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TSUNAMI/ IL REBUS DEGLI AIUTI ITALIANI 04/01/05

Sono quattro i milioni di euro che l'Italia ha stanziato finora per l'emergenza asiatica. Se si considerano pero' anche la cancellazione dei debiti esteri e altri fondi Ue, la cifra sfiora i 70 milioni di euro annunciati dal ministro degli Esteri Gianfranco Fini. Ma i piu' generosi sono stati i cittadini, che con gli sms hanno donato 23 milioni di euro. Le Ong chiedono ora al governo di far luce sulla destinazione dei fondi.

Gabriele Carchella

Martedi' 4 Gennaio 2005
La macchina della solidarietà per le vittime dello tsunami è già in moto, ma l’impegno finanziario del nostro paese è ancora un rebus. Il ministro degli Esteri Gianfranco Fini ha annunciato che il governo stanzierà 70 milioni di euro per i paesi colpiti. Di questi, però, solo quattro milioni sono pronta cassa, mentre la somma restante si ottiene soprattutto grazie alla cancellazione del debito estero contratto in passato. Ammonta infatti a 30 milioni di euro il debito cancellato all’Indonesia e a 9,8 milioni quello che l’Italia ha deciso di non esigere dallo Sri Lanka. Il governo italiano si è inoltre attivato a Bruxelles, spingendo l’Unione europea a stanziare 10 milioni di fondi per l'Indonesia, 8 milioni per lo Sri Lanka e 2 per le Maldive.
La parte del leone la stanno però facendo le donazioni via sms o conto corrente bancario. I fondi raccolti grazie ai messaggi dei cellulari sono arrivati a quota 23 milioni di euro. I più generosi, dunque, sono stati i cittadini. Ma è proprio sulla destinazione di questi soldi che alcune Ong storcono il naso, perché non è dato sapere quali progetti saranno finanziati. Ma il governo risponde che i soldi degli sms saranno gestiti dalla Protezione civile, d’intesa con il ministero degli Esteri.
Per l’emergenza asiatica si è attivata anche la Croce Rossa Italiana, che ha in programma tre interventi in Indonesia, Thailandia e Sri Lanka per fornire ai sopravvissuti medicine, alloggi, acqua potabile e, dove necessario, ospedali da campo. Una missione congiunta della Cri e della Farnesina sta per partire alla volta dell’Asia. “Entro una settimana saranno già pronte le prime attrezzature”, fa sapere Mario Braga, direttore sanitario della Cri. Manca quindi solo la decisione formale della Farnesina. La sezione italiana della Croce rossa ha inoltre raccolto 300mila euro destinati alla Croce rossa internazionale, che aveva lanciato un appello mondiale per raccogliere 53 milioni di euro. “Obiettivo già raggiunto”, dichiarano fonti ufficiali della Cri.
Un’altra grande fetta di aiuti, in parte autofinanziati, giunge dalle organizzazioni non governative. Sono più di venti le Ong italiane già attive nelle zone del disastro. E oltre al cibo e alle medicine, c’è una nuova emergenza da affrontare, quella degli orfani: “Stiamo concentrando tutto sul sostegno a distanza”, dice Raffaele Salinari di Terres des Hommes Italia. Ma le Ong chiedono che il governo sciolga al più presto i nodi sulla gestione dei fondi.



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