale prende le mosse dalle conclusioni dei lavori della commissione di grazia che ha esaminato 260 domande competenti. “Il presidente Ben Ali ha messo l'accento sulla necessità di far seguito ad una così ampia grazia a detenuti al fine di facilitare il loro rinserimento nella vita sociale e limitare il fenomeno della recidività” annuncia orgoglioso il giornale La Presse, classico esempio di media voce di un governo totalitario.
Tra i liberati del 25 febbraio non c'è invece Maitre Abou, avvocato per la cui liberazione si sono spese più energie in Tunisia, un uomo che per amore del diritto sta scontando tre anni e mezzo di detenzione in condizioni particolarmente dure per reati di opinione e associazione non riconosciuta, come denuncia il Tunisa Monitor Group il cartello di organizzazioni non governative che ha decisono di non spegnere i riflettori sul caso Tunisia.





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