Amisnet, Agenzia Radio Comunitaria Campagna Supporto 2005 Amisnet


Presidio contro la guerra a Milano

VIGILIA DIFFICILE PER IL WARGAME DELLA NATO

A TRIESTE DIVISI DA UNA DATA, 1 MAGGIO O 12 GIUGNO?

21 OKTOOBAR, I MISTERI DI MOGADISCIO

CASO BOSIO, LA FARNESINA LO SOSPENDE 8/4/14

MADEINITALY/RANAPLAZA, IL SENATO CHIEDE CONTO 4/4/14

CARO SINDACO TI SCRIVO. I DUBBI SULLA NUOVA MOSCHEA DI MILANO 17/2/14

AL VIA IL "SISTEMA PAESE IN MOVIMENTO" 17/11/13

LA GRANDE MUTAZIONE. AL VIA IL QUINTO SALONE DELL'EDITORIA SOCIALE 31/10/13

ALLA SAPIENZA ASPETTANDO IL 19 OTTOBRE 16/10/13

AMNESTY: DIRITTI AL CENTRO DEL DIBATTITO PARLAMENTARE, MA TRA VECCHI VIZI E TABÙ 27/9/13

MANCONI SUL GIALLO DEL CABLO SHALABAYEVA 21/7/13

ITALIA/KAZAKISTAN, ASPETTANDO ALMA 14/7/13

KAZAKISTAN, MARCIA INDIETRO DEL GOVERNO 13/7/13

ESPULSIONE O RENDITION? LA TRAMA OSCURA DIETRO LA STORIA DI ALMA 11/7/13

ALINA, MILO E GLI ALTRI. GLI INVISIBILI DEI CPT 24/2/06

Nel nuovo rapporto di Amnesty le storie dei "piccoli fantasmi" che transitano nei centri di detenzione per stranieri. Violate le convenzioni internazionali

(nell'immagine di Mario Boccia un bambino di spalle cammina in una città ridotta a uno scheletro dalla guerra. Molti di loro cercano una vita migliore nel nostro paese)

Gaia Vendettuoli

Venerdi' 24 Febbraio 2006

Alina, appena nata. Trascorre la sua seconda settimana di vita in un container circondato dal filo spinato in un centro di detenzione: invisibile. Milo, 4 anni, affetto da una grave malformazione a braccia e gambe. Sbarca a Lampedusa con un uomo e una donna che si dicono suoi genitori: invisibile. John, 16 anni, bambino soldato in fuga dal suo paese, approda sulle coste siciliane senza familiari. Impaurito ed esausto, passa da un centro di detenzione a un altro senza alcuna assistenza, né medica né legale: invisibile. L'elenco è lungo. Lo ha stilato Amnesty International Italia, che ieri a Roma ha presentato il rapporto 'Invisibili. Minori migranti detenuti all'arrivo in Italia'.
Perché 'invisibili'? Risponde Paolo Pobbiati, presidente di AI Italia: “I minori sono le prime vittime del fallimento delle politiche italiane in materia di asilo e immigrazione. Sono resi invisibili dall’assenza di statistiche e dalla generale mancanza di trasparenza dei centri di detenzione, e costretti a vivere, talvolta per lunghi periodi, in condizioni inadeguate. Negli ultimi 5 anni, circa 80.000 tra migranti hanno raggiunto l’Italia via mare e, tra loro, centinaia di ragazzini. Reclusi insieme agli adulti sebbene non vi sia alcuna legge che giustifichi tale procedura, diventata ormai di routine”.
Sono più di 890 le segnalazioni raccolte. Riguardano la presenza di minori, tra il gennaio 2002 e l'agosto 2005, nella maggior parte dei nostri centri di detenzione per stranieri. Numeri che non sono mai stati resi noti dal governo. Ed è proprio alle istituzioni che Amnesty si rivolge. Pur riconoscendo il diritto sovrano degli stati di controllare l'ingresso e l'espulsione dei cittadini stranieri che si trovano sul loro territorio, l'organizzazione s'interroga sul perché questo diritto venga esercitato “al di fuori delle norme e degli standard internazionali sui diritti umani”. In particolare nei confronti dei minori, i più vulnerabili. Senza dimenticare che organizzazioni umanitarie, giornalisti, avvocati e ministri di culto hanno accesso negato ai centri. E che in Italia ancora non c'è una legge organica sul diritto d'asilo che garantisca la necessaria protezione a chi è in difficoltà. “Le nostre richieste in merito sono sistematicamente ignorate o liquidate con toni duri dal ministero degli Interni - dice ancora Poggiati - questo solitamente accade in nazioni come Cina, Cuba o Iran, e il fatto che succeda anche in paesi democratici è fonte di grande preoccupazione”. In Italia, peraltro, non esiste un organismo nazionale di monitoraggio sui diritti umani con accesso illimitato ai luoghi di detenzione, a oltre dieci anni dalla dichiarazione delle Nazioni Unite che ne richiede l’istituzione. E non c'è nemmeno una legge organica sul diritto d'asilo che garantisca la necessaria protezione a chi è in difficoltà.
Altro nodo da sciogliere, per il presidente il presidente della sezione italiana di Amnesty, riguarda i termini dell'accordo firmato tra Italia e Libia nel 2000. Che finora non sono stati resi noti né al pubblico né al Parlamento italiano, e che prevedono, a partire dal 2003, ulteriori intese (sconosciute) tra i ministri dell'Interno dei due paesi. “Risulta ancora - rimarca Poggiati - che il nostro governo abbia finanziato 47 voli charter utilizzati per rimpatriare da Tripoli verso altri stati africani 5.597 persone tra l'agosto del 2003 e la fine del 2004, e stia collaborando alla creazione di centri di trattenimento in territorio libico”. E conclude agguerrito: “Ritengo lecito chiedersi quali garanzie siano state ottenute dal governo italiano sul rispetto dei diritti dei migranti in questi centri, quale legge sarà applicata in essi e come saranno prevenuti ulteriori casi di respingimento”.
Le quasi 900 denunce, inoltre, includono i casi dettagliati di 28 minori non accompagnati, o come preferisce chiamarli la curatrice del rapporto, Giusy D'Alconzo, “soli”, detenuti tra il 2002 il 2005. Quasi tutti fuggivano da paesi dell'Africa sub-sahariana, in cui la situazione dei diritti umani è molto grave, e chiedevano asilo. “Di tutti i centri che abbiamo preso in esame - ha raccontato la curatrice del rapporto, Giusy D'Alconzo - quello in cui hanno transitato più minori tra il 2002 e il 2005 si trova a Lampedusa. Una struttura spesso sovraffollata e oggetto di denunce d'inadeguatezza da parte dello stesso personale di servizio. La distinzione tra centri di accoglienza (cda), centri di permanenza temporanea e accoglienza (cpta) e centri di identificazione (cdi) esiste ancora nelle norme, ma risulta sempre meno comprensibile nella prassi”.
Commenta Andrea Camilleri nella sua bella prefazione al rapporto: “Pietà l'è morta, disse qualcuno nei giorni della guerra di Liberazione. Ma qui, assieme alla pietà, muore anche la dignità dell'uomo”.



Powered by Amisnet.org