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PENA DI MORTE: COMMISSIONE DIRITTI UMANI ONU DICE SI A MORATORIA 24/4/03

24 voti a favore 10 astensioni e 18 contrari. Con questi numeri è stata approvata per il settimo anno consecutivo dalla Commissione diritti umani dell’ONU a Ginevra la risoluzione per la moratoria delle esecuzioni capitali e l’abolizione della pena di morte

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Giovedi' 24 Aprile 2003
Con 24 voti a favore 10 astensioni e 18 contrari è stata approvata per il settimo anno consecutivo dalla Commissione diritti umani dell’ONU a Ginevra la risoluzione per la moratoria delle esecuzioni capitali e l’abolizione della pena di morte.
Algeria è assente. Lo ha comunicato oggi l'associazione abolizionista Nessuno Tocchi Caino.
L’iniziativa, promossa in sede ONU da Nessuno tocchi Caino dal 1994, è stata incardinata nel 1997 dal Governo italiano alla Commissione diritti umani e dal 1999 assunta e promossa dall’Unione Europea. Quest’anno è stata la Grecia, Presidente di turno dell’UE a presentare il testo abolizionista.
La risoluzione approvata oggi è più forte nei contenuti rispetto alle precedenti e ha avuto il sostegno record di 75 co-sponsors. Sono fatti che aprono nuove speranze per i condannati a morte di tutto il mondo, in particolare per quelli senza volto e senza nome, nei bracci della morte dei paesi totalitari e illiberali come Cina, Cuba, Iran ed Arabia Saudita.
Fondamentale ricordare che hanno sottoscritto per la prima volta la risoluzione paesi che hanno recentemente abolito la pena di morte come la Turchia, la Costa d’Avorio, East Timor e Serbia e Montenegro a conferma del positivo trend abolizionista a livello internazionale. Da rilevare anche le adesioni giunte per la prima volta a Ginevra su questo testo abolizionista dalle Djibuti, Seychelles, Palau, Guinea Bissau, Papua Nuova Guinea.
Dopo 7 anni di approvazione in Commissione diritti umani - ricorda l'associazione abolizionsita - , con un numero record di co-sponsor è tempo per l’Italia di portare a compimento la campagna per la moratoria ONU delle esecuzioni capitali con un pronunciamento solenne della prossima Assemblea Generale dell’ONU in coincidenza con il semestre italiano di presidenza dell’UE che si sta per aprire.






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