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PINOCHET COME AL CAPONE 15/4/05

La vicenda delle malefatte dell'ex dittatore (nell'immagine in una famosissima foto dove posa con la giunta cilena) assume nuovi contorni: non solo golpista accusato di assassino e tortura ma anche evasore fiscale e delinquente comune. Con molti complici

Adalberto Belfiore

Venerdi' 15 Aprile 2005

E’ risaputo che Al Capone, il gangster per antonomasia, non fu “incastrato” per i suoi numerosi omicidi e per gli altri delitti contro, diciamo così, i diritti umani. Ma più prosaicamente per evasione fiscale. Lo stesso sta succedendo per il vecchio ex dittatore cileno Augusto Pinochet, il golpista per antonomasia, che per la prima volta deve affrontare la formalizzazione delle imputazioni a suo carico non per omicidio politico, sequestro di persona e tortura di cui è di solito accusato, ma per ben più banali reati economici.
Il giudice cileno Sergio Muňoz ha presentato ieri alla Corte d’Appello di Santiago una richiesta di revoca dell’immunità per Pinochet al fine di poterlo processare per “dichiarazioni tributarie maliziosamente incomplete o false” accogliendo la richiesta presentata dal Servizio delle imposte interne, l’equivalente cileno della nostra Agenzia delle Entrate.
La vicenda trae origine dall’investigazione della Commissione per la sicurezza interna del Senato degli Stati Uniti che, in base alla Legge sulla libertà di informazione, aveva declassificato e resi pubblici il 15 marzo scorso una mole notevole di documenti riservati relativi ai traffici finanziari di Pinochet. Questi documenti (estratti conto, comunicazioni bancarie, lettere confidenziali) sono in grado di provare senza ombra di dubbio le malversazioni compiute dall’ex dittatore, dai suoi familiari e collaboratori, con l’ausilio di documenti falsi, false generalità e con la complicità di alti funzionari di vari istituti di credito americani (ed anche europei). E danno una concreta possibilità agli inquirenti di togliere il coperchio al verminaio di interessi sporchi che hanno prosperato ed ancora prosperano all’ombra di questo losco figuro che per la verità è ancora considerato da certa destra cilena il Padre della Patria.
Vista la mala parata, proprio il giorno prima della presentazione della richiesta di revoca dell’immunità, la difesa di Pinochet ha chiesto al giudice Muňoz il permesso di pagare al fisco
cileno la cifra di 2,6 milioni di dollari, chiedendo a tal fine l’autorizzazione all’uso di parte dei fondi dell’ex dittatore – circa 7 milioni di dollari - attualmente sottoposti a blocco giudiziario in Cile.
A parte il fatto che gli importi contestati a Pinochet per frode tributaria ascendono per il momento a circa 4 milioni di dollari, è molto improbabile che il giudice Muňoz possa autorizzare lo sblocco dei fondi dato che sono ancora moltissimi i punti oscuri da chiarire in questa sporca faccenda. Di fatto il giudice - che è stato anche oggetto di un tentativo di ricusazione (per legittima suspicione diremmo noi in Italia) da parte dei legali di Pinochet, respinta peraltro dalla Corte d’Appello di Santiago – ha disposto anche l’arresto dell’avvocato Oscar Aitiken, curatore degli affari di famiglia e di Monica Ananias, sua segretaria privata dai tempi del golpe, quest’ultima arrestata dopo un drammatico confronto all’americana con il figlio del generale, Marco Antonio Pinochet.
La vicenda dunque si precisa e si allarga e molte persone eccellenti tremano, in Cile come negli USA (e probabilmente altrove).
Così il “macellaio di Santiago”, promotore del famigerato Piano Condor e della tristemente nota Carovana della morte, indagato per alcuni casi concreti di assassini politici ma anche indicato come responsabile per qualcosa come 3.000 casi di omicidi politici e 35.000 casi di tortura dalla Commissione di indagine su prigione e tortura voluta del Presidente cileno Lagos - che ha reso pubblico il suo rapporto il 28 novembre dell’anno scorso – sembra avviato a dover rendere conto, prima ancora che del sangue di cui si è macchiato, di reati degni di un comune delinquente che, smascherato, rischia di trascinare nella rovina anche tutta la sua banda di gangster.



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