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ZARZIS, CHI MANCA ALL'APPELLO 2/3/06

LIBERI GLI INTERNAUTI DI ZARZIS 27/2/06

CENSURA / L'APPELLO E L'OSCURAMENTO SUI MEDIA ITALIANI 21/12/05

SHIRIN EBADI FIRMA PER ZARZIS 16/11/05

ZARZIS: L'ADESIONE DI CAPPATO E PERDUCA 8/11/05

APPEL URGENT: LIBERER LES INTERNAUTES DE ZARZIS 8/11/05

ZARZIS E GLI ALTRI / ZARZIS AND THE OTHERS /ZARZIS ET LES AUTRES

CENSURA IN TUNISIA, APPELLO PER GLI INTERNAUTI DI ZARZIS

TUNISIE / CENSURE APPEL POUR LES INTERNAUTES DE ZARZIS

FREEDOM FOR THE ZARZIS WEBSURFER

ZARZIS: ENCORE GREVE DE LA FAIM 21/11/05

CENSURA / L'APPELLO E L'OSCURAMENTO SUI MEDIA ITALIANI 21/12/05

Chi ne ha parlato

Aggiornamento del

Mercoledi' 21 Dicembre 2005

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AMISnet 21/12705 ZARZIS: DOPO LA PETIZIONE IN ARRIVBO UN DOSSIER

L'ennesimo caso di censura telematica nel paese del presidente Ben Ali permette di fare il punto sulla sottoscrizione per la liberazione delgi Internauti di Zarzis, il piccolo gruppo di giovani tunisini incarcerati per aver "navigato" su di un sito ostile al governo della vecchia Cartagine.
Il sito gennarocarotenuto.it dello storico Gennaro Carotenuto, risulta oscurato dalla Tunisia. Carotenuto aveva pubblicato nel settimanale Brecha di Montevideo, un articolo sul Summit sulla comunicazione di Tunisi e l'articolo fu ripubblicato sul suo sito personale. Questa settimana, dopo una serie di verifiche in Tunisia, si è potuto confermare che il sito è tra quelli censurati in tutto il paese nordafricano. Nell'articolo per il settimanale uruguayano, per il quale vengono originariamente pubblicati gli articoli dello scrittore Eduardo Galeano, visionabile dal resto del mondo a questo indirizzo si denunciava la dittatura filoccidentale di Ben Alì e si richiamava l'attenzione sui 700 prigionieri politici detenuti nel paese, le violazioni di diritti umani e la libertà di comunicazione e sul caso dei ragazzi di Zarzis condannati a pesanti pene detentive per utilizzare Internet. Durante il summit vari siti italiani e internazionali furono oscurati. Tra questi Lettera22 e Amisnet.
I primi di ottobre del 2005 Amisnet, Lettera 22 ed Il secolo della Rete hanno lanciato una petizione per liberare gli Internauti di Zarzis, accusati dal governo tunisino di complotti terroristici e condannati dalla magistratura.
Per i primi mesi dell'anno nuovo, 2006, la petizione verra' presentata all'ambasciata magrebina e al ministero degli affari esteri italiano; contemporaneamente sara' dato alle stampe un dossier sulla liberta' d'informazione in Tunisia dove verranno pubblicati anche alcuni dei commenti dei sottoscrittori della petizione (L.A.).

Amisnet



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Equilibri.net 23/11/05

Tunisia: tra denunce e proteste si è svolto il Summit ostico per il Presidente Ben Alì

La vigilia del Summit Mondiale delle Nazioni Unite sulla Società dell'Informazione (WSIS) è stata movimentata. Tanti gli interrogativi e tante le contestazioni legate, più che hai temi ed all’importanza dell’appuntamento, alla sede di quest’ultimo, la Tunisia appunto. L’attenzione internazionale ha portato alla luce gravi violazioni in fatto di libertà.

Giandomenico Pumilia

La Tunisia oggi presenta dei dati statistici che potrebbero farlo apparire come un modello per il continente africano. I buoni livelli di sviluppo sia dal punto di vista sociale che da quello economico mostrano un Paese in crescita costante aiutato anche dai sempre più intensi rapporti con l’UE, che vedono il governo di Tunisi sempre più impegnato ad ottenere uno status privilegiato nei confronti degli altri Stati del Maghreb. L’aspettativa di vita per i circa 10 milioni di tunisini, ad esempio, è molto vicina ai livelli europei. Le dolenti note giungono analizzando lo stato reale del processo di democratizzazione interna, che vede la Tunisia in grave ritardo.

Ben Ali vittima della sua stessa politica

Il Presidente Zine El Abidine Ben Ali, riuscito a farsi eleggere per la quarta volta lo scorso anno dopo una contestata modifica della Costituzione, non sembra essere disposto a cedere sul terreno della libertà d’espressione e sui diritti umani. E a rendergli difficile il compito è arrivato il Summit appena conclusosi, che lo ha reso bersaglio di pressioni e contestazioni provenienti da più parti.
Negli anni Ben Ali si era distinto per un programma di ammodernamento e di sviluppo che passava proprio dall’informatizzazione e da Internet. La Tunisia fu il primo dei paesi africani a collegarsi a internet nel 1996 e l’obbiettivo era quello di costruire il futuro del piccolo Stato maghrebino sulle possibilità informatiche. Invertire la rotta dell’emigrazione, passando dalla manovalanza da mandare in Europa ai tecnici da far lavorare a Tunisi.
Il sogno di Ben Ali, in un certo senso, si è avverato, anche se la Tunisia è ben lontana dall’essere l’incubatrice della società dell’informazione in Africa. Ben Ali ha fatto della Information Technology il suo cavallo di battaglia: un milione di computer dentro le case tunisine entro il 2009, è per esempio l’oggetto di uno dei suoi più recenti slogan; il progetto del “computer familiare”, venduto a prezzi più bassi e con discrete agevolazioni di pagamento. inoltre, vanno ricordati i centri di alfabetizzazione informatica per bambini, i 300 internet-cafè pubblici, gli e-caravan per far conoscere il computer nelle zone più remote del paese, gli attuali 800 mila utenti di internet, i collegamenti dentro scuole, biblioteche, uffici pubblici e presso i parchi tecnologici.
Paradossalmente, oggi le insidie più pericolose per il governo provengono proprio dalla rete e dalla possibilità di organizzazione e comunicazione che concede ai dissidenti ed oppositori del governo tunisino. Infatti tra i fatti più gravi verificatesi in Tunisia negli ultimi anni, si annovera l’arresto e la condanna al carcere di 9 ragazzi internauti della cittadina di Zarsis accusati di avere prelevato da internet materiale sovversivo e di avere cercato il contatto con Al Qaeda. Il processo, che non ha provato l’accusa, li ha condannati in primo grado a 19 anni di carcere e in appello, nell’aprile del 2004, a 13 anni.

WSIS e numerose violazioni a margine

Dal 16 al 18 novembre a Tunisi si è tenuto il WSIS ed il clima che si è registrato alla vigilia non è stato dei migliori. Numerose sono state le iniziative e le prese di posizione da parte delle associazioni che si ergono a difesa della libertà di espressione e dei diritti umani. Del resto una delle novità del Summit di quest’anno è il suo approccio multistakeholder, che ha incluso, oltre ai governi, anche il settore privato e la società civile organizzata, nella direzione di una maggiore democratizzazione voluta in primis dall'Onu. Ma pur rimanendo per molti versi ancora una partecipazione virtuale, questa apertura rimane comunque un'opportunità importante per le organizzazioni della società civile di impegnarsi criticamente, confrontandosi e facendo pressione diretta su governi e settore privato.
Il Tunisia Monitoring Group (TMG), un gruppo composto da 13 associazioni appartenenti all’International Freedom of Expression Exchange (IFEX), la rete che raggruppa le principali associazioni impegnate nei vari paesi del mondo nel campo della libertà di espressione, ha lanciato un nuovo rapporto dettagliato sullo stato della libertà di espressione nel quale si descrive la situazione paradossale in cui si trova la Tunisia, che ha ospitato il Summit, ma che nello stesso tempo continua a violare significativamente la libertà d’espressione e i diritti umani in generale. Le associazioni, nello scorso giugno, si sono fatte promotrici di una richiesta rivolta al presidente Ben Ali, in previsione del Summit, con la quale si chiede la sospensione del blocco dei siti web che pubblicano notizie e informazioni critiche nei confronti del governo tunisino. Dello stesso avviso è il Mark Bench del World Press Freedom Committee (WPFC) che dichiara di aspettarsi una chiara dimostrazione di buon senso da parte del governo. Il sito web del TMG, frequentemente



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