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RATZINGER: NO ALLE CROCIATE 9/2/06

Appello del papa al dialogo, mentre è confermato il suo viaggio in Turchia a novembre 2006. Proseguono le indagini sull'omicidio di don Santoro. Domani i funerali nella Basilica di San Giovanni a Roma

Mimmo De Cillis

Giovedi' 9 Febbraio 2006

Non si è lasciato certo trascinare nel grottesco appello alle nuove crociate, lanciato dal ministro Calderoli: ieri Benedetto XVI, nella consueta udienza del mercoledì nell’aula Paolo VI, ha invece preferito ispirarsi al suo predecessore Benedetto XV, che nel 1917 definì la guerra “inutile strage” e “suicidio dell'Europa civile”. Papa Ratzinger ha infatti auspicato che “il sacrificio di don Andrea Santoro contribuisca alla causa del dialogo fra le religioni e della pace tra i popoli”.
“Proprio in questi giorni – ha raccontato il pontefice – mi è giunta una sua bella lettera, scritta il 31 gennaio scorso insieme alla piccola comunità cristiana della parrocchia Sancta Maria in Trebisonda”. Il testo, pubblicato oggi dall’Osservatore Romano, invita il papa a visitare il “piccolo gregge” dei cattolici in terra turca. Un invito che, è ormai ufficiale, il papa ha accettato e che – pur negli slalom diplomatici necessari per non urtare le posizioni del governo turco e la sua disputa con il Patriarca ecumenico Bartolomeo – si tramuterà in viaggio il 29 e 30
novembre 2006, per la festa di Sant’Andrea. Il santo caro all’Ortodossia (come Pietro e Paolo per i cattolici) sarà dunque un’occasione in più per ricordare il missionario romano.
Proseguono intanto gli interrogatori del giovane O.A. il sedicenne arrestato dalla polizia turca, che avrebbe confessato l'omicidio. Ieri il suo avvocato Mahya Usta ha negato che il giovane sia stato incoraggiato da un gruppo segreto di estremisti
islamici, come scritto dal quotidiano turco Aksam. La ricostruzione dell’altro giornale turco Vatan definisce invece il giovane “piccolo Ali Agca” e parla di contatti con la formazione dei “Lupi grigi”. Il padre del ragazzo ha confermato che il figlio frequentava il caffè “Aktif”, nel centro di Trabzon dove, secondo gli inquirenti, potrebbe aver conosciuto personaggi legati a gruppi nazionalisti-fondamentalist, aggiungendo poi che il giovane ragazzo era in cura da uno psicoterapeuta “per questioni adolescenziali”. Sulla vicenda non ancora c’è chiarezza: da un lato, date le dichiarazioni del giovane, sembra prender corpo la pista islamica, fortemente negata da Ahmet Bulut, gran mufti della provincia di Trabzon. Il possesso di una pistola (due colpi sparati alla schiena, secondo l’autopsia compiuta ieri a Roma) fa pensare invece a contatti con la criminalità organizzata. A gettare ulteriore fumo negli occhi vi sono alcune indiscrezioni rese note dalla Cnn turca, che cita fonti di polizia: lo studente liceale dice di aver ricevuto 100 dollari dal sacerdote italiano ogni volta che partecipava alla funzione religiosa, e di essersi adirato con lui perché Santoro, a un certo punto, si sarebbe rifiutato di “pagarlo”. Una versione che ha provocato la decisa reazione di mons. Padovese, il vescovo dell’Anatolia: “E’ il tentativo di gettare fango su don Andrea e di depistare le indagini”, ha detto, anche perchè “don Santoro non aveva tanto denaro: anzi ero io a dargli il necessario per andare avanti”.
E’ pur vero che all’interno dello stesso mondo cattolico si registra un pluralismo di interpretazioni (specchio, d’altronde, delle diverse anime), con tentativi di piegare il significato della morte del missionario, e la sua eredità spirituale, a posizioni preconfezionate. L’agenzia cattolica Asianews lancia strali su quanti minimizzano la pista islamica, magari per ragioni di opportunità politica, guardando
all’ingresso della Turchia nella Ue. E giunge perfino a negare che il sacerdote sia stato un uomo di dialogo, ricordando invece la sua “chiara identità cristiana”. Dimenticando, però, che don Andrea si ispirava alla spiritualità di Charles de Foucauld (proclamato beato) che, proprio in nome del Cristo, desiderava farsi “fratello universale” dei tuareg nel deserto, visse e morì fra costoro, senza operare conversioni.
Oggi, intanto il feretro di don Andrea Santoro giunto a Roma, sarà portato nella Chiesa dei Santi Fabiano e Venanzio. Qui verrà allestita la camera ardente che
resterà aperta tutta la giornata e anche la notte. Domattina alle 10 sarà trasferito nella Basilica di san Giovanni in Laterano, per le esequie presiedute
dal cardinale Camillo Ruini. Poi la tumulazione nel cimitero dei parroci di Roma, al Verano.



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