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LA COOPERAZIONE, LA SINISTRA E LE MANGUSTE DEL CINI 13/2/06

Il Centrosinistra promette fondi e un ministero che applichi gli obiettivi del Millennio. Invitati dalle Ong internazionali i politici dell'Unione confermano quanto scritto nel programma. E si spingono anche più in la

(nell'immagine una mangusta: animaletto piccolo ma agile e astuto)

Emanuele Giordana

Lunedi' 13 Febbraio 2006


Al pescatore malese San Nila Utama devono essere fischiate le orecchie. Per questo nostro immaginario uomo dei mari del Sud, ricchi di perle e petrolio e solcati dai pescherecci giapponesi, dev’essere stato un fischio lungo e forte di quelli che non sentiva da un pezzo. Una specie di urlo come nel film di Jerzy Skolimowsky, in grado di farti ruzzolare in terra obnubilato. E il fischio, o l’urlo, giungeva dal Belpaese. Si perché stamattina, nell’anno del Signore 2006 alla data del 13 febbraio, il centrosinistra italiano ha proclamato, sostanzialmente all’unisono, che il suo futuro governo intende sborsare per la cooperazione allo sviluppo qualcosa come 4 o 5 miliardi di in più rispetto ai due che vengono assegnati adesso dalla Finanziaria Tremonti.
L’Unione ha scritto nel suo programma che intende “progressivamente” arrivare dallo 0.1% del Pil allo 0,7. E se progressivamente vi pare troppo vago, Cristina De Luca della Margherita ha spiegato che entro il 2015 si arriverà allo 0,5%. La data non è proprio dietro l’angolo ma, davanti a un’attenta platea di professionisti della cooperazione, leader politici, esperti e giornalisti (invita sei politici in campagna elettorale a un qualsiasi appuntamento e finalmente otterrai un po’ di audience), nessuno ha detto “no” alla richiesta che Marco de Ponte, direttore di ActionAid, ha fatto con molta chiarezza: “Siete disposti a sborsare 2,5 miliardi in più nella prossima finanziaria”?
Per stanare la politica, il tranello è stato architetta ad arte da sei grosse Ong internazionali, raccolte da qualche anno sotto il cappello del Cini, il coordinamento del network dei colossi internazionali della solidarietà presenti nel nostro paese. Che mentre presentavano un sondaggio , che tra l’altro chiariva come per l’italiano medio l’aiuto allo sviluppo sia un tema d’interesse, è riuscito a richiamare tutto il centrosinistra o quasi (assenti la Rosa nel pugno, Comunisti italiani e Udeur). Lasciando al povero Gasparri l’onere e l’onore di rappresentare il centrodestra cui, viene da pensare, della cooperazione e della solidarietà deve importare piuttosto pochino (forse ritenendo – a torto- che siano argomenti solo di sinistra).
Probabilmente un po’ stanche di veder disertate le conferenze stampa in cui si lamenta il taglio dei fondi piuttosto che una siccità qui e un terremoto là, le sei manguste del Cini (ActionAid, Save the Children, Amref, Terre des Hommes, Cbm, Wwf) hanno pensato bene di accalappiare due piccioni con una fava: i politici, che la campagna elettorale rende di solito più generosi in fatto di promesse e apparizioni. E giornali e tv che, finalmente in grado di riempire di contenuti nazionalpopolari l’ennesimo richiamo delle ong, sono riuscite a convincere i loro direttori e capi desk che, se c’erano Bertinotti, Fassino e Gasparri (che per primi han dato l’adesione) ben valeva la pena di spendere 3 minuti di servizio per far dire loro la propria. Fassino per la verità non c’era, ma con giustificazione. Ha infatti incontrato poi i responsabili del Cini e confermato tutto quanto detto da Ranieri.
L’avvio del dibattito è stato lanciato, come vuole ogni buona regole di marketing, appunto dal sondaggio, che conteneva alcune notizie sugli orientamenti italici in materia di lotta alla povertà. Tra queste, che otto italiani su dieci vorrebbero vedere chiaramente espressi nei programmi elettorali ciò che i partiti intendono fare o non fare in questo campo. Per molti sono notizie note o facilmente arguibili, se mai si è avuta l’occasione di passare un pomeriggio vicino al fax di Msf, per citare una grossa ong a caso (che non c’era). Ogni dieci minuti squilla e arriva un vaglia. Insomma gli italiani hanno buon cuore da vendere (si veda la velocità tsunamica degli sms per l’onda del dicembre 2004), pare loro che i governi facciano poco, sarebbero probabilmente disposti a barattare la legge sul porto d’arma testè promulgata con una riforma della nostra politica di aiuto allo sviluppo.
La sinistra terrà fede alle promesse?
Come sarà il futuro solidale della sinistra l’Unione lo spiega in 4 delle 282 pagine del programma (che si può leggere qui), il che è un inizio promettente dopo che le due ultime legislature non sono riuscite a produrne nemmeno una, visto che né sinistra (relatore il verde Boco), né destra (relatore il leghista Provera) hanno mai fatto arrivare in porto la legge di riforma della cooperazione, altrimenti nota come la “49” (del 1987).
La parola magica che oggi aleggiava è stata "ministero per la cooperazione", che la vulgata ha già tradotto, parafrasando l’intervento di Bertinotti (uno dei più interessanti e articolati con quello di Martone per altro), in “Ministero contro la povertà (sigla che ci si augura non venga adottata). Rifondazione è d’accordo e i verdi pure. Ds e Margherita sono più cauti e si sono richiamati a quell’ "autorità politica chiaramente definita" che, non essendo stata ancora definita (almeno nel programma), lascia le cose un po’ in forse.
Gasparri ha proposto invece che l’Italia chieda di poter sforare il famoso tetto del 3% o, in altre parole (lo ha spiegato meglio Ranieri) che non si contino nel budget i quattrini dati in cooperazione. Una buona idea se non fosse che per Gasparri, un ministro, un sottosegretario, un delegato speciale che sia, sempre dovrebbe vedersela, più che con la Farnesina, con la presidenza del consiglio. Insomma una delega ad hoc ma, per la destra, sempre ben vicina alle stanze di chi governa.
A far la tara degli interventi è chiaro che qualcosa si muove. Almeno a sinistra.
Le manguste però aspettano al varco. Son animali simpatici ma astuti. Hanno già prenotato una pagina (a pagamento) sul Corsera in cui daran conto di tutte le promesse. Quanto alla resa dei conti si vedrà.



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