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ZARZIS, CHI MANCA ALL'APPELLO 2/3/06

LIBERI GLI INTERNAUTI DI ZARZIS 27/2/06

CENSURA / L'APPELLO E L'OSCURAMENTO SUI MEDIA ITALIANI 21/12/05

SHIRIN EBADI FIRMA PER ZARZIS 16/11/05

ZARZIS: L'ADESIONE DI CAPPATO E PERDUCA 8/11/05

APPEL URGENT: LIBERER LES INTERNAUTES DE ZARZIS 8/11/05

ZARZIS E GLI ALTRI / ZARZIS AND THE OTHERS /ZARZIS ET LES AUTRES

CENSURA IN TUNISIA, APPELLO PER GLI INTERNAUTI DI ZARZIS

TUNISIE / CENSURE APPEL POUR LES INTERNAUTES DE ZARZIS

FREEDOM FOR THE ZARZIS WEBSURFER

ZARZIS: ENCORE GREVE DE LA FAIM 21/11/05

LIBERI GLI INTERNAUTI DI ZARZIS 27/2/06

Dopo un tira e molla di conferme e smentite, i detenuti di Borj El Amri sono usciti dal carcere alle 14.30 in punto di oggi

Lettera22

Lunedi' 27 Febbraio 2006
La famiglia degli internauti di Zarzis ha confermato la loro liberazione dalle carceri tunisine al Comitato di sostegno la cui portavoce è tra l'altro Térésa Chopin, madre di Omar Chlendi uno dei condannati. Il sito dell'organismo che in questi anni si è battuto per la liberazione dei giovani internauti tunisini titola "Finalmente liberi". La prima reazione in Italia e di Marco Cappato, della segreteria della Rosa nel pugno (il sito radicali italiani, quello di Amisnet e Lettera22 furono oscurati dai tunisini per aver ricordato la vicenda e lanciato un appello per la liberazione): "Non sappiamo quanto sia stato determinante il peso della mobilitazione dell'opinione pubblica. Certo è stato utile perché ha fatto conoscere la realtà tunisina, paese nel quale, nonostante sia apprezzabile il gesto di grande ampiezza della presidenza, si è fatta strada una pesante involuzione sia sul piano dei diritti che su quello del funzionamento istituzionale". Secondo l'agenzia France Press il presidente Ben Ali avrebbe graziato oltre 1600 prigionieri tra cui una settantina di isalmisti, forse un segnale di distensione in un periodo particolarmente caldo per le piazze musulmane. C'è sicuramente un governo, comunque, che malgrado la sua vicinanza geografica e i grandi interessi economici che coltiva in Tunisia, non potrà mettersi all'occhiello il fiore di questa liberazione e di questa apertura: è quello italiano che nell'ottobre scorso, quando a Tunisi si teneva il summit Wsis, ha fatto di tutto per minimizzare le violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime di Ben Ali.





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