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CARO GAS, QUANTO CI COSTI (scheda) 3/1/06

Col calo della pressione al rubinetto del gas nazionale, l’Italia si ritrova come sempre a fare i conti con la sua fame di energia e dunque con la dipendenza dall’estero che incide in maniera fortissima sull’economia del paese e che vede nelle nostre condizioni pochi altri paesi europei. Inoltre, ogni volta che si parla di consumi in crescita riscoppia la mai sopita polemica sul nucleare
(nell'immagine un disegno satirico di C.Laranjeira)

Lettera22

Martedi' 3 Gennaio 2006

Quanta energia consumiamo:
il consumo nazionale di gas naturale si è attestato a 80,7 miliardi di metri cubi. La domanda di energia complessiva (petrolio, gas, elettricità) è però in crescita: se nel 1995 la sudditanza dagli approvvigionamenti esteri per le fonti energetiche era pari all'81%, secondo le stime dell'Enea, la dipendenza e' andata aumentando progressivamente all'83,6% nel 2001 e oltre l’80% negli ultimi anni

Le riserve:
secondo il ministero delle Attività produttive Le riserve di gas in Italia ammontano a 12,6 miliardi di metri cubi. 7,5 mld è il volume di gas immagazzinato dalle aziende e di loro proprietà, a cui vanno aggiunti 5,1 mld di metri cubi di stoccaggio strategico dello stato.

Da chi dipendiamo:
le importazioni di energia che coprono attualmente oltre l'84% del fabbisogno nazionale sono abbastanza diversificate ma il 94% del petrolio e oltre l'80% del gas necessari a far fronte alla domanda nazionale arrivano dall’estero. Il gas proviene dalla Russia ma anche da Algeria, Olanda, Norvegia, Gran Bretagna (ieri mattina abbiamo comprato anche in Austria). Il petrolio viene soprattutto dalla Libia. Nel 2004 le importazioni di gas dalla Russia sono state pari a 23,6 miliardi di metri cubi, dall'Algeria 25,6, dall’Olanda 8,1, 5,2 dalla Norvegia 1,1 dalla Gran Bretagna e altri 4 da altri. Quanto all’energia elettrica, un quinto del fabbisogno arriva da Francia, Svizzera e Austria

Quanto incide la crisi ucraina:
secondo i dati diffusi dall'Eni ieri sono venuti meno dalla Russia 18 milioni di metri cubi di gas sui 74 richiesti, con un calo del 24% dell'import e un impatto del 6% sul totale

Quanta energia produciamo:
la produzione nazionale è di circa 13 miliardi di metri cubi, pari al 15% circa delle nostre necessità. Nel sottosuolo ci sarebbero però oltre 170 miliardi di metri cubi e secondo stime dell'Assomineraria vi sarebbero riserve potenziali fra i 100 e i 200 miliardi (Alto Adriatico, Val Padana etc)

Le fonti alternative:
sono le cosiddette fonti rinnovabili di energia. Si tratta soprattutto del settore idroelettrico, alimentato dalle centrali poste sulle dighe. In piccolissima parte eolico, geotermia, biomasse

Il futuro energetico italiano:
il gas, in Italia,dovrebbe scalzare il petrolio nella produzione di elettricità entro il 2015 diventando la principale fonte energetica e coprendo oltre il 40% del totale dei consumi energetici nazionali. La dipendenza energetica dall'estero per il gas aumenterà. Ecco perché la crisi ucraina è un campanello d’allarme

Nuclearisti e non:
contrariamente ad altri paesi europei (come la Francia da cui compriamo elettricità prodotta dall’atomo) il sistema energetico italiano ha fatto una scelta contraria al nucleare, bandito dalle nostre centrali dopo il referendum abrogativo del 1987. Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna continuano invece a coprire una quota consistente del loro fabbisogno energetico con l'energia atomica (Londra ha in mente un’espansione del settore) anche se in tutti questi paesi vi sono forti movimenti “verdi” contrari all’atomo

Chi sta peggio di noi:
in fatto di dipendenza energetica Irlanda, Portogallo e Lussemburgo.




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