Amisnet, Agenzia Radio Comunitaria Campagna Supporto 2005 Amisnet


Presidio contro la guerra a Milano

VIGILIA DIFFICILE PER IL WARGAME DELLA NATO

A TRIESTE DIVISI DA UNA DATA, 1 MAGGIO O 12 GIUGNO?

21 OKTOOBAR, I MISTERI DI MOGADISCIO

CASO BOSIO, LA FARNESINA LO SOSPENDE 8/4/14

MADEINITALY/RANAPLAZA, IL SENATO CHIEDE CONTO 4/4/14

CARO SINDACO TI SCRIVO. I DUBBI SULLA NUOVA MOSCHEA DI MILANO 17/2/14

AL VIA IL "SISTEMA PAESE IN MOVIMENTO" 17/11/13

LA GRANDE MUTAZIONE. AL VIA IL QUINTO SALONE DELL'EDITORIA SOCIALE 31/10/13

ALLA SAPIENZA ASPETTANDO IL 19 OTTOBRE 16/10/13

AMNESTY: DIRITTI AL CENTRO DEL DIBATTITO PARLAMENTARE, MA TRA VECCHI VIZI E TABÙ 27/9/13

MANCONI SUL GIALLO DEL CABLO SHALABAYEVA 21/7/13

ITALIA/KAZAKISTAN, ASPETTANDO ALMA 14/7/13

KAZAKISTAN, MARCIA INDIETRO DEL GOVERNO 13/7/13

ESPULSIONE O RENDITION? LA TRAMA OSCURA DIETRO LA STORIA DI ALMA 11/7/13

LA CARRIERA DI MAURIZIO SCELLI 26/8/05

Il commissario della Cri torna a far parlare di sé con un'intervista alla Stampa che solleva un polverone. Profilo di un personaggio che nin riesce a star lontano dai riflettori della cronaca

Emanuele Giordana

Venerdi' 26 Agosto 2005

Comincia col Giubileo del 2000 la carriera dell’avvocato Maurizio Scelli. Una buona performance che viene messa a frutto nelle politiche del 2001 col tentativo di essere eletto nelle file di Forza Italia, a Roma. L’avvocato però non ce la fa e i maligni dicono che si deve alla protezione di Gianni Letta la sistemazione, nel 2003, alla Croce rossa, di cui è ancora commissario straordinario (uscente). Anomala rispetto alle consorelle straniere, la Croce rossa italiana, commissariata da tempo immemore, diventa con Scelli una vera e propria arma di propaganda del governo. E il commissario non lo nasconde. Fa capire che utilizza il potere negoziale di un’organizzazione umanitaria, per statuto indipendente e neutrale, come arma di mediazione e di scambio. Come ha spiegato del resto anche nell’intervista alla Stampa di ieri. Del resto, benché adesso il governo ne prenda le distanze, è fin dalla sua prima missione in Iraq, per montare a Bagdad un ospedale da campo, che scattano le polemiche a Ginevra, sede del Comitato internazionale della Croce rossa (che anche ieri lo ha scaricato). All’epoca –è la primavera del 2003 – il Cicr protesta per l’utilizzo di carabinieri come scorta armata all’ospedale. Ma è proprio il governo a rispedire al mittente le accuse, rispondendo con freddezza agli emissari del suo presidente, Jakob Kellenberger, che si sono lamentati con la Farnesina di una Cri molto poco neutrale. Scelli però non se ne cura. Anzi. Diventando l’emblema di una missione “umanitaria” che facilmente si confonde con quella dei nostri soldati in Iraq, il commissario assume nel paese mediorientale la guida di tutte le operazioni di mediazione nei sequestri di ostaggi italiani. O almeno così dice. Palazzo Chigi lo lascia credere, benché sui giornali filtrino velenosi quanto anonimi retroscena e commenti al vetriolo di agenti dei servizi. Dopo il sequestro di Giuliana Sgrena, da cui viene completamente tagliato fuori, Scelli decide di uscire di scena. Vorrebbe rientrare però in quella politica: deputato, governatore o almeno capo di un nuovo movimento politico, “Onda Azzurra”, che viene presentato nel marzo scorso ma si dimostra un flop. Il personaggio mediatico per eccellenza del controverso umanitarismo di stanza in Iraq esce nuovamente dal fascio dei riflettori. Per rientraci, elefante in una cristalleria, con le dichiarazioni di ieri e il mare di polemiche che, inevitabilmente, lo accompagnano.



Powered by Amisnet.org