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MA QUANTO E' NEUTRALE LA CRI? 17/11/04

Parterre blasonato di ministri, diplomatici, buona borghesia, divise grigioverdi, gessati, crocerossine dall’elegante mantella blu. Affollata presentazione di un testo autocelebrativo per i 140 anni della Croce rossa italiana (nella foto, Enzo Baldoni, il grande assente dalla kermesse). Per fortuna c'era il ministro Gasparri a dire le cose come stanno

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Mercoledi' 17 Novembre 2004
Quanto è neutrale la Croce rossa italiana? Su questa domanda retorica (la risposta era “si”) della direttrice del Corriere Magazine Maria Luisa Agnese, nemmeno l’impianto audio ce l’ha fatta e ha collassato. Alla presentazione del libro di Maria Federica Selvi “Il viaggio di un’idea”, (auto) celebrazione della Cri nell’epoca di Scelli, un testo ispirato pieno di melassa e di omissioni (una per tutte: Enzo Baldoni), un ottimo parterre blasonato di ministri, diplomatici, buona borghesia, divise grigioverdi, gessati, crocerossine dall’elegante mantella-guanti-calze blu, e un trionfo del nero per le signorine più giovani, forse in omaggio all’ospite d’onore, il ministro delle comunicazioni Maurizio Gasparri. Fortunatamente è stato proprio il ministro a fare chiarezza sull’imparzialità della Cri, spiegando che la Croce rossa “ha pur sempre attinto ai valori patriottici” in un “un intreccio” in cui convivono “solidarietà e aspetti militari, e in cui vengono esaltati i valori di patri e di solidarietà”.
La verità finalmente e per bocca di un ministro della repubblica, che ha chiuso una giornata in cui non è mancato il cortometraggio d’ordinanza, nel quale non mancavano Agliana, Cupertino, Stefio, il cadavere del povero Quattrocchi e le due Simone (Baldoni però neppure lì compariva). Scherzi a parte, la Cri di neutralità ne ha sempre avuta poca e dunque Scelli e il giusto erede di una tradizione sempre più appiattita sul governo e spesso sui suoi ardori bellicisti. Gasparri era dunque in linea di continuità,non a caso, con una delle tanti targhe marmoree che ornano il palazzo Cri di Via Toscana a Roma. Dedicato al capitano Battini Salvatore e altri, caduti nella campagna italo-turca dei primi del secolo “fiancheggiando l’esercito combattente per la grandezza della patria”. Solo Gasparri? Ma no, c’erano anche i privati, in onore al nuovo look di cui va in cerca, per affrancarsi dal governo, la Cri: Walter Arbib presidente di SkyLink Group era lì a testimoniare l’appoggio dei privati al nuovo corso. Anche se da poco fa parte, recita la sua nota personale, di Magna Carta, la fondazione di ricerca presieduta da Marcello Pera. Mancava solo Gianni Letta. Ma il suo spirito (patrio) aleggiava leggiadro sul vasto salone in cui campeggiavano i sette principi della Cri. Tra cui l’abusato termine “neutralità”. Si consiglia la lettura dell’imparziale e impalpabile testo della Selvi



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