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DONAZIONI, I CONSIGLI DELLE ONG 8/1/05

Sono una trentina i milioni di euro donati sinora dagli italiani. Ong e terzo settore danno alcuni consigli per districarsi nel labirinto delle raccolte fondi.

Gabriele Carchella

Sabato 8 Gennaio 2005
Solidali sì, ma con cervello. Mentre gli italiani dimostrano la loro solidarietà alle vittime del maremoto, le organizzazioni non governative (Ong) invitano a fare attenzione: le truffe sono sempre possibili quando i soldi in gioco sono tanti. E nell’era di Internet, i moderni Arsenio Lupin preferiscono agire on-line. “Organizzare una sottoscrizione falsa su Internet è piuttosto semplice”, avverte Mariangela Frasca, responsabile dell’ufficio legale di Amref, onlus attiva con numerosi progetti in Africa. “Basta copiare il banner di un’organizzazione non profit e incollarlo sul proprio sito. E’ capitato anche a noi, e possono anche mesi prima che il raggiro venga scoperto”. Il caso più frequente, segnala Amref, è l’affiancamento di immagine: il nome di una organizzazione nota viene abbinato a un’iniziativa che non ha niente a che vedere con la solidarietà. Per l’emergenza tsunami, comunque, non le sottoscrizioni sembrano procedere bene: “Sinora non abbiamo registrato nessun tentativo di truffa”, dichiara Gildo Baraldi, direttore dell’Osservatorio interregionale per la cooperazione. “Abbiamo invece grandi difficoltà a coordinare gli aiuti”. Ma, considerato il momento, il mondo non profit invita a prendere alcune semplici precauzioni: preferire le donazioni tramite conto corrente; chiedere sempre una ricevuta quando si dona denaro contante; privilegiare le associazioni note per la loro trasparenza. Sono questi alcuni dei suggerimenti contenuti nel decalogo redatto dal Forum del terzo settore per districarsi nel labirinto delle raccolte fondi. “Abbiamo sospeso la sottoscrizione proprio per garantire la massima trasparenza”, ricorda Msf Italia. “Riteniamo infatti che 50 milioni di dollari siano per noi sufficienti”. E Raffaele Salinari, di Terres des Hommes Italia lancia una proposta: “E’ necessario un organo di controllo indipendente che vigili sull’utilizzo delle donazioni per le emergenze”. Per Salinari, è anche importante valutare la specializzazione dell’Ong: “Quando scoppiano emergenze di queste dimensioni, molti scoprono una vocazione per i paesi colpiti, pur di assicurarsi una parte dei fondi. Meglio donare a chi opera in una certa area da anni”. Anche il governo si è attivato per garantire un adeguato controllo, creando un comitato di cinque garanti per la supervisioni degli aiuti italiani. Si tratta di un team di volti noti, composto da Emma Bonino, Giulio Andreotti, Giuliano Amato, Giorgio Napolitano e Andrea Monorchio.



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