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USA-MESSICO, IL CONGRESSO PENSA A UN MURO DI FRONTIERA 19/12/05

Con 239 voti a favore e 182 contrari, la Camera dei rappresentati statunitense ha approvato un disegno di legge per costruire un muro di mille km lungo la frontiera con il Messico. Bisogna attendere il voto del senato, in programma a febbraio, per sapere se le nuove misure diventeranno legge.

(nella foto, tratta dal sito msnbc.msn.com, la barriera già esistente nella città di Nogales, in Messico)

Gabriele Carchella

Lunedi' 19 Dicembre 2005
Un altro muro potrebbe sorgere lungo una delle frontiere più calde del pianeta. Per dividere due culture e due mondi diversi, anche se vicini. Questa volta non siamo in Medio Oriente, ma sul confine tra Stati uniti e Messico. Con 239 voti a favore e 182
contrari, la Camera dei rappresentati statunitense ha approvato un disegno di legge per costruire un muro hi-tech di mille km lungo la frontiera con il Messico.
Una linea che taglia il continente americano per 3.220 km, dove già esiste una barriera di rete metallica tra San Diego e Tijuana. I deputati Usa non guardano solo
a sud: hanno anche ordinato uno studio di fattibilità per la costruzione di un muro al confine con il Canada. Il pacchetto di norme dispone anche l’impiego di esercito e polizia contro l’immigrazione illegale e controlli più severi per i datori di lavoro che impiegano immigrati. Bisogna attendere il voto del senato, in programma a febbraio, per sapere se le nuove misure diventeranno legge. C’è insomma il rischio di una svolta senza precedenti nella politica di sicurezza americana, anche se, per gli analisti, la legge così com’è ha poche possibilità di essere approvata dal senato. Nonostante ciò, i suoi sostenitori puntano a raccogliere consensi tra gli elettori di frontiera e a rimandare sine die la discussione per la legalizzazione degli immigrati clandestini.
L’obiettivo delle nuove disposizioni è di rendere impenetrabili le frontiere per tutti i disperati che ogni anno cercano di attraversarle illegalmente in cerca di fortuna. Del resto, il problema dell’immigrazione illegale messicana negli Stati uniti ha assunto proporzioni impressionanti. Secondo la Bbc, sono circa 10 milioni i messicani residenti negli Usa, quattro milioni dei quali illegali, su un totale di 11 milioni di immigrati clandestini. Per le autorità di frontiera Usa, ben 415 persone sono morte tra il 1 gennaio e il 30 settembre di quest’anno mentre cercavano di attraversare il confine Usa-Messico. Un triste record che batte il precedente di 383 morti registrato nel 2000. La frontiera, lamentano gli Usa, non è frequentata solo da poveri disperati, ma anche dai narcotrafficanti, che hanno concentrato le loro operazioni nella città messicana di Nuevo Laredo, poco distante dalla quasi omonima Laredo, in territorio Usa. Solo quest’anno, i cartelli della droga sono considerati responsabili di 140 omicidi. Non è un caso, quindi, che i lavori per la barriera, se verrà approvata dal senato, cominceranno proprio nel tratto che divide le due città gemelle. L’ipotesi del muro di separazione ha mandato su tutte le furie il presidente messicano Vicente Fox, che l’ha definita “una vergogna” surriscaldando la polemica. Rispondendo alle critiche di Fox, il deputato repubblicano dell’Arizona J. D. Hayworth lo ha invitato poco diplomaticamente a “starsene zitto”, aggiungendo che “la vera vergogna è che, come presidente del Messico, non faccia nulla per diminuire questa invasione”. Alla barriera si oppongono con forza anche la Chiesa cattolica, le camere di commercio, i sindacati e, naturalmente, le organizzazioni per la difesa degli immigrati. Tra le disposizioni più contestate, quella che trasforma la residenza illegale negli Usa da reato civile a reato penale e l’accesso limitato ai tribunali per chi vuole opporsi agli ordini di espulsione. Alcune delle principali organizzazioni latine hanno scritto una lettera al presidente Usa George W. Bush per esprimere la loro “straripante delusione” per l’appoggio dato dalla Casa Bianca alle nuove misure. Sul provvedimento sono divisi gli stessi deputati Usa, sia in campo democratico che repubblicano. C’è chi,
come il repubblicano Thomas Tancredo, si augura che “torneranno a casa a milioni”, ma non mancano coloro che giudicano le nuove misure inefficaci perché affrontano solo un aspetto del problema, la sicurezza, trascurando tutti gli altri. Il giro di vite sull’immigrazione poteva essere ancora più duro: dopo il dibattito, la norma che negava la cittadinanza americana ai figli degli immigrati illegali non è stata però inclusa nel progetto di legge. Per contro, nel documento non c’è traccia del programma per i “lavoratori ospiti” caldeggiato dallo stesso Bush. Secondo i deputati costituirebbe un’amnistia di fatto.

Questo articolo è apparso sul Manifesto



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