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VIGNETTE BLASFEME, DUE MORTI IN PAKISTAN 14/2/06

Due morti a Lahore, violenze a Islamabd. I partiti islamisti si preparano per una grande manifestazione anti americana il 3 marzo. Per l'arrivo di Bush
(Nell'immagine il presidente Misharraf)

Lettera22

Martedi' 14 Febbraio 2006

Chissà che non fosse una prova generale la battaglia che oggi, tra Islamabad e Lahore, ha fatto riemergere gli incubi mai sopiti di una resurrezione in grande stile dei fantasmi dell’islam radicale pachistano, che dall’epoca della guerra in Afghanistan aveva visto diminuire le proteste e le violenze in piazza. Una prova generale per lo sciopero che i partiti islamisti hanno convocato per il 3 marzo, mese in cui Gorge Bush dovrebbe visitare il paese.
La giornata si è conclusa con due vittime e oltre 40 feriti. Le forze di sicurezza a Lahore, dopo aver tentato di lasciar correre per non inasprire la tensione, hanno poi cambiato idea quando le manifestazioni si son fatte violente e pericolosamente vicine agli obiettivi con insegne occidentali, alcune dei quali sono stati colpite. La causa scatenante sono ancora una volta le vignette blasfeme (che in realtà con l’America non hanno nulla a che vedere visto il bassissimo profilo scelto da Washington e dalla stampa Usa) ma questa volta di spontaneo c’era probabilmente poco. Per i partiti islamisti pachistani, che governano in due province (in una delle quali senza nemmeno aver bisogno di una coalizione) è il momento di giocare il tutto per tutto. Musharraf e la sua linea morbida e filo occidentale sono in difficoltà anche perché il paese, benché l’economia non vada male, stenta a uscire dalle secche di una povertà alimentata dall’instabilità politica, dalle spinte autonomiste sulla frontiera occidentale e dalle guerre settarie tra sciiti e sunniti, l’ultima delle quali ha provocato oltre trenta vittime in uno scenario di faide tra gruppi radicali che ha portato il bilancio degli incidenti negli ultimi sei anni a oltre 2mila vittime.
A islamabad circa 500 studenti hanno marciato sul quartiere diplomatico per raggiungere le cancellerie dei paesi nordici ma la polizia li ha tenuti a distanza coi gas. I dimostranti, che hanno fracassato qualche vetrina, chiedevano l’espulsione dei diplomatici europei. Poca cosa rispetto a quanto successo a Lahore dove i manifestanti erano alcune migliaia e ad un certo punto sono iniziati i colpi d’arma da fuoco che, stando alla versione ufficiale, sono stati sparati dalle guardie che presidiavano una banca. Sono le prime vittime pachistane della guerra delle vignette e il tragico bilancio di ieri non può che portare acqua al mulino della Muttahida Majlis-i-Amal (Mma), la coalizione di cinque partiti islamisti in rotta col governo di Musharraf.
Il generale presidente per altro va avanti per la sua strada. Una delle quali, tra l’altro, non piace affatto agli alleati americani. Si tratta del doloroso affaire del gasdotto che dall’Iran dovrebbe portare energia all’India via Pakistan. Un progetto che raffredda la tensione tra Islamabad e Delhi, che piace alla Cina (dovrebbe proseguire forse via Birmania) ma che incontra, per ovvi motivi, la resistenza di Washington. Proprio ieri Musharraf ha reiterato il suo appoggio al progetto: “Il Pakistan ha bisogno di gas e se l’Iran lo vuole vendere andremo avanti”, ha detto Musharraf a un gruppo di giornalisti asiatici e americani. Nel toccare diversi argomenti (dal rapporto con l’India alle vignette blasfeme passando per la crisi nel Belucistan) Musharraf ha però voluto sottolineare l’apporto che gli americani potrebbero dare alla causa della pace in Kashmir. Una (relativa) novità, visto che i pakistani sinora avevano semmai riposto soprattutto nell’Onu le carte per una possibile mediazione di terzi.
Musharraf ha toccato anche il tasto del terrorismo sostenendo che la guerra ai gruppi residuali integralisti va avanti e che da questo lato con gli americani tutto va bene, salvo la famosa vicenda mai chiarata dei 13 morti nel raid degli aerei invisibili inviati dall’Afghanistan per colpire Al Qaida. Ha sorvolato sul fatto che nei giorni a seguire ve ne sono stati altri. Sa che questo è uno degli argomenti preferiti della Mma per dar fuoco alle polveri.



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