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NUOVI TAGLI PER LE ONG 14/10/05

Un manovra di aggiustamento azzera completamente le risorse ancora disponibili nel 2005 per i progetti delle Organizzazioni non governative. Provvedimento che assesta un colpo letale alla loro stessa sopravvivenza (nella foto il presidente dell'Associazione delle Ong italiane, Sergio Marelli)

E. G.

Venerdi' 14 Ottobre 2005

Il governo Berlusconi e il suo ministro dell’economia Giulio Tremonti non devono amare molto le Organizzazioni non governative. Nella finanziaria 2006 avevano già predisposto un taglio di 152 milioni di euro per la quota parte di aiuto allo sviluppo gestita direttamente dagli Esteri. E la Farnesina aveva chiarito qualche giorno fa che ne avrebbero fatto le spese anche le ong italiane. Ma Tremonti l’ha pensata questa volta in maniera estremamente creativa. E ha deciso di togliere alle ong altri quattrini. Ma non potendo tagliarli preventivamente un’altra volta dalla finanziaria, li ha decurtati retroattivamente dalla cassa del 2005. In tutto cento milioni che gli esteri hanno dunque già impegnato ma che non usciranno più dai forzieri della cooperazione allo sviluppo. Di questi, 22 milioni verranno detratti dal capitolo destinato alle ong. Praticamente azzerando il contributo ancora da erogare. Insomma, abbiamo scherzato.
La notizia è stata resa nota dall’Associazione delle Ong italiane, organismo che ne raccoglie oltre 160. Mentre, e sembra davvero paradossale, un gruppo “bipartisan” di parlamentari italiani (primo firmatario Gianantonio Arnoldi di Forza Italia) lanciava un appello al parlamento per rispondere all'emergenza terremoto in Pakistan. Che a questo punto appare un capitolo della telenovela pizzi e fichi, ovvero dare una carezza senza sborsare i soldi per il pane. In realtà l’appello dei senatori è per i privati, gli unici alla fine che restano col cerino in mano. E visto che il loro 8 per mille è stato utilizzato per altri fini contabili, bisogna che rimettano mano al portafoglio del buoncuore. Che lo stato non ha più.
"Il fatto che il vecchio-neo Ministro dell'Economia Tremonti intenda sanare i conti pubblici recuperando le risorse già irrisorie destinate alla cooperazione - dice Sergio Marelli, presidente dell’Associazione - è l’ennesima inqualificabile dimostrazione che da questo governo non ci si può aspettare nulla di serio”. Il taglio, spiega, azzera completamente le risorse ancora disponibili nel 2005 per i progetti. “Le ong ne riceveranno, se non interverrà una modifica su cui ancora si spera, un colpo letale per la loro stessa sopravvivenza, senza contare che la manovra mette a serio repentaglio la continuità dei progetti in corso d’opera”. E senza contare che il taglio colpisce anche le decine di migliaia di lavoratori che nei paesi in via di sviluppo trovano occupazione e sostentamento con i progetti delle ong. Oltre al fatto che il taglio colpirà anche gli oltre 3mila volontari e cooperanti italiani in servizio. “Chiediamo al governo – dice ancora Marelli - il reintegro totale della somma sottratta in nome della responsabilità, ormai definitivamente ridicolizzata, che il nostro Paese ha nei confronti della comunità internazionale. Chiediamo a tutte le forze politiche di opporsi a questo ennesimo tentativo di pagare con la vita delle persone dei paesi poveri il conto della disastrosa finanza pubblica del nostro paese”.
Chissà che non ne nasca un’iniziativa bipartisan.

Articolo apparso oggi anche su il manifesto



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