Amisnet, Agenzia Radio Comunitaria Campagna Supporto 2005 Amisnet


Presidio contro la guerra a Milano

VIGILIA DIFFICILE PER IL WARGAME DELLA NATO

A TRIESTE DIVISI DA UNA DATA, 1 MAGGIO O 12 GIUGNO?

21 OKTOOBAR, I MISTERI DI MOGADISCIO

CASO BOSIO, LA FARNESINA LO SOSPENDE 8/4/14

MADEINITALY/RANAPLAZA, IL SENATO CHIEDE CONTO 4/4/14

CARO SINDACO TI SCRIVO. I DUBBI SULLA NUOVA MOSCHEA DI MILANO 17/2/14

AL VIA IL "SISTEMA PAESE IN MOVIMENTO" 17/11/13

LA GRANDE MUTAZIONE. AL VIA IL QUINTO SALONE DELL'EDITORIA SOCIALE 31/10/13

ALLA SAPIENZA ASPETTANDO IL 19 OTTOBRE 16/10/13

AMNESTY: DIRITTI AL CENTRO DEL DIBATTITO PARLAMENTARE, MA TRA VECCHI VIZI E TABÙ 27/9/13

MANCONI SUL GIALLO DEL CABLO SHALABAYEVA 21/7/13

ITALIA/KAZAKISTAN, ASPETTANDO ALMA 14/7/13

KAZAKISTAN, MARCIA INDIETRO DEL GOVERNO 13/7/13

ESPULSIONE O RENDITION? LA TRAMA OSCURA DIETRO LA STORIA DI ALMA 11/7/13

IRAQ: ONG ITALIANE ABBANDONATE DAL GOVERNO 11/9/04

La testimonianza di Bruno Neri, coordinatore dei progetti per l'Iraq di Terres des hommes: "Nessuno ci ha mai avvisato che la situazione in Iraq stava diventando sempre più pericolosa". La vita difficile degli operatori umanitari a Baghdad.

Gabriele Carchella

Sabato 11 Settembre 2004
Abbandonate dal governo. Le organizzazioni non governative italiane sono state lasciate sole a gestire la propria sicurezza e l’incolumità del personale in Iraq. Lo racconta Bruno Neri, coordinatore in Iraq dei progetti di Terres des hommes, una Ong internazionale che ha una sezione italiana: “Nessuno ci ha mai avvisato che la situazione a Baghdad stava diventando sempre più pericolosa. Noi di Terres des hommes non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione dal ministero degli Esteri né alla nostra sede irachena né alla sede italiana”. Neri smentisce così l’affermazione della Farnesina, secondo cui le organizzazioni italiane erano state avvertite dall’unità di crisi del crescente pericolo di aggressioni in Iraq già a fine agosto. E racconta che i rapporti tra governo e Ong si limitavano ai meri adempimenti formali: “Abbiamo sempre comunicato all’ambasciata i nomi delle persone che entravano e uscivano dal paese. Si sono anche tenuti degli incontri per impostare un’eventuale collaborazione da parte del governo, ma non c’è stato alcun seguito”.
In questi giorni, aggiunge, la vita dei volontari nella capitale irachena diventa sempre più difficile e molti locali non vedono più di buon occhio questi occidentali senza uniforme che si aggirano per la città. “I cooperanti vivono a Baghdad una vita blindata” racconta Neri, che ha trascorso l’ultimo anno e mezzo in Iraq. “Quasi tutto il tempo si resta chiusi in ufficio per motivi di sicurezza e si esce solo per riunioni con altre Ong o nei ministeri. Prima di mezzanotte si rientra a casa sempre accompagnati da un autista”. Terres des hommes ha anche scelto di cambiare l’anno scorso la propria sede, che condivideva con Un ponte per e altre Ong, per risiedere in un quartiere più sicuro della capitale.
Il sistema di sicurezza delle organizzazioni umanitarie è in pratica autogestito: “ Di notte ci sono due guardie non armate che sorvegliano la nostra sede, mentre per gli spostamenti esiste un coordinamento via radio con le altre Ong: chi è al corrente di un pericolo avverte”.
Molto è cambiato nell’ultimo anno. L’euforia della liberazione dal tiranno ha lasciato il posto al risentimento per le forze di occupazione, che ha finito per travolgere anche gli operatori umanitari. “Un tempo gli iracheni erano cordiali con noi umanitari e parlavano volentieri accanto a una tazza di tè. Ora c’è paura anche solo a farsi vedere in compagnia di un occidentale per timore di essere scambiati per collaborazionisti”. Un ulteriore colpo all’immagine dei volontari, secondo Neri, è arrivata dall’ultima risoluzione dell’Onu, che permette anche ai grandi contractors stranieri di operare nel settore dell’aiuto umanitario.
Le sue ultime parole sono per le due italiane rapite: “Conosco le due Simone: sono ragazze dal cuore grande. Il governo italiano dovrebbe impegnarsi per un cessate il fuoco, che favorirebbe anche il rilascio delle due operatrici”.







Powered by Amisnet.org