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TAGLI ALL'ONU, UN'INTERROGAZIONE AL PREMIER 23/2/06

Pubblichiamo il testo dell'interrogazione parlamentare presentata dal senatore Nuccio Iovene (nell'immagine) sulla vicenda dei tagli all'Onu. E' la prima reazione della politica italiana attarverso un atto parlamentare. Leggi le dichiarazioni del mondo politico italiano alla vicenda

Giovedi' 23 Febbraio 2006

Interrogazione a risposta scritta
Iovene. - Al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro degli Affari Esteri, al Ministro delle Finanze. – Premesso:

- che in questi anni vi è stata una costante riduzione dei fondi governativi da destinare all'Aiuto Pubblico allo Sviluppo che hanno portato il nostro Paese all'ultimo posto, in termini percentuali rispetto al Pil, nella classifica dei donatori internazionali (Paesi OCSE);

- che, con i tagli nell'ultima finanziaria, il nostro Paese destina per il 2006 lo 0,1 %. di Pil per gli aiuti allo sviluppo;

- che oltre a tale riduzione dei fondi governativi da destinare all'Aiuto Pubblico allo Sviluppo si deve registrare quello alle organizzazioni internazionali legate all'ONU;

- che, secondo quanto riportato da "Il Manifesto", il 16 febbraio scorso la Farnesina ha approvato una delibera nella quale oltre a decurtare della metà il tradizionale bilancio dei "contributi volontari" agli organismi internazionali ha deciso che ad Acnur, Unicef, Fao, Undp e Oms non andrà nemmeno un euro;

- che, sempre secondo quanto riportato dal quotidiano, i finanziamenti licenziati dal nostro Ministero degli Esteri riguarderebbero organismi internazionali minori quali Undesa, Oil, Unodc, Unido, Pam, Ipgri, Unccd e Unssc, organismi "casualmente" a forte presenza italiana;

- che all'ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (Unodc, diretta dall'italiano Antonio Maria Costa, sono stati stanziati 4 milioni di euro; che all'Ufficio per la Promozione Industriale (Ipo), diretto dalla Signora Diana Battagia moglie del Ministro della Funzione Pubblica ed ex sottosegretario agli Esteri Mario Baccini, andranno 2,5 milioni di contributo; 5 milioni di euro andranno all'Istituto Italo latino americano il cui vicepresidente è Luca Simoni ex consigliere di Baccini; 9 milioni di euro (il finanziamento maggiore) andranno all'Undesa dove Gherardo Casini dirige a Roma l'Ufficio delle risorse umane per la Cooperazione Internazionale; 8,5 milioni andranno inoltre all'Unssc, la scuola ONU di Torino collegata all'Ilo (ufficio Internazionale del Lavoro);

considerato

- che in questo modo l'Italia rinuncia al tradizionale peso politico in seno alle grandi agenzie del sistema ONU rinunciando così ad avere voce in capitolo nei board internazionali dove si decidono le politiche delle singole agenzie e dove il negoziato si fa a partire dal proprio peso economico;

- che, inoltre, questo disimpegno fa sì che l'Italia perda anche il suo peso per le nomine all'interno del sistema ONU;

- che i "contributi dell'Italia" negli anni scorsi si aggiravano intorno ai 100 milioni di euro mentre la finanziaria 2006 li ha ridotti a 52;

si chiede di sapere

- se risponde al vero quanto riportato nei giorni scorsi dalla stampa;

- se il Governo con il mancato finanziamento alle agenzie dell'ONU sia consapevole del danno arrecato alla credibilità internazionale del nostro Paese, considerando anche che in questo modo si realizzerebbe un precedente che non ha memoria nella storia della nostra Repubblica e che sarebbe, per un paese che siede al tavolo delle nazioni maggiormente industrializzate, assai discutibile;

- se non si ritenga, qualora siano confermate queste notizie, di rivedere i contenuti della delibera del Ministero degli Esteri ripristinando i finanziamenti previsti ed in parte già promessi.




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