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L'ITALIA E I PROGETTI SULLE CLUSTER 10/10/04

I progetti in cui il nostro paese sarebbe coinvolto

Emanuele Giordana

Domenica 10 Ottobre 2004
Dalle risposte confuse che gli attivisti ricevettero dalla Hunting Engineering, gli attivisti di Landmine Uk vennero a sapere che le cluster tipo BL755 erano state vendute a otto paesi Nato. E che tra questi c’era anche l’Italia. La ricostruzione del percorso di vendita era però coperto da una fitta coltre di nebbia perché la HE non rivelò i nomi dei paesi e solo in seguito, attraverso una ricostruzione di Human Rights Watch, Landmine Uk ebbe la conferma indiretta che le BL755 si trovavano negli stock dell’Aviazione militare italiane. Come la Campagna italiana mine ha rivelato nei giorni scorsi, l’Italia è per altro anche un paese produttore pur se i trasferimenti verso altri paesi sono stati pochissimi (solo nel ’99). Il fatto è che oltre che produrre in proprio, l’Italia è anche partner in altri progetti più sofisticati e frutto di joint venture internazionali.
In almeno quattro dei cinque casi di cui si hanno evidenze il condizionale resta d’obbligo: durante una sessione del parlamento britannico del febbraio 2000 il ministero della Difesa britannico rispose a un’interrogazione sui progetti militari in collaborazione tra Londra e altri paesi elencandone 44. In diversi casi era (nel 2000) coinvolta l’Italia e in quattro progetti si trattava di cluster: il Self Destruct Fuze for Guided Multiple Launch Missile System (Gb, Francia, Norvegia, Italia), il Future Fire Control System for Multiple Launch Rocket System ( Gb, Francia, Germania, Italia), il Multiple Launch Rocket System Phase 1 (Gb, Francia, germania, Italia, Usa) e il Guided Multiple Launch Rocket System.
In un documento di Human Rights Watch del giugno scorso si fa invece menzione di un progetto su bombe cluster che è sicuramente in corso e che dovrebbe sviluppare il modello migliore in assoluto rispetto alle cluster tradizionali. Si tratta di sistemi guidati il cui compito è perfezionare la precisione del tiro rispetto all’obiettivo. Il progetto Guided Multiple Launch Rocket System (Gmlrs) vede assieme Francia, Germania, Italia e Gran Bretagna. Questo tipo di bombe, già testate con successo, hanno un raggio di una settantina di chilometri. Si parla di vendite negli Usa per circa 100mila di queste bombe anche se l’acquisto sembra stia creando problemi per un fatto di costi. Non è chiaro se sul progetto, in continua evoluzione, l’Italia abbia messo solo il nome, i finanziamenti o se contribuisca a parte della fattura dell’ordigno.

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